La dieta sportiva

 

 

 

Padova Stage 2016 


La Dieta sportiva

  • Un individuo che si allena almeno tre volte alla settimana per un qualunque sport che lo appassioni è in genere colui che propende prima di altri ad avere un'alimentazione sana ed equilibrata.
    Dieta non vuol dire per forza regime alimentare restrittivo, bensì stile di vita alimentarmente sano e curativo. In effetti per uno sportivo diventa doppiamente importante mangiar bene proprio perché esso mira al miglioramento della prestazione. È scontato dire che la dieta è personale: si tiene conto della fisiologia e della corporatura del soggetto, della quotidianità, dei modi e dei tempi che dedica ad ogni pasto, e dei gusti propri della persona. L' anamnesi generale della persona è la prima cosa che un nutrizionista considera di una persona che pratica sport: se gode o meno di buona salute, se è sofferente di patologie o se ha familiarità per altre e se propende per abitudini poco corrette. A questa segue l'anamnesi nutrizionale, che prevede la misurazione della composizione corporea del soggetto e la conoscenza dell'introito alimentare in termini qualitativi e quantitativi. D'aiuto possono essere l'esame della plicometria e della bioimpedenza atte a stimare in termini di massa magra e grassa la fisicità della persona. Successivamente si stabilisce quale dovrebbe essere il dispendio calorico e quali gli ingressi per garantire un buon stato di salute ed una valida performance. L' esercizio fisico, soprattutto di una certa intensità, determina un consumo calorico che rimane elevato anche dopo la fine dell'esercizio stesso. Il giornale scientifico “Clinical Nutrition”, la fonte scientifica più autorevole d'Europa, afferma che il costo energetico massimale di uno sportivo può arrivare all'incirca a 20.000 kcal in un giorno, una quota considerevole che si raggiunge però solo con elevati e protratti livelli nel tempo. Tale valore rimane comunque puramente teorico e deve essere in ogni caso adeguatamente riconsiderato ad personam. Nella realtà non è semplice fare una stima del dispendio energetico di uno sportivo che in più svolge una normale attività quotidiana sia lavorativa che sociale ma, in base a studi accademici di popolazioni ed alla valutazione del singolo si può, con una buona approssimazione, considerare quanto consuma un atleta e di conseguenza quanto dovrebbe ingerire. In breve, l'intervento nutrizionale ha il compito di modificare i comportamenti alimentari errati e correggere i fattori di rischio dietetici e le eventuali condizioni ambientali associate ad un inadeguato comportamento alimentare. Il dispendio energetico giornaliero va stabilito in base ad età, sesso, metabolismo basale ed attività lavorativa e fisica. Il piano alimentare dovrebbe ricoprire il fabbisogno di macronutrienti come carboidrati (50-55% delle calorie totali), lipidi (25-30%) e proteine (20%). In questa quota bisogna prevedere anche i 30 gr di fibra indigeribile ed i livelli minimi raccomandati di micronutrienti come calcio, ferro, vitamine, ecc. A questo punto un corridore smetterebbe di correre per I' apparente complessità delle indicazioni dietetiche da seguire, eppure basterebbero pochissimi accorgimenti e una tenacia minima per poter superare le sfide più difficili e raggiungere la meta. Cominciamo amando la cucina mediterranea, variando spesso i cibi, introducendo frutta e verdura ad ogni pasto, rispettando la stagionalità dei prodotti, bevendo almeno 1,5 di acqua al dì e distribuendo durante tutto il giorno il cibo per evitare inutili digiuni e dolenti abbuffate.

Dott.ssa Giusy Carlomagno  "Aikidojo Shizentai Lauria"

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