Vitamina A

La Vitamina A, ovvero: solo per i tuoi occhi.

 

  •  Ha a che fare così direttamente con la vista che il suo nome chimico suona «retinolo», da retina (la porzione dell'occhio che raccoglie le immagini e le trasmette al cervello attraverso il nervo ottico). Il retinolo deve questa denominazione al fatto di svolgere un ruolo da protagonista nella sintesi della porpora retinica, un pigmento visivo che rende l'occhio acuto e penetrante anche in condizioni di scarsa luminosità, per esempio verso sera. Se la vitamina A scarseggia, la retina si impoverisce di questo pigmento e la vista si indebolisce all'imbrunire: non riesce ad adattarsi, come avviene in condizioni normali, allo spegnersi progressivo della luce solare. Il sintomo è noto come «emeralopia», che sta a significare la menomazione o la mancanza della visione crepuscolare (causata all'aperto dalle ombre del tra-monto, in ambienti chiusi da luci di debole intensità). La A è una vitamina indispensabile per gli occhi, ma non soltanto per gli occhi. Quando fu isolata per la prima volta dal tuorlo d'uovo, nel lontano 1914, e tenuta a battesimo con la prima lettera dell'alfabeto, si comportava sugli animali di laboratorio come un fattore di accrescimento. La sua presenza assicura sia la vita delle cellule sia lo sviluppo osseo: se viene a mancare al lattante, la conseguenza è un ritardo. Le cellule epiteliali, ossia le cellule di 'superficie dell'organismo e degli organi interni, entrano in crisi in sua assenza o carenza. Per tornare all'occhio, quando la vitamina A scarseggia non soltanto la vista lascia a desiderare, ma si riduce anche il velo liquido che mantiene umido e deterso l'occhio.

Conseguenze:

  • la cornea si prosciuga e degenera (xeroftalmia) e a lungo andare perde consistenza e spessore (cheratomalacia) danneggiando irreparabilmente l'integrità del bulbo oculare e la stessa possibilità di vedere. Sulla cornea si formano cicatrici e opacità che possono portare a cecità parziale o completa.

Dove si trova.

  • Mentre la vitamina vera e propria si trova soltanto nella carne (in primo luogo nel fegato, primo organo-deposito), nell'uovo, nel latte e nei suoi derivati (burro e formaggi), i precursori, vale a dire le provitamine, si trovano abbastanza diffusi nel mondo vegetale sotto forma di carotenoidi: sono pigmenti giallo-arancioni e prendono il nome dalla carota che ne contiene in larga misura. Vitamina e provitamine A non resistono al calore: ogni alimento, sottoposto a cottura, ne risulta subito impoverito. La luce solare, attraverso i raggi ultra-violetti, può avere anch'essa effetto destabilizzante. Anche il latte, se viene scremato, ne rimane privo. Si calcola che il fabbisogno di vitamina A in una persona adulta possa essere fornito dal retinolo oppure dai carotenoidi contenuti in: un uovo, un litro di latte, 25 grammi di burro, un etto di pomodori.

Contenuto in vitamina A di atomi alimenti


(unità internazionali* per cento grammi di alimento)

  • Fegato di bue   43.900
  • Conserva di pomodori 1.880
  • Fegato di vitello  22.500 
  • Cicoria    1.800
  • Fegato di maiale ,  14.200 
  • Indivia    1.800
  • Spinaci   8.478 
  • Cachi    1.672
  • Carote    8.000 
  • Prugne secche   1.606
  • Broccoletti di rape  4.872 
  • Caciocavallo   1.330
  • Tuorlo d'uovo di gallina  3.210 
  • Fontina, groviera  1.288
  • Burro    3.200 
  • Gorgonzola   1.232
  • Zucca gialla   2.600 
  • Mozzarella   1.000
  • Bietola    2.520 
  • Caciottina   930
  • Broccoli   2.450 
  • Parmigiano, pecorino  850
  • Albicocche   2.200 
  • Latte di mucca  170


Le unità internazionali (UI) sono unità di misura convenzionali.

  • Se il fabbisogno di vitamina A di un adulto è di 5.000 UI, basteranno, per esempio, due etti di bietola per garantirglielo (un etto di bietola dà infatti 2.520 UI di vitamina A). In altre tabelle del libro il contenuto e il fabbisogno di vitamine è espresso in grammi, millligrammi (la millesima parte di un grammo) o microgrammi (la milionesima parte di un grammo).

  • A chi manca


  • Chi non si nutre abbastanza, vuoi perché non ha cibo, vuoi perché si mette anche troppo drasticamente a dieta, finisce per rimanere a corto di vitamina A. Lo stesso capita a coloro che soffrono di malassorbimento intestinale: i cibi vengono assimilati male e scarsamente e così pure le vitamine. Da notare che la A è solubile nei grassi: sarà in particolare un inadeguato apporto o assorbimento di grassi attraverso la mucosa intestinale a far crollare le riserve e a esaurire rapida-mente le scorte che in precedenza il fegato può aver immagazzinato. Vive sovente ai limiti:della carenza di vitamina A la gestante, che deve devolverne una buona quota all'accrescimento del feto e quindi è tenuta a mantenersene rifornita durante i mesi dell'attesa. L'introito deve continuare anche nella donna che allatta. Va ricordato, a questo proposito, che il latte della donna non fornisce al bambino una dose sufficiente di questo principio vitaminico: è una delle ragioni per cui l'allatta-mento esclusivo al seno non dovrebbe protrarsi oltre il quarto mese, per essere poi integrato da alimenti (come le carote e il tuorlo d'uovo) che assicurano un buon apporto di vitamina A.


Che cosa previene.

 

  • Nata come vitamina per gli occhi e per la vista (scongiura l'emeralopia, o cecità notturna, e la xeroftalmia, ossia la degenerazione della cornea), la A è anche necessaria per i bambini che crescono e prima ancora per 1' embrione nell'utero materno. In tutte le età protegge la pelle e le mucose garantendo vitalità alle cellule di superficie: da questo punto di vista si può considerare una delle vitamine antinvecchiamento, tanto più che contribuirebbe alla produzione del cortisone naturale (cortisolo) e degli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) mantenendo quindi attiva la capacità procreativa. Negli ultimi anni le è stata attribuita un'azione di protezione contro i tumori: o meglio, si è visto che il cancro è più frequente in coloro che scarseggiano di vitamina A. Gli studi futuri dovranno confermare se introdurne di più nel corso della vita ha davvero effetto preventivo. Intanto l premio Nobel Renato Dulbecco sta diffondendo uno slogan per propagandare la vitamina A naturale sotto forma di provitamina, ossia di carotene, raccomandando: «Invece di accendere una sigaretta, mangiatevi una carota». Questa potrebbe essere domani una delle parole d'ordine della prevenzione anticancro.

Che cosa cura.

  • La vitamina A esiste in natura, vale a dire nel nostro organismo, in tre versioni: A alcol (retinolo), A aldeide (retinaldeide), A acido (acido retinoico). Proprio in quest'ultima variante viene usata da alcuni anni, sotto forma di pomate o lozioni, per curare l'acne e la psoriasi. In fase ancora sperimentale è invece il suo impiego in alcuni tumori della pelle. Viene prescritta anche nei casi di rinite atrofica e di vaginite senile:

Attenzione all'overdose di vitamina A.

 

  • Con questa vitamina non si deve calcare la mano, perché a dosi spinte sihanno effetti tossici immediati (vomito, diarrea, vertigini) e a distanza (pelle secca e ruvida, aumento di volume del fegato, gonfiori e dolori alle articolazioni: sintomi generalmente osservabili nei bambini dopo sovraddosaggio). I segni dell'intossicazione regrediscono sospendendo il farmaco. Oggigiorno si tendono a evitare cicli di cura prolungati. La vitamina A si trova in farmacia in confetti dosati ciascuno a 50 unità: nell'adulto non si dovrebbe mai andare oltre i tre-quattro confetti al giorno.


Fabbisogno di vitamina A nelle diverse età (unità internazionali per giorno)

Bambini sotto un anno  1.500
Da uno a tre anni  2.000
Da quattro a sei anni   2.500
Da sette a nove anni  3.500
Da dieci a dodici anni  4.500
Da 13 a 15 anni  5.000
Da sedici a vent'anni  5.000
Adulti
Nella gestante   6.000
Durante l'allattamento  8.000