Vitamina b

 

 

  • La vitamina B, apre e guida il gruppo B. E anche fra le prime delle vitamine obbligatorie. Senza di lei insorge una malattia, il beri beri, che in dialetto cingalese vuol dire «debolezza», noto in Cina fin dal 2600 avanti Cristo. Nel corso dell' Ottocento, quando fiorì il traffico marittimo e cominciarono i lunghi viaggi dei mercantili attraverso gli oceani, gli equipaggi delle navi dei paesi asiatici, primo fra tutti il Giappone, furono colpiti e falcidiati dal beri-beri che, in casi estremi, portava alla morte: questo perché il rancio a bordo consisteva di una ciotola di riso. Un secolo fa, nel 1884, il medico della marina nipponica Takaki intuì che dietro la malattia doveva esserci qualcosa che aveva a che fare con l'alimentazione: integrando il rancio degli equipaggi con carne, verdure e latte, il beri-beri rimase soltanto un brutto ricordo. Nel 1897, a Giava, un medico olandese, il dottor Eijkman, giunse a un solo passo dalla verità: dimostrò che somministrando pula di riso ai malati di beri-beri, i loro disturbi scomparivano.
  • Finché nel 1911 il tedesco Funk isolò proprio dalla pula di riso il fattore antiberiberico e gli diede il nome di vitamina B, che sarebbe poi diventato quello di B, vitamina capofila del gruppo B. In Occidente forme simili al beri-beri si osservano, sia pure raramente, nei bevitori inveterati: perché mangiano poco e introducono poca vitamina B; inoltre perché la assimilano male, a causa di disturbi dell'assorbimento intestinale. Negli ultimi due anni sono stati descritti casi da carenza molto gravi, da terzo mondo, in ^ragazze giapponesi che, per riconquistare la linea, vivevano di o riso e molto tè. Il loro beri-beri aveva tutti i connotati ella malattia storica: crescente indebolimento muscolare con perdita delle forze, incertezza e tremore nei movimenti, pressione bassa, incapacità a reggersi in piedi, scompenso di cuore, per fortuna, se la diagnosi coglie nel segno, basta somministrare dosi generose di B, e a poco a poco questo quadro drammatico si risolve. Il nome chimico della B, è tiamina. Regola il metabolismo dei carboidrati e controlla la trasformazione di zuccheri e proteine in grassi. Inoltre favorisce la trasmissione i impulsi lungo i nervi, tanto è vero che nel beri-beri si osservanoano fenomeni di paralisi e paresi.


Dove SÌ trova.

  • Il lievito di birra è un vero concentrato naturale di B. Ne sono ricche anche le cuticole del riso, dei cereali e dei legumi, le verdure fresche, la buccia delle patate, le noci e le arachidi. Il latte, il tuorlo d'uovo, il fegato di bue, la carne di maiale ne contengono in discreta quantità. Una quota di principio attivo va perduta durante la cottura dei cibi: i legumi ne perdono il 40 per cento, la carne il 30 per cento, le uova il 25 per cento, i cereali il 10 per cento. Il fabbisogno giornaliero è di circa 1-2 milligrammi. Da notare che una quota parte viene prodotta dentro l'intestino dalla flora batterica che vi abita normalmente. Secondo indagini recenti una certa carenza di B, sarebbe più diffusa di quanto non si pensi fra gli anziani: si manifesterebbe con depressione, irritabilità, perdita di concentrazione e di memoria. La dieta della terza età deve quindi tener conto dei cibi che garantiscono un sicuro rifornimento di B.

Che Cosa cura.

  • Oltre a essere necessaria a forti dosi per risolvere sintomi premonitori o dichiarati di beri-beri, la B, è utile come rimedio in tutte le forme di nevrite periferica, tossica, del diabetico, del forte bevitore o in corso di gravidanza. Può essere associata ad altri farmaci nella cura di stati dolorosi come nevralgie, comprese quelle del trigemino, lombalgie, sciatiche. Nella somministrazione per via intramuscolare è prescritto che le dosi non superino i 30 milligrammi, per evitare rare ma gravi reazioni indesiderate (shock anafilattico).
Che Cosa previene.

 

  • Dato il ruolo chiave nel metabolismo generale, un apporto adeguato di vitamina B, sventa le forme sfumate o conclamate di beri-beri, i cui segni premonitori sono: mancanza di forze o facile affaticamento, calo di peso, inappetenza, irritabilità e apprensione, tremori, formicolii alle mani e ai piedi.

 

  • Contenuto in vitamina B, di alcuni alimenti
  • (milligrammi di vitamina per cento grammi di alimento)
    Lievito di birra 10,000 
    Farina lattea 0,385
    Capocollo 0,700 
    Polvere d'uovo 0,365
    Piselli secchi 0,690 
    Latte magro in polvere 0,350
    Arachidi 0,610 
    Noci fresche 0,320
    Prosciutto crudo 0,590 
    Triglia 0,290
    Lenticchie 0,585 
    Prezzemolo 0,285
    Fiocco di avena 0,580 
    Cioccolato 0,265
    Fegato di maiale 0,545 
    Carne di pollo 0,260
    Fegato di bue 0,460 
    Tuorlo d'uovo 0,250
    Carne di maiale 0,435 
    Pomodoro doppio conc. 0,235

  • Fabbisogno di vitamina B, distinto per sesso e per età (milligrammi al giorno)
    Bambini sotto un anno 0,4
    Da uno a tre anni 0,7
    Da quattro a sei anni 0,9
    Da sette a nove anni 1,1
    Da dieci a dodici anni 1,3
    Maschi da tredici a quindici anni 1,3
    Maschi da sedici a vent'anni 1,2
    Femmine da tredici a quindici anni 1,5
    Femmine da sedici a vent'anni 1,7
    Uomo sedentario 1,2
    Uomo moderatamente attivo 1,6
    Uomo molto attivo 2,0
    Donna sedentaria 1,0
    Donna moderatamente attiva 1,2
    Donna molto attiva 1,5
    Prima metà della gravidanza 1,0
    Seconda metà della gravidanza 1,1
    Durante l'allattamento 1,4