Bagno Giapponese
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Il Culto dell’ acqua- Bagno tradizionale giapponese
 
- Assolutamente svincolato da mere esigenze di pulizia personale, il bagno giapponese si inserisce in una cultura arcaica che lo trasforma in un importante momento socializzante, terapeutico e culturale.
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- Il culto del bagno serale ha una grande importanza nella vita quotidiana di ogni giapponese, è un momento consacrato al riposo e al ristoro; il suo significato va oltre le semplici motivazioni igieniche e ciò è intuibile osservando la struttura stessa della stanza da bagno e il modo di utilizzarla. La case tradizionali giapponesi solitamente hanno piccole dimensioni e sono prive di impianto di riscaldamento, soprattutto nel bagno durante le stagioni invernali la temperatura è particolarmente rigida, le finestre che danno sul giardino privato sono spesso aperte creando un ambiente continuo con la natura al di fuori. Prima di entrare nella stanza da bagno vera e propria (il lavandino e il wc sono in altri piccoli ambienti rigorosamente separati) ci si spoglia completamente, i vestiti vengono riposti in una cesta e si porta con sé solo il sapone e un piccolo asciugamano.La vasca, che occupa all'incirca metà dello spazio, è al livello del pavimento ed è più profonda rispetto alle misure standard occidentali: tradizionalmente la vasca era in legno e tutt'oggi se ne possono trovare in questo materiale; l'alternativa di solito è un rivestimento in pietra o piastrelline. La vasca è piena di acqua molto calda, ma prima di immergersi è assolutamente necessario lavarsi accuratamente: ci si siede su un piccolo sgabello di legno davanti alla parete dove a circa trenta centimetri dal pavimento si trovano due rubinetti d'acqua calda e fredda; si riempie un catino sempre di legno, ci si insapona e ci si risciacqua rovesciandosi addosso l'acqua, dopo di che perfettamente puliti si entra nella vasca per il tempo necessario al rilassamento del corpo.L'acqua della vasca non viene cambiata per ogni membro della famiglia, anzi spesso il bagno avviene in comune e diventa un vero e proprio momento di riunione famigliare; e quando c'è un ospita gli si offre sempre l'onore della prima immersione. Anche nel ryokan (alberghi tradizionali) che non prevedono il bagno privato nella stanza, l'acqua del bagno è utilizzata dai vari ospiti, cosicché comprensibilmente è sempre vietato l'uso di sapone all'interno della vasca e si richiede il massimo rispetto.Negli ultimi vent'anni il numero dei bagni pubblici è diminuito, poiché oggi quasi tutte le abitazioni sono provviste della stanza da bagno ma, nonostante questo i Sento( Bagni pubblici) sono sempre molto numerosi e frequentati da uomini e donne. Originariamente (1600 circa) i bagni erano in comune per ambedue i sessi e comunque erano e rimangono un luogo di incontro e di scambio di cortesie, come la gentile abitudine di lavarsi la schiena reciprocamente. Spesso intorno alle grandi vasche, in mancanza di scenari naturali, si ammirano grandi pitture o fotografie di paesaggi tipici come il popolarissimo monte Fuji, mentre al piano superiore, in sale apposite, si può gustare il tè, mangiare qualcosa, giocare con le carte o dedicarsi ad altre forme di svago. I bagni caldi termali sono molto amati dai giapponesi che vi si recano appena possibile. Esistono varie località rinomate per questo tipo di sorgenti (onsen) e organizzatissime per il turismo; una delle più famose è Beppu nel Kyushu, a sud del Giappone.Qui è possibile conoscere e gustare molte particolarità della cultura giapponese, ricchi dell'estrema raffinatezza che solo l'essenzialità può dare. Come si arriva, ci si spoglia dei propri abiti per indossare lo i yukata (kimono di cotone) e, quando si desidera, ci si avvia verso i bagni termali dove, oltre alla struttura e alle funzioni già descritte, si trovano ulteriori servizi come getti d'acqua con una certa potenza (utaseyo) per gradevolissimi massaggi, e una grande vasca all'aria aperta (rotemburo) dove nel più completo silenzio ci si può deliziare alla vista delle montagne immerse in nuvole di vapore che rendono l'atmosfera ancora più affascinante. Spesso sulla superficie dell'acqua navigano piccoli vassoi per il saké che ognuno può assaporare completamente immerso nella vasca, suggestivo aperitivo per la splendida cena che verrà servita al rientro nelle proprie camere.Il culto dell'acqua è presente nella cultura arcaica di ogni popolo e il bagno ha quasi sempre significati di purificazione, così come anche in Giappone trae origine dalle sacre-abluzioni che la religione Shinto imponeva anticamente ai fedeli. Sin dal medioevo gli onsen erano molto frequentati e apprezzati sia come luogo di culto, in quanto residenza di kami (spiriti divini), sia per le proprietà curative dei bagni (tori-yu).Tutt'oggi in questi luoghi, nonostante la presenza di moderni interventi tecnologici nelle strutture, è possibile percepire l'intima ancestrale unione con la natura che, oltrepassando a volte la comprensione degli occidentali, rappresenta una componente fondamentale della cultura giapponese.

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