La Pelvi e "La Kundalini"

 


 

LA REGIONE ANALE

  • La porzione anale dello psicosoma include la parte  posteriore, l'ano e l'estremità della colonna vertebrale e  tutti i muscoli e gli organi corrispondenti. Oltre a trovarsi  alla fine del canale alimentare o apparato digerente e nella  sezione inferiore della colonna vertebrale, questa regione  segna anche la base di quella che nello yoga tantrico è  chiamata "energia Kundalini". Per esplorare pienamente la  natura ed il significato di questa regione e per gettare le  necessarie fondamenta per le successive analisi dello  psicosoma, vorrei fare una breve digressione per spiegare  come il concetto dell'energia Kundalini rientri nella mia  discussione dei modi in cui gli atteggiamenti psicologici si  situano in ubicazioni specifiche del corpo fisico e come,  viceversa, il corpo fisico sia plasmato per adattarsi alle  preferenze o alle strutture psicologiche. È una spiegazione  cruciale, a questo punto, permette di analizzare meglio la  pelvi, una regione chiave per la pratica dell’ Aikido come  di qualsiasi arte marziale.

LO YOGA KUNDALINI

  • Lo yoga Kundalini, che costituisce una divisione dello  yoga tantrico, è da diverso tempo oggetto di grande  attenzione. Da questo ramo particolare dello yoga deriva  un metodo altamente strutturato di autosviluppo mediante  meticolosi esercizi e meditazioni, ed un modo  affascinante di vedere le relazioni tra corpo e mente.
  •  La prospettiva della Kundalini nella struttura e nei  processi psicosomatici è straordinariamente simile, sotto  certi aspetti, agli approaches occidentali come la bioenergetica, l'energetica reichiana, il Rolfing e la  chiropratica.
  •  L'idea centrale dello yoga Kundalini è che all'interno della  spina dorsale, in una regione cava chiamata canalis centralis, vi è un dotto d'energia che gli hindu chiamano "Sushumna". Lungo questo dotto, dalla base dell'ano alla sommità della testa, fluisce la più potente di tutte le energie psichiche,  l'energia Kundalini. Inoltre, ai due lati di questo canale vi sono altri due dotti d'energia, l'uno chiamato "Ida", che ha origine a destra della base della colonna vertebrale, l'altro Pingala", che inizia a sinistra. Queste due correnti  psichiche, che corrispondono alle forze vitali rispettivamente maschile (Ida) e femminile (Pingala), si  avvolgono in spire verso l'alto, intorno alla colonna vertebrale e al Sushumna, come serpenti, incrociandosi in sette punti importantissimi.
  • Ognuno di questi sette vortici è chiamato "cha-kra" o  "ruota d'energia", ed è visto come un centro della coscienza. Secondo l'antica letteratura hindù, ogni chakra  è interessato ad aspetti specifici del comportamento e dello sviluppo umano.
  • Poiché la natura psicosomatica di ciascun chakra è  correlata ad un punto particolare situato lungo la spina dorsale e ad un livello specifico di sviluppo psicoemotivo, il compito di tutta l'esistenza dello yogi Kundalini consiste nello svilupparsi in modo da evolvere, attraverso i vari  chakra, portando verso l'alto il fuoco della Kundalini, dalla base della colonna vertebrale alla sommità della testa.
  • Lo yogi meticoloso viene chiamato non solo ad attivare  tali centri dello psicosoma e a liberare l'energia in essi accumulati, ma anche a mantenere in armonioso equilibrio  reciproco le forze duali di Ida e Pingala.
    In questo sistema di vedere ed esplorare lo psicosoma, vi  sono molte utili metafore che gettano luce su diversi livelli d'interesse e di coscienza nell'organismo umano. Le relazioni dei chakra della Kundalini sono così simili a  quelle che sono state proposte da occidentali come Reich e Lowen, hanno fatto si che includessi in questa  trattazione notizie tratte dal sistema della Kundalini. Il fatto che voi proviate o meno interesse per le  dimensioni esoteriche o astrali del sistema della Kundalini non ha importanza per gli scopi che mi prefiggo in questa  trattazione. È importante invece che ascoltiamo le descrizioni  dell'unità e della struttura psicosomatica esposte da questa disciplina multimillenaria e che li confrontiamo con le  nozioni recentemente scoperte e divulgate della psicologia umanistica moderna e della medicina olistica. Credo che rimarremo sorpresi delle molte somiglianze. Che cosa sono esattamente i sette chakra e a quali aspetti dello sviluppo umano corrispondono?
  • Premetto qui una breve descrizione di tutti i chakra. 
    I sette, nell'ordine ascendente in cui si manifestano nello psicosoma umano, sono:
  • CHAKRA 1   
  • Chakra della radice, "Muladhara". Situato  alla base della colonna vertebrale: è correlato al potenziale umano, all'energia primitiva ed alle esigenze basilari della  sopravvivenza.
  • CHAKRA 2  
  • Chakra della milza, "Svadhisthana". Situato  al livello dei genitali, è relato agli impulsi sessuali ed alle relazioni interpersonali primarie.
  • CHAKRA 3   
  • Chakra ombelicale, "Manipura". Situato  nell'ombelico;  è relato alle emozioni grezze, agli
  • impulsi del potere ed all'identificazione sociale.
  • CHAKRA 4 
  • Chakra del cuore, "Anahata". Situato sopra il  cuore; è relato ai sentimenti di affetto, d'amore, ed all'auto-espressione.
  • CHAKRA 5 
  • Chakra della gola o della laringe,  "Vishuddha". Situato nella parte anteriore della gola; è relato alla comunicazione del pensiero, all'espressione ed  all'auto-identificazione.
  • CHAKRA 6 
  • Chakra frontale, "Ajna". Situato nello spazio tra le sopracciglia; è relato ai poteri della mente e dell'autocoscienza intensificata.
  • CHAKRA 7 
  • Chakra della corona, "Sahasrara". Situato alla  sommità della testa; è relato all'esperienza dell'autorealizzazione o illuminazione.
     
  • Osserviamo immediatamente che ognuno di questi chakra  non solo corrisponde ad una regione specifica del corpo fisico, ma è anche relato ad una categoria o qualità  particolare del comportamento e dello sviluppo umano.  Inoltre, sembra essere sottintesa una progressione nelle ubicazioni descrittive dei chakra, che suggerisce una via  lungo la quale un individuo può avviarsi per raggiungere  la salute psicosomatica ideale e una piena realizzazione  delle potenzialità umane. Infatti, secondo la mappa offerta dal corpo stesso, l'esploratore della vita passa attraverso la sua storia e le sue radici planetarie (i piedi e le gambe); i bisogni basilari della sopravvivenza (l'ano e la regione del primo chakra);  gli impulsi sessuali e le relazioni interpersonali primarie (i genitali e la regione del secondo chakra); l'emozione grezza, gli impulsi del potere e l'identificazione sociale (il ventre,la parte inferiore del dorso e la regione del terzo chakra); la pietà, l'amore e l'autoe-spressione (il petto, le braccia, la parte superiore del dorso e la regione del quarto chakra); la comunicazione del pensiero e l'autoi-dentificazione (la gola, il collo, la mascella e la regione del quinto chakra); i poteri mentali potenziati e l'accresciuta autocoscienza (il viso e la regione del sesto chakra); e l'autorealizzazione o illuminazione (la regione del settimo chakra).Molti ritengono che ogni chakra ascendente, con le corrispondenti qualità del comportamento umano, debba essere sbloccato e sviluppato prima che si possa esplorare pienamente e con successo la regione successiva. In questo modo, le varie qualità e caratteristiche dei sette chakra sono visti, non come elementi da ignorare o evitare, bensì come sfide creative da coltivare e trasformare. In questo modo l'evoluzione attraverso i chakra ed i vari poteri ed attributi che ogni chakra rappresenta possono essere visti come lo sviluppo naturale ed organico della vita umana attraverso i suoi vari livelli di coscienza e di consapevolezza psicosomatica.Ciò non significa che ogni regione dello psicosoma non possa venire studiata ed attualizzata se non è esplorata in un certo ordine, ma piuttosto che l'ordine dei chakra sembra indicare la via più ragionevole da seguire per compiere questo viaggio d'autoesplorazione. Ognuna delle regioni dei chakra nello psicosoma, si dice, proietta una vibrazione specifica, molto simile alle vibrazioni prodotte dagli "strumenti musicali; il chakra più basso crea la vibrazione più profonda e densa. Ogni chakra, in ordine ascendente, proietta un tono vibrante meno denso e meno profondo, e il settimo rappresenta la sede della vibrazione d'energia più alta.Da questa prospettiva, le regioni dei chakra inferiori possono venir considerate come le fondamenta su cui poggiano i potenziali superiori e più affinati. Ciò indica inoltre che quanti lasciano tensioni irrisolte nei chakra inferiori corrono il rischio di contaminare gli interessi e gli elementi più sensibili dei segmenti dei chakra superiori.
  • Un esempio dei tipi di problemi che sorgono quando qualcuno "salta" uno o più chakra viene indicato dal seguente passo di William Schutz:L'ordine dei chakra è importante. Ho visto parecchi individui cercare di raggiungere un chakra più elevato senza passare attraverso quelli inferiori. Ai livelli più bassi, questo fenomeno è tipico. Un uomo, in un gruppo d'incontro, fatica a stabilire una relazioned'amore (quarto chakra) con una donna del gruppo. Questa riferisce che percepisce una certa falsità nell'approccio e nei sentimenti dell'uomo. Ciò che risulta spesso è che l'uomo prova un desiderio sessuale (secondo chakra) perla donna, e non si rende conto che per prima cosa deve affrontare tale quesito. Talvolta egli prova una grande ostilità verso le donne (terzo chakra) con cui non ha a che fare. L'ordine dei chakra conferma l'idea che, per raggiungere i livelli più elevati di gioia e d'estasi, o anche un vero affetto, è necessario risolvere in modo soddisfacente i sentimenti sessuali ed aggressivi.O forse voi desiderate sviluppare più pienamente i vostri poteri psichici (sesto chakra) mentre siete ancora piuttosto bloccati e sottosviluppati in relazione al potere personale ed all'autocontrollo (terzo chakra). Potreste scoprire, allora, che la vostra aspirazione ad una coscienza psichica superiore è dovuta principalmente al vostro bisogno insicuro di potere. Perciò, voi non usereste tali poteri (se riusciste a scoprirli dentro di voi) partendo dall'amore e dall'altruismo; sarebbe soltanto uno strumento con cui cerchereste di imporvi.
  • Ora, per incominciare ad esaminare questo viaggio attraverso lo psicosoma, torniamo all'area del primo chakra che, come ho già ricordato, corrisponde alla regione anale.Il primo chakra, o "Muladhara" è situato alla base della spina dorsale ed è connesso alla quarta vertebra sacrale. È responsabile dei bisogni e delle azioni fondamentali per la sopravvivenza e, con la corrispondente regione anale, viene presentato come il vortice intorno al quale ruotano le energie degli interessi primitivi, materiali.Quando una persona è tesa e contratta in questa regione dello psicosoma, ciò indica che è eccessivamente preoccupata delle esigenze materiali della sopravvivenza. Di conseguenza, avrà difficoltà a dare e a prendere senza restrizioni e cercherà di possedere e tesaurizzare tutto ciò con cui viene a contatto. Per contro, quando in questa regione c'è vitalità e flessibilità, ciò riflette un modo aperto, generoso, fluido di essere al mondo.Prima che io spieghi più specificamente questa regione, chiudete un momento gli occhi, poi stringete i muscoli dello sfintere anale. Rilassate i muscoli, quindi ricominciate. Questa volta, contraete i muscoli dello sfintere anale e notate anche gli altri muscoli che contraete inconsciamente insieme ad essi. È probabile che molti di voi contraggano i muscoli dei glutei, i muscoli addominali e quelli del diaframma pelvico (quelli che si trovano alla base del dorso e circondano non solo l'ano, ma anche i genitali). Inoltre, sono sicuro che alcuni di voi avranno contratto anche i muscoli delle gambe, della parte inferiore del dorso, della mascella, degli avambracci e così via.
    Perché?
  • Vi è  una serie interessantissima di relazioni che circondano l'uso di questi muscoli e stanno alla base di moltissimi tratti del nostro carattere. Probabilmente sarà utile discutere prima gli aspetti fisici di questo processo.I muscoli dello sfintere anale si sviluppano quando il bambino viene educato ad usare la toeletta. Idealmente, non c'è bisogno che il bambino contragga o sforzi gli altri muscoli del suo corpo, quando s'impegna in questo processo d'eliminazione. Eppure, stranamente, quando imparano a defecare, molti di noi non imparano anche a distinguere le differenti regioni muscolari che circondano l'ano. Di conseguenza, noi impariamo ad usare molti dei muscoli del dorso, come se fossero bloccati tutti insieme e non potessero funzionare indipendentemente l'uno dall'altro. Quando ciò avviene, i muscoli della pelvi perdono la flessibilità ed il tono, e formano una fascia di tensione muscolare simile ad un'armatura, che circonda cronicamente l'intero cinto pelvico.Molti autori ritengono che l'armatura muscolare indifferenziata nella regione pelvica sia la conseguenza dell'educazione all'uso della toeletta, imposta troppo presto al bambino da genitori autoritari o insensibili. Secondo il dottor Elsworth Baker, che per dieci anni studiò e collaborò con Wilhelm Reich,La vita, inoltre, è bloccata dall'educazione precoce all'uso della toeletta ... Il controllo dello sfintere non si acquisisce fino al diciottesimo mese, così che un'educazione precedente (certe madri cominciano a quattro mesi) richiede la contrazione della muscolatura del corpo, specialmente dei muscoli delle cosce, delle natiche, del fondo pelvico, oltre alla retrazione della pelvi e ad un'ulteriore inibizione respiratoria.  Questo è un tipico esempio del processo di corazzatura. In effetti diminuisce l'espressione emotiva naturale, e soprattutto le sensazioni piacevoli derivanti dalla pelvi.Vediamo quindi che, essendo prematuramente costretto a defecare in un certo modo, il bambino sviluppa schemi d'abitudine in cui l'eliminazione comporta una contrazione dell'intero psicosoma, esagerata ed indifferenziata nelle aree addominali (delle sensazioni) e genitali (sessuali). Ciò significherebbe che per molti di noi il processo d'eliminazione, o il lasciarsi andare, è qualcosa che si compie a disagio, con i corpi tesi, la respirazione trattenuta e la pelvi contratta. È importante notare che, quando sviluppiamo questa abitudine inconscia intorno ai nostri processi d'eliminazione, inconsciamente irrigidiamo e blocchiamo le sensazioni tendendo il ventre, e la sessualità creando la tensione nei genitali. Perciò, per molti di noi l'eliminazione è un processo difficile e fastidioso, inconsciamente associato alla tensione dello psicosoma ed alla soverchiante incapacità di lasciarsi andare confortevolmente, senza attivare una gamma inutilmente ampia di muscoli e di sensazioni.Vorrei inoltre ricordare che il processo fisico di ingerire, digerire ed eliminare è molto simile ai processi emotivi ed intellettuali corrispondenti. In tutte queste attività, noi incorporiamo nel nostro psicosoma qualcosa che è all'esterno di noi, lo trasformiamo, e poi, magari, lo restituiamo al mondo sotto forma di espressioni, sentimenti, azioni o creazioni.L'esercizio di assumere, usare, trasformare e rendere è estremamente profondo. Freud riteneva che questo processo ed il relativo stadio anale dello sviluppo psicologico fossero estremamente critici e formativi nello sviluppo dell'individuo verso una sana funzione sessuale e la maturità psicoemotiva. Ma molti di noi sono relati alla propria analità in modi che suggeriscono una difficoltà in qualche aspetto del processo d'eliminazione. Di conseguenza, non soltanto manteniamo contratti ed inconsci molti dei muscoli di questa regione, ma ci aggrappiamo in modo corrispondente ai nostri sentimenti, alle creazioni, ed al flusso della vita che scorre regolarmente nel nostro psicosoma sotto forma di energia, sensazioni e pensieri.Quindi, coloro che hanno difficoltà a presentarsi in modo creativo, spontaneo e flessibile e che faticano a lasciar fluire sentimenti ed azioni in modo non ossessivo e senza intralci, spesso riflettono tali tensioni esistenziali nella regione anale dello psicosoma. A questo livello, espressioni come "sei un sacco di merda" possono venire prese alla lettera.