Nin Jutsu

- Spiare il nemico, molestarlo, confonderlo e studiare come meglio sconfiggerlo era il compito dei ninja, gli agenti segreti del Giappone feudale la cui arte era nota come Ninjutsu. Non è chiaro se quest'arte sia originaria del Giappone, anche se compare già negli annali Heian col nome di Shinobi-jutsu, ma la tradizione vuole che Yoshitsune Minamoto, dopo avere studiato il classico cinese di Sun-Zu sull'arte della guerra, ne avesse sviluppato la pratica fra i Bushi. Il Ninjutsu non fu comunque praticato per lo più da Samurai, bensì da particolari guerrieri addestrati esclusivamente in tale arte. Le origini storiche ci riportano ai rifugiati politici di Iga e Koga i quali, in lotta col « bakufu » di Kamakura, divenuti Jizamurai (guerrieri che vivevano come coloni) svilupparono una particolare forma di guerriglia con i pochi mezzi, in armi ed uomini, di cui disponevano. In seguito essi divennero talmente abili nell'arte dello spionaggio, delle missioni segrete, del travestimento e dell'inganno, che furono richiesti per tutto il periodo feudale da Imperatori, Shogun e Daymio. Le gerarchie dei ninja di Iga e di Koga comprendevano i Jonin, capi che avevano il compito di stipulare contratti con coloro che ne richiedevano le prestazioni, i Chunin, ufficiali che dirigevano le operazioni, ed i Geniin, semplici esecutori. L'allenamento dell'adepto iniziava già verso i sei anni con corse, marce, salti, nuoto ed altri esercizi atti a rinvigorire il corpo (fra questi un particolare esercizio che consisteva nello stare appesi per ore ai rami di un albero onde sviluppare forza, stabilità di mente ed immunità alla fatica). Più tardi, verso i dodici o tredici anni, il ninja iniziava a studiare il combattimento con le armi: la spada, la lancia, il bastone, il kusari-gama, il tetsubishi ed altre. Oltre a questo al ninja veniva, pure insegnato a danzare, recitare, cantare ed altre arti di spettacolo onde poter essere in grado, all'occorrenza, di camuffarsi in attori, girovaghi o musici. Il costume usato per le missioni era il caratteristico « shinobi shozoku » (di tessuto bicolore reversibile) composto di una giacca, di un cappuccio, di calzoni speciali e di calzature appositamente studiate per permettere un'andatura silenziosa ed una sicura, al suolo. Le armi usate dai ninja erano quanto mai curiose ed imprevedibili. La stessa spada (ninja-to) era leggermente diversa da quella comune: infatti il fodero poteva anche essere usato come un bastone o per respirare sott'acqua, mentre la tsuba poteva aiutare a scalare mura o rocce appoggiando i piedi su di essa (più larga di quelle comuni) puntando la spada a terra. Il Kusarigama era un'arma composta da una catena, un falcetto ed una pesante palla di ferro; il testu-bishi un oggetto appuntito in ferro che veniva lanciato a terra durante la fuga per arrestare gli inseguitori; gli shuriken piccole stelle appuntite che erano lanciate con precisione ed abilità ; lo hankyu un arco in miniatura che, oltrechè per difesa, veniva usato per inviare messaggi; il Kyoketsu-shóge un'arma composita simile alla Kusarigama; le nage-teppo granate che venivano lanciate contro il nemico. Altrettanto curiose e straordinarie erano: lo Shichi-ho-de (i sette modi di essere) ovvero l'abilità nel travestirsi in un prete, in un eremita, in un giocoliere, in un contadino, in un monaco, in un attore ed in un mercante; il Goton-no-jutsu, l'arte della fuga; il ninpo-unibe, l'addestramento di animali (cani, scimmie, corvi e lupi) contro il nemico; il Toshoku-no-jutsu, quella che oggi chiameremo « guerra batteriologica »; il sansa-no-jutsu, l’arte di passare inosservati attraverso dogane e barriere; lo hankyu-jutsu, l'uso del minuscolo arco sopradetto. Quasi leggendario, poi, l'uso dello « yami-doko », un enorme aquilone che anticipava i moderni alianti e col quale il ninja, precursore dei moderni paracadutisti, si librava nell'aria per attraversare le linee nemiche. Tutte queste capacita furono ovviamente accresciute dalla fantasia popolare tanto che è oggi abbastanza difficile scoprire il punto d'incontro fra realtà e leggenda. In ogni caso i ninja restano un fenomeno unico nella storia del Giappone e, oseremmo affermare, del mondo intero. Purtroppo, con l'epoca Tokugawa e la fine delle lotte intestine, il ninjutsu declinò lentamente finchè cessò del tutto di essere praticato
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