Sitkarin -yoga
Â
Sitkarin , Un pranayama per lo sviluppo delle forze del cuore

-
E’molto praticato il pranayama e ciò dipende sicuramente dal fatto che i versi e le indicazioni relative a questo tipo di esercizio, descritto nel testo Hatha Yoga Pradipika, non possono essere davvero compresi se non con l'aiuto di un insegnante. Oppure qualcuno non ha dubbi su cosa significhi veramente quando si legge che attraverso il paranayama kamadeva dobbiamo assumere le sembianze del Dio dell'amore?
Ma cominciamo ad analizzare più da vicino questo tipo di pranayama. Ovviamente ci sono molti modi per avvicinarsi a questo esercizio hatha, ma il modo che vi descriviamo vi permetterà di ottenere il massimo dei risultati attraverso la pratica dell'esercizio stesso.
-
Il nome Sitkarin ("Pronunciando il Sit") si riferisce prevalentemente al suono "sit" prodotto durante l'inspirazione a bocca semichiusa. Il Sitkarin è senz'altro uno dei pranayama meno conosciuti e compresi. Spesso capita di vederlo associato allo Shitali, il respiro rinfrescante, ed è erroneamente impiegato per rinfrescare il corpo. Il testo dell'Hatha Yoga Pradipika ci porta, invece, in una direzione totalmente diversa. Svatmarama scrive:
-
"Si deve emettere il suono "sit" con la bocca mentre si inspira e poi espirare solo col naso. Grazie alla sua costante pratica, lo yogi diventa uno con il Dio dell'amore, Kamadeva. Chi lo pratica sarà onorato dalla comunità delle yogini ed artefice dell'emissione e del riassorbimento; non conoscerà più né fame, né sete, né sonno, né apatia. Grazie a questa pratica egli acquisirà un corpo vigoroso e diventerà il migliore tra gli yogi della terra. Apparentemente si tratta di esprimere e sviluppare, con l'aiuto del pranayama, una qualità che ci renderebbe simili al Dio dell'amore Kama, una vecchia conoscenza dei miti indiani tra i quali tuttavia non compare come un putto amorino dolce e carino, bensì come un Dio potente che addirittura si diverte a raggiungere la coscienza di Shiva fino nella meditazione più profonda. Kama è il potere dell'amore per eccellenza e vuole rafforzare il pranayama in noi! Adesso forse anche il resto del testo appare più chiaro. Se impariamo a vivere ed agire mettendo le ali alla forza dell'amore, allora le nostre forze saranno inesauribili.
Se impariamo a vivere ed agire mettendo le ali alla forza dell'amore, allora le nostre forze
saranno inesauribili. Grazie alla forza della volontà dell'amore siamo in grado di superare montagne, attraversare i mari e compiere l'impossibile. Se è l'amore a guidare i nostri pensieri e le nostre azioni, non avremo più bisogno di considerare la fame e la sete, le comodità e le gioie della vita come bisogni primari, ma diventeranno aspetti secondari della vita terrena.
Kamadeva è legato alla fonte dell'amore nei nostri cuori. Ed è questa fonte da cui si nutre. Se anche noi rimaniamo legati ad essa, saremo in grado di dare amore senza svuotare noi stessi. Pensare che altre persone possano prosciugare le nostre energie vitali e che concedendoci al mondo possiamo arrivare ad esaurire noi stessi, appare quanto mai assurdo perché la fonte dell'amore colma sempre le nostre riserve, a patto di averla davvero attivato dentro di noi. Ed è proprio a questo scopo che si presta questo tipo di pranayama. Nell'Hatha Yoga, l'amore e la devozione sono sempre considerati in virtù della comprensione dell'obiettivo di questo per corso yoga. Altrimenti detto, il samadhi,
nell'Hatha Yoga teistico (di Shiva) assume tuttavia una diversa sfumatura rispetto allo yoga classico di Patanjali. In questo caso, infatti, si tratta di Laya, l'assorbimento o la fusione della coscienza umana nell'infinita coscienza divina di Shiva. Alcuni versi del capitolo 4 dell'Hatha Yoga Pradipika,
spiegano bene cosa si intende per Sitkari quando lo yogi diventa uomo attraverso il proprio isolamento interiore. «Manas è il signore degli organi di senso e d'azione. Ed il Prà na è signore del Manas. Il Prà na ha per signore l'assorbimento (Laya) e questo dipende dal suono interiore (Nà da). Questo stesso assorbimento può chiamarsi la Liberazione, oppure può non essere considerato tale, secondo altre dottrine; senza dubbio, quando, sia il Manas che il Prà na sono in stato di assorbimento, si ha una beatitudine indicibile.» -
Contemporaneamente, possiamo interpretare questo pranayama anche in considerazione di Mudra Vajroli e Amaroli. Anche in questi esercizi altamente esoterici si tratta di trattenere il proprio isolamento interiore e addirittura di assimilare in noi tanto mentalmente, come nel caso di pensieri ed emozioni, quanto nell'ambito di un atto d'amore rituale in cui il sadhaka (l'allievo) dedica tutto sé stesso alla forza divina di Shakti. Il tutto accade conducendo l'allievo verso un incontro su uno dei più profondi ed intimi livelli, durante il quale, tuttavia, attraverso il suo seme emette solo amore e devozione ma non la sua forza. In questo modo, come dice anche il testo di Vajroli Mudra, si creano forze soprannaturali . Nell'Amaroli Mudra si riporta che una simile padronanza deve essere vista come una liberazione. Ed è davvero così, a prescindere dal livello simbolico in cui consideriamo questi testi. Quando siamo in grado di controllare la mente (Manas) e di liberare nel mondo la nostra più profonda forza (Prana) dal cuore senza perderci o esaurire le nostre energie, allora potremo dire di essere diventati dei veri yogi.
-
Introduzione all'esercizio
Dal momento che nel testo troviamo solo una vaga indicazione della tecnica di esecuzione dell'esercizio, possiamo dedurre che per eseguire il Sitkarin non ci sia una vera e propria tecnica. Non viene spiegato di preciso neppure come emettere il suono "sit" con la bocca. Per questo non ci rimane che supporre che per la riuscita di questo pranayama sia fondamentale essenzialmente un determinato atteggiamento mentale ed emotivo con il quale eseguire il Sitkarin. Niente indicazioni mediche o ayurvediche, dunque, e neppure regole o controindicazioni.
Il Sitkarin è essenzialmente un esercizio energetico, in un certo qual modo un "pranayama interiore", durante l'esecuzione del quale la tecnica passa in secondo piano, in modo che l'aspetto mentale e spirituale venga considerato nella sua interezza. Chi insegna questo esercizio da molti anni tende a sottolineare in fase introduttiva l'aspetto della devozione. Ogni inspirazione si trasforma così in devozione verso la forza del respiro che ci nutre. Questa forza viene guidata dal cuore e si nasconde principalmente nell'atto della pausa respiratoria. Ogni espirazione è come un nutrimento interiore, la pienezza e il profondo benessere. L'idea fondamentale è quella di trasformare il proprio corpo, in particolare il cuore, in un vaso (sanguigno) attraverso il quale permettere alla forza inesauribile ed eterna dell'amore di scorrere. L'amore è sempre presente: il Sitkarin ci aiuta ad aprirci e a lasciarlo scorrere.
Bastano pochi minuti di esercizio per poter sperimentare come è possibile cambiare il nostro stato d'animo interiore! -
L'esercizio base
Sedetevi in una posizione comoda a scelta che vi permetta di mantenere la schiena dritta. Chiudete gli occhi e rilassatevi immergendovi nel vostro spazio interiore. Rilassate soprattutto la zona toracica, in particolar modo il cuore. Respirate (con l'immaginazione) in modo dolce ma deciso insieme al cuore. Entrate in contatto, in questo modo, sempre più con le potenti oscillazioni dell'amore che rappresentano la natura energetica del vostro cuore. Iniziate con il pranayama: respirate con la bocca sollevando leggermente la testa verso l'alto (come per ricevere un bacio) e inghiottendo letteralmente l'aria. In questo modo si produce il suono "sit".
Questa inspirazione scorre come nutrimento fino al cuore, cingendolo e penetrandolo. Trattenete dolcemente il respiro. Entrare in contatto con la parte interiore del vostro cuore e con la forza dell'amore che lì ha la sua fonte. Espirando fare scorrere questa forza intorno a voi, contemporaneamente rimanete in stretto contatto con la fonte che alberga nel vostro cuore. Ripetete l'esercizio per diverse volte fino a quando non noterete di essere pronti per la meditazione. Entrate in uno stato meditativo permeato dalla forza dell'amore, infinitamente sottile e dolce la cui fonte risiede nella profondità del vostro cuore. Concludete la meditazione, secondo il vostro grado di resistenza, ripetendo alcune volte il suono Om (a voce bassa o in silenzio).
Â

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)

 

.jpg)



 





.jpg)


.jpg)