il Potere delle montagne
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- Per "sfuggÃre ai disturbi" e per "vivere nascosti" recita un'antica poesia giapponese, non vi è di meglio che "entrare nella montagna". Da sempre scalare le vette è stata l'avventura più affascinante vissuta da eroi civilizzatori, da asceti e da uomini coraggiosi. Si sale la montagna anche per ritrovare se stessi nei silenzi e nella pace dei deserti delle cime, così vicine ai 'Kami", alle divinità , al cielo. In Giappone salire la montagna è anche un atto di magia erotica: ci si unisce con antichi rituali d'amore alle acque dei torrenti, ai guochi nascosti nel ventre dei vulcani. Si sale anche per adorare il sole che sorge: è una specie di banchetto dove l'uomo moderno, affamato di "luce" di emozioni e di "sacro", mangia l'universo in una delle sue forme più sottili e raffinate: il calore e l'energia del sole nascente. E ancora l'incontro con la potenza dei venti, delle acque delle cascate, del vulcano: lo scalatore è una specie di moderno samurai che lotta contro le avversità  della salita, ma anche contro i propri cedimenti, la propria stanchezza. Il nemico da sconfiggere è paura e pigrizia. Si sale allora in montagna anche per conoscersi e per irrobustirsi psicologicamente... per purificarsi, per ricevere in dono visioni, per meditare. Anche nel "bushido" l'antico codice d'onore dei samurai si raccomanda di fortificarsi con lunghe permanenze in montagna. La montagna è un deposito d'energia, è una terra di vita e di rigenerazione: Là crescono le piante magiche, là sono nascosti, tra vegetazione lussureggiante, i frutti d'immortalità ... "Le vette in Giappone sono considerate zone d'orrore sacro ma anche luoghi della "visione" dove si radunano sciamani ed uomini coraggiosi in cerca di verità . Ma per trasformare la scalata in avventura interiore, ci si dovrà debitamente preparare: per questo si affrontano con coraggio docce ghiacciate sotto le cascate, si digiuna, si accendono fuochi e si attraversano ancor oggi le braci ardenti. Ci si isola anche per settimane intere in vetta, come facevano gli antichi monaci taoisti e gli"yamabushi", i monaci delle montagne giapponesi. A salire le montagne sono oggi in Giappone anche giovani che voltano le spalle al silenzio violento, non naturale delle folle di Tokyo, intellettuali ed artisti che con fantasia e coraggio ricercano "spazi antichi "per osservare, per ritrovarsi ecologi e "ricercatori della verità ", ma anche famiglie intere che trascinano con coraggio, fin sulle vette vecchi e bimbi. Avventura che parte dalle città . spesso trasformate in deserti emozionali, in cui ci si sente come degli autonomi che si comportano come esseri umani, ma gelidi, senza parole, senza colore.Â

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