Aikido e Pedagogia


 AIKIDO   e    PEDAGOGIA

 Dott. Roberto Travaglini- Docente di Psico-pedagogista - Universita di Urbino - 6° Dan di AIKIDO 


 

 

  • La struttura sociale occidentale alimenta un’Insana tendenza all’iper-cerebralizzazione, cioè un esasperato spostamento degli interessi cognitivi del fanciullo verso il Virtuale, l’Astratto e il Nozionistico a scapito del benessere generale.  
  • Molte ore di scuola, di Tv,  Play station, etc., creano Tensioni nelle zone alte del corpo, (testa, collo, spalle), il che genera strutture corporee scompensate quali; Posture sbagliate, Tensioni al collo, Stasi fisica, difficoltà a sopportare stress psicofisici e tensioni relazionali. 
  • La pratica dell’Aikido esprime un contesto Compensatorio facilitante lo spostamento energetico verso la zona pelvica, (la parte bassa del corpo, il luogo della terra e del gioco), il che induce un migliore contatto con la realtà, evitando problematiche psicotiche. Esso mette in rilievo un’istanza Cognitiva ampiamente rivalutata dalle più recenti linee pedagogiche, quale potenzialità mentale del bambino per Apprendere e Adattarsi creativamente ai diversi contesti ambientali con cui egli interagisce. 
  • Esprimendo l’Aikido un forte un senso della Disciplina misto al Gioco, facilita la formazione di un naturale senso delle Regole e della Morale. 
  • La sua pratica, fa si che l’apprendimento da Meccanico e Nozionista  divenga Attivo, Creativo e Ricreativo sollecitando la conoscenza.  Il clima di rispetto e di autorevolezza  induce auto-motivazione, ed auto-disciplina, sviluppando facoltà Cognitive, Emotive e Relazionali . 
  • La visione del giusto movimento prodotto dall’insegnante, sollecita le strutture intellettive del bambino inducendo una maggiore autonomia espressivo - creativa, padronanza delle abilità , fiducia di sé e negli altri , e maggiore autostima. Praticando “Insieme all’altro e non contro, come avviene nelle attività competitive”, si stimola l’intelligenza Interpersonale, che da forza al senso di responsabilità verso il  gruppo e la propria dimensione.  
  • Il luogo di Pratica e l’insegnante devono rappresentare agli occhi del bambino il proseguimento simbolico del contenitore materno protettivo, ma anche il luogo dove è (fisicamente) ammesso scaricare possibili eccessi di tensione facilmente accumulati in ambienti familiari e scolastici.
  • NELL’ADOLESCENZA il ragazzo cerca, fuori casa, un modello in cui identificarsi,  per cui l’atteggiamento esemplare dell’insegnante, induce il ragazzo a evitare cadute in atteggiamenti auto- o etero -lesivi , quali Alcool, Fumo, Droghe, Sfide, etc.  Sbagliando metodo educativo si può inibire o limitare la spontaneità creativa ed immaginativa, come succede nei bambini iperattivi. Ecco perché è importante l’istanza passionale. 
  • La Pedagogia insegna che  Non bisogna mai  Spegnere la vitalità nel bambino, in quanto rappresenta una Dimensione Cognitiva ”. 
  • L’adulto invece spesso senza volerlo la attenua o  l’inibisce, inducendo concetti astratti, deduttivi, che alimentando la frattura tra il cognitivo e l’emotivo. 
  • L’aikido grazie alla sua strutturazione riesce in qualche modo a compensare questa insana frattura.