Arti inferiori

 

 

  • Sebbene solo pochissime persone si facciano effettivamente male alle ginocchia, tutti noi abbiamo spesso tensioni e stress nelle gambe, che in qualche misura menomano i nostri movimenti e limitano la coscienza del nostro psicosoma.  Immaginate di trovarvi in una situazione estremamente desiderabile e di esserne felici. Sentitevi ben piantati e sicuri. E mentre sentite tali possibilità, siate consci delle vostre gambe e fatevi un'idea di come le sentite. Ora immaginate di essere in una situazione totalmente indesiderabile e di volere soprattutto andarvene, scappar via. Tenendo presenti nella mente questi sentimenti, siate consci delle vostre gambe. Le sentite diverse?
    È probabile che vi sentiate irrigidire le ginocchia o le caviglie o le cosce e i muscoli dei polpacci. Comunque, dovrebbe risultarvi evidente che, quando avete voglia di essere altrove, fisicamente o psicologicamente, una o più parti delle vostre gambe reagiscono registrando il conflitto.
    Il conflitto si manifesta in forma di tensione, e la tensione continuerà a vivere cronicamente nelle parti relate delle vostre gambe, a meno che venga scaricata. Oppure immaginate di trovarvi in una posizione o situazione che vi è particolarmente gradita, e di temere che sopraggiunga qualcuno, costringendovi ad andarvene o rovinando comunque tutto. Provate a sentire la reazione che provereste nel venire allontanato da qualcosa o da qualcuno cui tenete molto.  Immaginando  questo, si prova una forte tensione su e giù per le gambe, come se si cercasse, con tutte le forze, di restare al proprio posto. In effetti, è la reazione opposta a quella che si è appena descritta, ma si noterà che ci si sente in conflitto in molti degli stessi punti. Le gambe si sviluppano in conseguenza del modo in cui vengono usate, sia fisicamente che psicoemotivamente.  Viceversa, diversi tipi di struttura della gamba sembrano predisposti a stili specifici di comportamento. Benché vi siano ovviamente molti modi in cui le gambe possono essere formate e proporzionate, vi sono quattro tipi fondamentali di sviluppo che caratterizzano i modi estremi in cui una persona può radicarsi e motivarsi.
  • Sono: 1) gambe deboli, sottosviluppate;
    2) gambe massicce, ipermuscolose;
    3) gambe grasse, sottosviluppate;
    4) gambe sottili, contratte.

Gambe deboli, sottosviluppate

 

  • L'individuo dalle gambe deboli, sottosviluppate, avrà difficoltà a radicarsi saldamente, a causa della debolezza e della fragilità del suo sistema di autosupporto. Per lui sarà difficile "tenersi in piedi", e in alcuni casi si potrà intendere, alla lettera, che "non sa camminare con le proprie gambe". Perciò, sarà incerto per quanto riguarda l'immagine di sé, la sua posizione nella vita, e dipenderà dagli altri per trovare sostegno e sicurezza. Gli individui che presentano un sottosviluppo della carica energetica e della muscolatura delle gambe spesso saranno costretti a sovracompensare in altri settori dello psicosoma. Spesso, "terranno il campo" con le braccia, il collo, le mascelle, gli occhi o l'intelletto per rimediare alla carenza di forza e di supporto delle gambe.

Gambe massicce, ipermuscolose

  • Le gambe massicce, iper-muscolose riflettono una personalità rigida. Un individuo che ha sviluppato le gambe in tal modo ha passato gran parte del tempo a "resistere" e probabilmente sa farlo benissimo. Il problema può essere, tuttavia, che egli non sappia fare altro. Di conseguenza, si troverà in difficoltà con i cambiamenti, il movimento, e con ogni forma di attività spontanea, non strutturata. Soprasviluppando l'autocontrollo e la capacità di crearsi una base, questo individuo, in un certo senso, si è lasciato appesantire dalle proprie pulsioni e dalla propria rigidità.

Gambe grasse, sottosviluppate

  • Questo tipo di forma delle gambe caratterizza di solito un individuo estremamente torpido nel muoversi nel mondo. Tenderà ad avere difficoltà nell'iniziare un'azione e nello svolgere fino in fondo ogni attività energica. In un certo senso, sarà simile all'individuo dai piedi di piombo presentato in precedenza, in quanto il suo modo congestionato di stare al mondo tenderà a tenerlo appesantito e perciò a renderlo incapace di sollevarsi e di avventurarsi nella vita.

Gambe sottili, contratte

  • Le gambe sottili e contratte si osservano solitamente negli individui che si danno molto da fare.
    Il flusso energetico, in queste gambe, è intenso e vitale, tuttavia sembra scorrere a sprazzi ed a scatti, e spesso nelle giunture vi sono punti di conflitto e di malessere. Di conseguenza, tale individuo si muoverà nella vita in modo piuttosto erratico e incoerente, talvolta con grande slancio e motivazione e talvolta con estremo impaccio. Questa persona di solito ha sviluppato l'esigenza di mobilitarsi nel mondo, ma non ha sviluppato pienamente il garbo e la fluidità corrispondenti che gli permetterebbero di muoversi in modo integrato e coerente.

A che cosa è correlata la tensione nella parte posteriore delle gambe?

 

  • Uno dei modi più semplici per scoprire se siete tesi in questa regione del vostro psicosoma consiste nel piegarvi, cercando di toccarvi le punte dei piedi senza piegare le ginocchia. Se riuscite a toccare il pavimento con le palme, non dovete preoccuparvi di nulla. Se non riuscite a toccarvi le ginocchia, farete bene a leggere attentamente. Il modo migliore perché si abbia coscienza di tale difficoltà è quella di provare con un compagno su tatami , uno resterà in piedi con gli occhi chiusi in avanti e l’altro resterà dietro a poca distanza  rivolto nella stessa direzione.  Quello con gli occhi chiusi deve lasciarsi cadere all'indietro e lasciare che il compagno l'afferri, prima di cadere. È un semplice esercizio di "fiducia", ed ha la funzione di darvi il senso fisico di ciò che provate nel cadere all'indietro e nel venire afferrati da un'altra persona. Quando cadete all'indietro in questo modo, vi accorgete che certe parti del vostro psicosoma faticano a lasciarsi andare.  Questo semplice esercizio rivela moltissimo sul modo in cui una persona cerca di allentare il controllo, con quanta facilità l'allenta, e come potrebbe effettivamente continuare a resistere molto tempo dopo essersi apparentemente lasciata andare. Generalmente le persone riferiscono  il collegamento  della sensazione di "lasciarsi andare" ai muscoli della parte posteriore delle gambe, della parte inferiore del dorso, e del collo.
    I muscoli nella parte posteriore delle gambe sono correlati all'autocontrollo, alla difficoltà di lasciarsi andare ed alla paura di cadere, precipitare, innamorarsi, perdere il contatto con la realtà, perdere i sensi, venire raggirati o dominati, perdere l'appoggio, la personalità e la vita.
    La tensione psicosomatica in questa regione, indipendentemente dalla struttura complessiva delle gambe, di solito sia correlata al modo in cui ci "aggrappiamo alla vita".  Con gli umori, gli stili, i ritmi e le passioni sempre mutevoli della società contemporanea, non dobbiamo stupirci se tutti noi abbiamo un po' paura che il terreno ci manchi sotto i piedi.  Per reazione al movimento accelerato del nostro terreno umano, ci aggrappiamo saldamente con le gambe, costringendo i muscoli ad irrigidirsi e ad accorciarsi, interrompendo ancora più, in tal modo, il nostro collegamento con la terra. Fortunatamente, tuttavia, i muscoli delle gambe sembrano in molti casi molto sensibili agli esercizi distensivi e costruttivi. Così pure, molte persone sembravano capaci di rilassare consciamente il loro "piazzamento" sviluppando un'immagine di sé aggraziata e sicura. Questo è  uno dei fini di molti processi psicoterapeutici.