Carattereologia

 

Caratterologia e Carattere


 

  • Individui longilinei con instabilità sulle gambe, spesso ragazzi con atteggiamenti infantili o talvolta depressi, si sono avvicendati nel mio dojo. Tali tipologie psicosomatiche sono descritte esaustivamente nei testi di Lowen nel Linguaggio del corpo, e nella Bioenergetica. Il tipo in questione viene definito Posizione difensiva Orale

 

"TIPO ORALE"

 

  • Profilo energetico:Introduzione L'individuo adulto funziona simultaneamente su due livelli. Uno è il livello psichico o mentale; l'altro è il livello fisico o somatico. Nella personalità sana il livello mentale e quello fisico cooperano per promuovere il benessere. Nella personalità disturbata ci sono zone di sensazioni e di comportamento in cui questi livelli di funzionamento (o aspetti della personalità) sono in conflitto. Un'area di conflitto crea un blocco all'espressione libera degli impulsi e dei sentimenti. Questa immagine si forma nel corso dello sviluppo; riflette, più che il mondo dell'età adulta e la società, quello dell'infanzia e della famiglia. L'immagine dell'io plasma il corpo attraverso il controllo che esercita sulla muscolatura volontaria. Per esempio si inibisce l'impulso di piangere irrigidendo la mandibola, restringendo la gola, trattenendo il fiato e ritenendo l'addome. La collera, nella sua manifestazione di colpire qualcosa, può essere inibita con la contrazione dei muscoli del cinto scapolare, che porta a spingere indietro le spalle. All'inizio l'inibizione è cosciente ma la contrazione cosciente e volontaria dei muscoli richiede un investimento di energia e dunque non può essere mantenuta indefinitamente. Quando l'espressione di un sentimento non viene accettata nel mondo del bambino e dunque la sua inibizione deve essere mantenuta per un tempo indefinito, l'io abbandona il controllo sull'azione proibita e ritira la propria energia dall'impulso. Il controllo dell'impulso allora diventa inconscio e il muscolo o i muscoli rimane contratto perché gli manca l'energia per rilassarsi ed espandersi. Tale energia può ora essere investita in altre azioni accettabili: questo processo dà origine all'immagine dell'io. Rimane latente sotto la superficie del corpo, senza influenzare la coscienza. La tensioni muscolari croniche impediscono di respirare a fondo in modo naturale, abbassando così il livello energetico. Magari l'ossigeno è sufficiente per le attività ordinarie, in modo che il metabolismo basale sembra normale. Ma nelle situazioni di stress la difficoltà respiratoria emerge come incapacità di assumere aria in quantità sufficiente o, più facilmente, come incapacità di far fronte allo stress. L'uomo incapace di piangere guarda questa incapacità come un segno di forza e di coraggio. Anzi, può addirittura deridere gli uomini o i ragazzi che piangono facilmente, facendo passare per virtù il suo tratto nevrotico. Le tensioni muscolari bloccano la capacità di prendersi direttamente dal mondo il piacere. Di fronte a queste restrizioni l'io manipolerà l'ambiente per soddisfare il bisogno di contatto e di piacere del corpo. Giustificherà questa manipolazione come necessaria e normale, perché ha perso contatto con il conflitto emotivo che lo ha costretto ad assumere questa posizione. Il conflitto è ormai strutturato nel corpo ed è fuori dalla portata dell'io. L'individuo può accettare a parole l'idea del cambiamento, ma finché non affronta il problema a livello corporeo un cambiamento reale è altamente improbabile. Allo stesso modo l'io può perdere di vista il fatto che è il corpo che conta, non l'immagine che cerca di presentare. Nessun generale può funzionare se non ritiene di essere estremamente importante. Queste forze non solo interagiscono all'interno dell'organismo per produrre l'impulso che caratterizza l'attività tipica occidentale, ma spingono anche l'organismo a interagire in maniera aggressiva con l'ambiente. Gli atteggiamenti controllati o le tensioni muscolari croniche che bloccano il flusso degli impulsi e dei sentimenti non solo minano la forza e l'incisività di un individuo, ma ne limitano anche il contatto e l'interazione con il mondo. Riducono il senso di appartenenza, di esser parte del mondo e limitano la ricchezza dei sentimenti. La nostra aggressività, che di fatto implica una tendenza allo sfruttamento e alla manipolazione, ci ha privati di un elemento importante: il senso dell'equilibrio. Le strutture caratteriali sono classificate in cinque tipi fondamentali. Ogni tipo ha, a livello sia psicologico sia muscolare, un particolare schema di difesa che lo distingue dagli altri. È importante notare che non si tratta di una classificazione di persone, ma di posizioni difensive.

 

La struttura del carattere "ORALE"

 

  • Diciamo che una personalità ha una struttura orale quando contiene tiene molti tratti tipici del periodo orale - cioè della prima infanzia. Questi tratti sono uno scarso senso di indipendenza, la tendenza ad aggrapparsi agli altri, un basso livello di aggressività e un profondo bisogno interiore di essere tenuti, appoggiati e curati. Questi tratti rimandano a una situazione infantile di insoddisfazione e rappresentano un certo grado di fissazione ai primi stadi dello sviluppo. Alcune personalità caratterizzate da questa struttura manifestano un'indipendenza esagerata che però nelle situazioni di stress non regge. La struttura orale è caratterizzata da una carica ridotta. L'energia fluisce verso la periferia del corpo, ma debolmente. Per motivi che non sono del tutto chiari risulta accentuata la crescita lineare, dando origine a un corpo lungo e sottile. Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dal ritardo nella maturazione, che consentirebbe alle ossa lunghe di crescere più del dovuto. Un altro fattore può essere l'incapacità dei muscoli sottosviluppati di trattenere la crescita delle ossa. La mancanza di energia e di forza è più evidente nella parte inferiore del corpo, perché lo sviluppo del corpo del bambino procede dalla testa in giù. Tutti i punti di contatto con l'ambiente hanno una carica debole. Lo scarso sviluppo muscolare è particolarmente evidente nelle braccia e nelle gambe. Le gambe danno l'impressione di non essere in grado di sostenere il corpo. In genere le ginocchia sono bloccate, rigide, proprio per sorreggerlo meglio. Il corpo tende ad accasciarsi, in parte a causa della debolezza del sistema muscolare.Vi sono spesso segni di immaturità fisica. Sia negli uomini sia nelle donne la pelvi può essere più piccola del normale. La peluria del corpo è spesso ridotta. In alcune donne l'intero processo della crescita è ritardato, dando loro un corpo infantile. La respirazione del carattere orale è poco profonda e dà conto del basso livello energetico della personalità.Il carattere orale ha, in senso sia letterale sia figurato, difficoltà a stare in piedi da solo. Tende ad appoggiarsi o ad aggrapparsi agli altri. Ma, come ho già osservato, questa tendenza può essere mascherata da un atteggiamento esagerato di indipendenza. Il bisogno di aggrapparsi si riflette anche nell'incapacità di stare solo. C'è un bisogno esagerato di contatto con gli altri, per averne il calore e l'appoggio. Il carattere orale è afflitto da un senso di vuoto interiore. Aspetta costantemente che qualcuno lo riempia, anche se a volte si comporta come se fosse lui quello che dà il suo appoggio agli altri.Il basso livello energetico fa sì che l'umore del carattere orale oscilli fra depressione ed esaltazione.La tendenza alla depressione è patognomonica dei tratti orali di una personalità.Un altro tipico tratto dell'individuo orale è quello di ritenere che tutto gli sia dovuto, che si può esprimere nell'idea che il mondo è tenuto a mantenerlo. Questo atteggiamento deriva direttamente dall'esperienza precoce di deprivazione. La deprivazione precoce può essere dovuta alla perdita effettiva del calore e dell'appoggio materno. La madre che soffre essa stessa di depressione non è disponibile per il figlio. La storia di questo soggetto è spesso caratterizzata da uno sviluppo precoce: non è infrequente che da bambino abbia imparato a parlare e a camminare prima del normale. Ciò può derivare, dallo sforzo di superare il senso di perdita diventando indipendente. Spesso vi sono state altre delusioni nei primi anni di vita, quando il bambino cercava il contatto, il calore e l'appoggio del padre o dei fratelli. Queste delusioni possono lasciare nella personalità un senso di amarezza.Nella tarda infanzia e nell'adolescenza sono tipici gli episodi depressivi. Una delle scoperte fondamentali fu che tutti gli individui depressi hanno illusioni che interpongono una nota di irrealtà nelle loro azioni e nel loro comportamento. Da questo mi fu chiaro che al crollo di un'illusione segue invariabilmente una reazione depressiva. Se nell'infanzia una persona ha subito una perdita o un trauma che mina i suoi sentimenti di sicurezza e di accettazione di sé, proietterà nella sua immagine del futuro l'esigenza di un rovesciamento delle esperienze del passato. Così l'individuo che da bambino fa esperienza del rifiuto si immagina il futuro come una promessa di accettazione e di approvazione. Se da bambino ha dovuto combattere con un senso di impotenza sarà naturale che la sua mente compensi questo insulto all'io immaginandosi un futuro in cui egli sarà potente e capace di esercitare il controllo sugli altri. Nelle fantasie e nei sogni ad occhi aperti la mente cerca di rovesciare la realtà sfavorevole e inaccettabile creando immagini e sogni. Perde di vista la loro origine, che si situa nell'esperienza infantile, e sacrifica il presente alla loro realizzazione. Queste immagini sono scopi irreali e la loro realizzazione è un obiettivo irraggiungibile .Ogni struttura di carattere risulta da esperienze infantili che, in una certa misura, hanno minato i "sentimenti di sicurezza e di accettazione di sé» dell'individuo. In ogni struttura di carattere troveremo perciò immagini, illusioni o ideali dell'io che compensano questa offesa al sé. Quanto più il trauma è grave tanto maggiore sarà l'investimento di energia nella immagine o nell'illusione, ma in tutti i casi si tratta di un investimento considerevole. Nel Carattere Orale il trauma subito da questa personalità è stata la perdita del diritto al bisogno, che ha dato origine allo stato di insoddisfazione del corpo. L'illusione che si sviluppa per compensare questa situazione è un'immagine di sé come individuo carico e pieno di energia e di sentimento, che egli spende liberamente. Quando, come è tipico di questa struttura, il carattere orale entra in uno stato di esaltazione, l'illusione viene agita. Il soggetto diventa eccitato e volubile, riversa fuori pensieri e idee in una valanga di sentimenti. Questo è il suo ideale dell'io essere il centro dell'attenzione, essere considerato uno che dà a piene mani. Ma l'esaltazione non può essere sostenuta perché il carattere orale non ha l'energia necessaria per farlo. Ambedue crollano e il carattere orale entra in uno dei suoi altrettanto tipici stati depressivi.

 

Il Carattere

 

  • Spesso quando parlo con le persone , con gli allievi o i genitori dei più piccoli allievi che frequentano le lezioni di aikido circa il “Carattere” di ognuno di noi, in tutti ho riscontrato un convincimento che esso è parte di un disegno precostituito, a metà tra una libera espressione di un disegno cosmico di quello che loro intendono quale Dio della creazione ed , una sorta di somiglianza espressiva del codice genetico familiare. A tal proposito vorrei prendere a prestito due parti che ritengo particolarmente significative per la soluzione scientifica delle risposta. La prima è di Darwin, e la seconda di Lowen. La mimica del volto e del corpo è la prima forma di comunicazione tra la madre e il figlio. La mimica rende più vive le nostre parole e conferisce loro più forza. Essa più delle parole che possono essere falsate , rivela i pensieri e le intenzioni altrui. La libera espressione di una emozione per mezzo di segni esteriori la rende più intensa. D’altro canto la repressione di ogni altro segno esteriore , nella misura in cui è possibile , sfuma le nostre emozioni Chi si abbandona a gesti violenti accresce la rabbia; chi non controlla i segni della paura prova ancora più paura ;e chi non ha reazioni quando è sopraffatto dal dolore perde la migliore occasione di recuperare.

 

Charles Darwin :“ The expression of Emotion in a Man and Animals 1872 

 

  • L’organismo vivente si esprime più chiaramente con il movimento che non con le parole . Ma non solo col movimento !nelle pose, nelle posture negli atteggiamenti, che assume , in ogni gesto l’organismo parla un linguaggio che anticipa e trascende l’espressione verbale . Altri studi confermano la relazione specifica tra la struttura corporea e gli atteggiamenti emozionali. Il carattere dell’individuo si manifesta nel modello di comportamento si configura anche a livello somatico, con la forma ed il movimento del corpo. La somma totale delle tensioni muscolari , il modo di muoversi e di agire , costituiscono “l’espressione corporea” dell’ organismo. L’espressione del corpo è il complesso somatico dell’espressione emozionale tipica che a livello psichico si definisce come “Carattere”

 

 

The Language of the Body Alexander Lowen 1985