Dolore alla schiena

  • Un dolore acuto alla bassa schiena, tale da immobilizzare una persona e a volte costringerla a letto per un certo periodo, è spesso la conseguenza diretta e immediata dello stress. Si solleva un oggetto pesante e tutto ad un tratto ecco un dolore acuto nella regione lombosacrale: impossibile raddrizzarsi. Diciamo che la schiena ha avuto uno spasmo. Uno o più muscoli, in genere da un solo lato, entrano in una grave condizione spastica che provoca un dolore quasi insopportabile ogni volta che si fa un movimento con la schiena. A volte compare l'ernia di un disco intervertebrale che schiaccia le radici di un nervo, causando un dolore che si irradia a una gamba. L'ernia del disco non è frequente la pressione sul nervo può essere esercitata dallo stesso muscolo spastico. Se una persona è immobilizzata dal dolore il riposo a letto è necessario finché il dolore scompare. Il riposo a letto serve a eliminare lo stress della gravità; gradualmente il muscolo comincia a rilassarsi. A questo punto occorre un programma di esercizi bioenergetici che si propongono di rilassare ulteriormente i muscoli tesi e di impedire il ritorno dello spasmo. 
  • Perché si verifica lo spasmo. 
  • È sbagliato pensare che sia la postura eretta a rendere suscettibili a questi disturbi. È sbagliato anche credere che sia normale soffrirne. é un disturbo molto diffuso nella nostra cultura.
    Ci sono culture in cui i disturbi alla bassa schiena sono sconosciuti, le malattie cardiache rare e la miopia inesistente. Non è la gente a essere diversa. Anche loro camminano eretti, ma non sono sottoposti al tipo e alla quantità di stress che grava sull'uomo occidentale. È vero che lo stress è responsabile dei problemi alla bassa schiena? Finora ho individuato il nesso solo nel caso di chi solleva un oggetto pesante. Ma in molti casi lo spasmo alla bassa schiena compare durante attività apparentemente innocue. Ci si china per raccogliere un piccolo oggetto, ed ecco che compare lo spasmo alla schiena. Non è un fenomeno infrequente. Ovviamente lo stress non è sempre collegato all'azione che provoca lo spasmo. Ma è comunque presente in tutti i casi. Interessante il caso di un'attrice che lavorava in uno show che da tempo desiderava abbandonare, inoltre le troppe prove e le ore piccole l'avevano portata al limite dell'esaurimento. Voleva abbandonare ma non poteva. Poi fece quella che si potrebbe chiamare una "mossa falsa" e fu fuori combattimento. Lasciò lo show, ma finì in un letto d'ospedale. Il corpo l'aveva abbandonata. Anche in questo caso lo stress era intollerabile.
  • Perché questa regione è particolarmente vulnerabile allo stress? 
  • Perché nella bassa schiena si incontrano due forze opposte che creano stress. Una è la gravità  e tutte le pressioni che agiscono dall'alto, le esigenze dell'autorità, del dovere, della colpa e i fardelli fisici e psicologici. L'altra forza va verso l'alto, attraverso le gambe che sostengono l'individuo nella sua postura eretta e nel suo sforzo di sostenere le richieste e i pesi che lo opprimono.
  • Queste due forze si incontrano nella regione lombosacrale.
    Per chiarire il concetto può essere utile analizzare lo stress della gravità, che diventa insostenibile se si è costretti a stare in piedi a lungo nella stessa posizione. La domanda allora è: "Per quanto tempo possono reggerci le gambe?" Prima o poi devono crollare, e in questo caso la schiena viene risparmiata. Il pericolo per la schiena nasce quando le gambe non cedono. Allora cede la schiena.
    Le gambe sono naturalmente strutturate per affrontare lo stress, non per venirne a capo ma per reagirvi. 

  • Questa capacità è una funzione del ginocchio, la cui azione dà flessibilità al corpo. Il ginocchio è deputato ad assorbire gli shock dell'organismo. Se la pressione dall'alto è grande il ginocchio si flette; e quando la pressione è insopportabile si piega e il soggetto cade. Quando nella personalità è presente l'ansia di cadere le ginocchia perdono questa funzione. L'individuo sta in piedi con le ginocchia bloccate per rinforzarsi contro la pressione e tende i muscoli delle gambe per farli funzionare come supporti rigidi. Ha paura della flessibilità perché implica la capacità di cedere. Se le gambe sono sciolte e flessibili la pressione dall'alto si trasmette alle gambe e si scarica al suolo. Ma quando una persona blocca le ginocchia e irrigidisce le gambe contro la pressione, la rigidità si estende verso l'alto e coinvolge l'osso sacro e la pelvi. Tutta la pressione si localizza sull'articolazione lombosacrale, che diventa vulnerabile alle offese. Le ginocchia sono piegate e la pelvi è libera cioè non bloccata in una posizione fissa. Questa postura del corpo consente che la pressione si trasmetta alle ginocchia, che assorbono lo stress. Se la pressione è eccessiva le ginocchia cedono. Ma è raro che questo accada. Chi assume questa postura non ha paura di cadere, dunque non ha nemmeno paura di mollare. Quando la pressione diventa insopportabile abbandona la situazione. Lascia che crolli il rapporto prima che sia il suo corpo a crollare. Il secondo  soggetto sta in piedi con le ginocchia bloccate. In questo caso la parte inferiore del corpo, pelvi compresa, funziona come una base rigida. Questa posizione rivela che l'individuo è molto insicuro e ha bisogno del supporto di una base rigida. Il risultato è che tutto lo stress si concentra nella regione lombosacrale, costringendo i muscoli di questa zona a diventare estremamente tesi. Siccome l'individuo è continuamente sotto stress, qualsiasi tensione aggiuntiva di un certo rilievo può sfociare nel crollo della schiena in questa regione. Un'altra conseguenza dello stato di contrazione dei muscoli lombosacrali è il logorio e lo sforzo eccessivo a cui sono sottoposti i legamenti e le ossa delle articolazioni intravertebrali: a lungo andare ne può conseguire una condizione artritica. Il Terzo soggetto ha la schiena è arcuata, come per la necessità di portare continuamente un pesante fardello. Le ginocchia sono flesse, ma ciò è compensato dall'avanzamento della pelvi. In questa postura tutta la schiena è crollata sotto lo stress, che risparmia la regione lombosacrale. È la postura tipica del carattere masochistico, che piuttosto di resistere alla pressione vi si sottomette. In questo caso la bassa schiena viene protetta a spese dell'intera personalità. Se l'individuo fa un violento sforzo per resistere e reagire, la protezione viene meno. Avverto sempre i pazienti di questa eventualità. 
  • È significativo che le ghiandole surrenali, che secernono gli ormoni che mobilitano l'energia del corpo per reagire alle situazioni di tensione, siano situate nella regione lombare, cioè sopra i reni, contro la parete posteriore del corpo. Ciò consente loro di accertare il grado di stress a cui è sottoposto il corpo.  Ritengo che questa osservazione sia significativa perché dimostra come il corpo sia organizzato in base a principi bioenergetici, fatto che è confermato dall'ubicazione di un'altra importante ghiandola endocrina, la tiroide. La tiroide regola il metabolismo, il processo mediante cui il cibo viene ossidato per produrre energia. Si potrebbe dire che la ghiandola tiroidea regola la produzione di energia e lo fa secernendo un ormone ,il T3 e T4  che circola nel sangue stimolando l'ossidazione dei metaboliti delle cellule del corpo, la loro  mancanza fa sentire pigri senza energia; un eccesso porta a un'iperattività nervosa.  L'ormone coordina produzione ed esigenze energetiche.
  • La ghiandola tiroidea circonda la trachea situata nella strettoia del collo, proprio come le ghiandole surrenali sono ubicate nella strettoia della vita. E, come le ghiandole surrenali sono ubicate in modo da essere sensibili allo stress, così la ghiandola tiroidea è ubicata in modo da essere sensibile alla respirazione.  Questo suggerisce che la secrezione di tirossina sia direttamente collegata alla quantità di aria che viene respirata. La medicina conosce da lungo tempo questa correlazione e se ne serve per misurare il tasso di metabolismo basale. La misura della respirazione di una persona per unità di tempo in stato di riposo fornisce un'indicazione della secrezione di tirossina.  La ghiandola partecipa e reagisce alla leggera espansione e contrazione della trachea durante la respirazione ed è in grado di coordinare le attività metaboliche del corpo con la quantità di ossigeno immessa. Torniamo allo stress, alla regione lombosacrale e alla ghiandola surrenale. 
  • Ad esempio anche il morbo di Addison, che consiste nella perdita quasi completa del funzionamento della ghiandola surrenale dovuto all'esaurimento della ghiandola stessa. A mio avviso questo può verificarsi se una persona è stata sottoposta a uno stress continuo, che prima ha dato origine a un'iperattività della ghiandola e' in seguito al suo esaurimento. Per ridurre la vulnerabilità allo stress occorre lavorare sulle difese fisiche e psichiche dobbiamo scioglierle. Non è certo un compito facile in una cultura che valuta straordinariamente il successo e la riuscita, la capacità di arrivare in cima e di rimanerci. Il nostro io non è abbastanza forte per accettare il falliménto, così costringiamo il corpo a sopportare situazioni dannose per la salute. A livello profondo il fallimento viene identificato con questa capitolazione. In tutti i casi la terapia  si deve analizzare accuratamente le difese dell'io. Inoltre, gli elementi fisici o strutturali del corpo che bloccano la capacità di abbandono devono essere lavorati in maniera coerente. La terapia bioenergetica impiega due gruppi di esercizi per aiutare il soggetto a entrare in contatto e a diminuire le tensioni muscolari che impediscono la scarica dell'eccitazione o dello stress.  Il primo gruppo comprende tutti gli esercizi che mirano a fondare l'individuo tramite le gambe e a fargli superare l'ansia di cadere o di fallire. Ho descritto sopra alcuni di questi esercizi e ne riparlerò. Il secondo gruppo ha lo scopo specifico di liberare la pelvi e di aprire i sentimenti sessuali. Alcuni di questi verranno descritti nel paragrafo seguente che tratta della scarica sessuale. Da quanto ho detto sopra dovrebbe essere chiaro che se la pelvi è immobile e viene tenuta in una posizione rigida e fissa la pressione proveniente dall'alto non può scendere e scaricarsi nelle gambe. Allora lo stress si concentrerà nella regione lombosacrale, con le conseguenze che abbiamo visto.L'elemento fondamentale perché sia possibile svolgere un lavoro efficace sulla parte inferiore del corpo è la flessibilità del ginocchio. Le ginocchia bloccate impediscono all'eccitazione e ai sentimenti di fluire attraverso le gambe e nei piedi. Uno dei primi ordini che vengono impartiti è perciò: "Tenga sempre le ginocchia flesse» . Ci sono pochi altri imperativi simili, ad esempio quello di lasciar cadere le spalle e di non tirare in dentro o contrarre i muscoli dell'addome. 
  • Questi semplici accorgimenti possono fare molto per promuovere una migliore respirazione e incrementare il flusso delle sensazioni: li raccomandiamo a tutti coloro che desiderano avere un corpo più vivo e più pronto a reagire. Sono necessari per contrastare i dettami della nostra cultura: "Spalle indietro, petto in fuori, pancia in dentro". L'obiettivo è chiaramente quello di aiutare a star dritti, ma di fatto costringe ad assumere un atteggiamento rigido. é noto che quando si solleva un oggetto pesante è importante tenere le ginocchia flesse. Altrimenti si rischia uno spasmo alla
    bassa schiena.
    Ma le ginocchia bloccate creano solo un'illusione di sicurezza, e flettendo le ginocchia è proprio l'illusione che svanisce.
    Dapprima per sviluppare l'abitudine di tenere le ginocchia flesse bisogna applicare un'attenzione cosciente. Si acquisisce consapevolezza delle gambe e del proprio modo di stare in piedi.
    Magari si sente di più la stanchezza: ma, invece di combatterla, la si accetta e si riposa.
    Il passo successivo prevede che si ottenga una certa vibrazione nelle gambe, intesa a ridurre la rigidità. La vibrazione è il modo naturale di scaricare la tensione muscolare. Quando ci si lascia andare il corpo vibra come una molla non più tesa.
    Ci sono vari modi di far vibrare le gambe.
    Nel trattamento dei disturbi alla bassa schiena faccio alternare la posizione dell'arco e la posizione china in avanti, lasciando che il paziente si fletta all'indietro o in avanti quanto più gli è possibile senza provare troppo dolore. Questa alternanza aiuta a sciogliere la muscolatura della bassa schiena.
    L'ostacolo maggiore al superamento di un disturbo alla bassa schiena è la paura, la paura del dolore.
    Dobbiamo aiutare i pazienti a superare questa paura se vogliamo che si liberino completamente d'al dolore. La paura crea tensione e la tensione genera dolore.
  • Può formarsi un circolo vizioso che non ha altra via d'uscita che l'intervento chirurgico, che per parte mia non consiglio mai perché non agisce sulla tensione muscolare che è alla radice del disturbo.
    Reinstaurando la motilità della bassa schiena si può eliminare il dolore.
    Ma per poterlo fare bisogna prima lavorare sulla paura. Questi pazienti non hanno solo paura del dolore fisico; hanno paura anche di ciò che esso comporta - perché il dolore è un segnale di pericolo.
    Alcuni pazienti ricordano le parole di un genitore: "Se ti prendo ti spezzo la schiena". È la minaccia che si rivolge a un bambino ribelle: significa che il padre o la madre vuole spezzare lo spirito del bambino o la spina dorsale della sua resistenza. Il bambino può reagire alla minaccia irrigidendo la schiena come a dire: "Non puoi spezzarmi".
  • Ma una volta che la rigidità della schiena è diventata cronica la paura di rompersi  si struttura nel corpo ed entra a far parte delle sue difese.
    Non sempre occorre una minaccia verbale esplicita per dar origine a una schiena rigida. È più frequente che, in presenza di un aperto conflitto di volontà, il bambino irrigidisca coscientemente la schiena per mantenere la propria integrità.
    In ogni caso comunque l'irrigidimento della schiena denota una resistenza inconscia, il tentativo di trattenersi dal cedere o dall'abbandonarsi. Se è vero che questo controllo ha un aspetto positivo, cioè la conservazione dell'integrità, significa però anche trattenersi dal bisogno, dal desiderio e dall'amore. La rigidità blocca la capacità di cedere al pianto e l'abbandono al desiderio sessuale.
    Una persona non può rompersi a meno che non sia in trappola, come lo sono i bambini nel rapporto con i genitori.  Ma i pazienti  e in genere la maggior parte delle persone  si sentono presi nella trappola della rigidità e delle tensioni muscolari croniche e proiettano questo sentimento nei rapporti. Gli esercizi non vanno mai fatti in modo coatto, pér evitare che la sensazione di essere in trappola aumenti. Andrebbero visti come un mezzo per sentire che cosa succede nel proprio corpo e perché succede. Non possiamo permetterci di vivere con la sensazione che se non siamo prudenti la vita ci spezzerà, perché allora ciò accadrà sicuramente. I movimenti involontari del corpo sono l'essenza della vita , il battito del cuore, il ciclo della respirazione, i movimenti peristaltici dell'intestino  sono tutte azioni involontarie.  Abbiamo le convulsioni dal ridere, piangiamo di dolore o di tristezza, tremiamo di rabbia, saltiamo dalla gioia, balziamo per l'eccitazione e sorridiamo di piacere. Queste azioni, poiché sono spontanee, non volute o involontarie, ci muovono in maniera profonda, ricca di significato. E la più piena, la più soddisfacente di queste risposte involontarie è l'orgasmo in cui la pelvi si muove spontaneamente tutto il corpo si agita convulsamente nell'estasi della scarica.

 

 

 

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