Energia Mentale o Fisica

 

L'ENERGIA LA FORZA LA PULSIONE AL VIVERE CHE STA DIETRO ALLO SPIRITO DELL'UOMO 

È MENTALE O FISICA?

 

 

 

  • Freud restò confuso a proposito della relazione fra corpo e mente.
  • Considerò corpo e mente come due regni separati e distinti per il funzionamento e la natura dei fenomeni ad essi connessi. La sua confusione in proposito è evidente nella seguente affermazione:
  • "Il meccanismo della nevrosi da angoscia va cercato nella deviazione dell'eccitazione sessuale somatica dal campo psichico, e nell'uso anormale che se ne fa".
  • Scrive Lowen:  “Ho studiato questa affermazione molte volte senza riuscire a capire cosa volesse dire. Freud finalmente abbandonò l'idea di mettere in relazione l'attività somatica e quella psichica e si limitò quasi esclusivamente all'investigazione dei processi psichici.
  • Eppure, leggendo la biografia di Freud descritta da Ernest Jones, dalla quale sono prese queste citazioni, è evidente che Freud non aveva abbandonato la speranza che un giorno si sarebbe potuto attuare questa correzione. Jones osserva: "In una lettera di un anno dopo egli [Freud] osservò altresì che essendo l'angoscia una reazione agli ostacoli nella respirazione — attività questa che non ha un'elaborazione psichica — essa poteva diventare l'espressione di qualsiasi accumulo di tensione".  Né Freud né gli altri psicanalisti seguirono questa traccia, e restò a W. Reich il compito di mostrare la connessione diretta tra la respirazione limitata, l'inibizione sessuale e l'angoscia.
  • Freud apparteneva al XIX secolo e il suo pensiero rifletteva il punto di vista che il corpo era un oggetto materiale funzionante secondo leggi fisicochimiche. Considerava d'altro canto la mente l'aspetto spirituale dell'esistenza umana. Egli volle negare l'imputazione di spiritualità alla mente, eppure assegnò a questa sfera il principio vitale dell'essere umano: la libido.
  • Il concetto di libido viene in genere definito come sinonimo di desiderio sessuale o concupiscenza. In senso lato, pertanto, la libido descrive la forza che sta dietro ad ogni tendenza al piacere.
  • Secondo Jung "è l'energia o forza motrice o pulsione derivante dal bisogno primario onnicomprensivo di vivere".
  •  In altre parole è la forza che sta dietro allo spirito dell'uomo.  È mentale o fisica?
  • Freud aveva definito la libido come "quella forza con cui l'istinto sessuale viene rappresentato nella mente"." Ma in altro contesto egli l'ha descritta anche come "la forza con cui si esprime l'istinto sessuale". Così da un lato la libido è vista come una forza puramente mentale mentre dall'altro è considerata una forza fisica.
  • Tuttavia, Freud non fu in grado di accettare l'idea di una forza fisica che potesse essere non misurabile né oggettivabile. C'era in lui troppo dello scienziato oggettivo e così fu costretto ad assumere la posizione metafisica di trattare tutti i fenomeni vitali, ivi inclusa la sessualità, in termini astratti. È interessante osservare che Freud respinse l'equazione proposta da Jung tra libido e forza vitale in generale.
    Non ci si potè liberare del problema dell'angoscia collocando la libido nella mente. Rimaneva il problema delle "nevrosi attuali", una serie di sintomi di angoscia che sembravano derivare direttamente da un funzionamento sessuale disturbato. Erano chiamate così per distinguerle dalle psiconevrosi nelle quali si poteva dimostrare il ruolo importante svolto dai fattori psichici. L'isterismo apparteneva a quest'ultima classificazione, la nevrastenia alla prima. Nel corso di ulteriori indagini analitiche, si scoprì che in ogni nevrosi esistevano fattori psichici
    .
  • Questa scoperta fornì agli psicanalisti una giustificazione per ignorare il concetto delle nevrosi attuali, anche se non abbandonarono mai apertamente l'idea che esistessero due diverse categorie nosologiche.
    La conseguenza di questa posizione fu che l'angoscia, manifestazione somatica, fu considerata come se fosse dovuta esclusivamente a una turba psichica. La reazione somatica fu data per scontata come fenomeno secondario. Wilhelm Reich riprese in esame il problema delle nevrosi attuali nel punto in cui Freud l'aveva abbandonato.
  • Sapendo che l'angoscia era un sintomo somatico, Reich si rese conto che poteva essere provocato solo da una disfunzione psichica, cioè da qualche disturbo nella funzione sessuale a livello di corpo. Ciò significava che in ogni nevrosi nella quale fosse presente l'angoscia, come avviene in tutte le psiconevrosi, ci doveva essere anche qualche disturbo di carattere sessuale. Così là dove Freud e gli altri analisti avevano messo in rilievo solo i fattori psichici della nevrosi, Reich mostrò l'importanza del dato somatico.
  • Se l'eccitazione sessuale non verrà completamente scaricata, per ragioni psichiche o d'altra natura, ci sarà una "accumulazione di tensione" e l'individuo proverà angoscia.
  • Ne seguiva logicamente che se si produceva una scarica completa, non ci sarebbe potuto essere angoscia. Poiché una nevrosi senza angoscia non ha alcun significato, la nevrosi stessa sarebbe sparita di fronte alla soddisfazione sessuale. Reich confermò quest'ipotesi sia nella sua attività sui pazienti sia osservando le persone.
  • Gli individui che sperimentavano una soddisfazione orgastica completa non mostravano segni di comportamento nevrotico, e i pazienti che giungevano a tale appagamento in seguito all'analisi, perdevano tutti i segni della loro affezione nevrotica. Reich scoprì altresì che solo i pazienti in grado di conservare questa capacità di scarica orgastica completa rimanevano liberi dai loro disturbi nevrotici. Questa intuizione lo portò a formulare il principio che la funzione dell'orgasmo è quella di scaricare tutta l'energia o l'eccitazione in eccesso dall'organismo e di conservare in tal modo la salute emozionale prevenendo l'accumulazione delle tensioni.
  • Con questo principio, era stato possibile aprire la via di collegamento con il corpo. L'eccitazione sessuale a livello somatico non era diversa dalla medesima eccitazione nel regno della psiche. Ogni conflitto psichico aveva la sua controparte in un corrispondente disturbo fisico ed era vero anche il relativo corollario. La mente e il corpo dunque non sono entità separate bensì due aspetti dell'essere di un individuo. La loro relazione reciproca veniva espressa dal concetto di identità ed antitesi psicosomatica.
  • Erano entrambi carichi della stessa eccitazione in maniera eguale, ma l'uno poteva influenzare l'altro.
    Essi ci portano anche ad un'altra conclusione molto importante e cioè che la libido ossia l'eccitazione sessuale non è un fenomeno mentale, bensì una vera forza o energia fisica.
    Questa conclusione è confortata da numerose osservazioni.
  • In primo luogo, tutti sappiamo che vi sono diverse intensità di eccitazione sessuale.
  • Queste differenze non possono venir spiegate fisiologicamente ma solo partendo dal principio che rappresentano entità differenti di carica libidica o catarsi dell'apparato genitale. In secondo luogo, la carica libidica o energia può investire altri organi ed elevare il rispettivo livello di eccitazione: le labbra, i capezzoli e persino l'ano. In seguito a tale eccitazione questi organi acquistano una qualità erotica analoga a quella dei genitali.
  • In terzo luogo, qualsiasi diminuzione del livello energetico dell'organismo quale si verifica nella depressione, riduce la carica libidica. In quarto luogo solo L'eccitazione genitale conferisce all'idea del sesso il relativo senso di tensione o di urgenza. Senza una carica genitale, che l'accompagni, l'idea del sesso è impotente. Vista come una forza o energia fisica, la libido non può essere limitata alla sessualità.  Dev'essere concepita come una energia vitale in generale, come Jung ipotizzò. Essa è disponibile per tutti i bisogni dell'organismo: libidici o aggressivi, motori o sensori.
    La direzione, e lo sbocco determinano la natura della pulsione e del sentimento. Quando il flusso si dirige in alto verso l'estremità dell'organismo che finisce con la testa, esso generalmente conduce ad azioni la cui funzione è di aumentare la carica energetica dell'organismo.
  • Per esempio le braccia si protendono per tenere e prendere, la bocca si protende per succhiare e ingoiare. Quando il flusso è diretto verso il basso, esso conduce ad attività di scarica delle quali il sesso è l'esempio migliore."
    Il corpo conserva un equilibrio tra energia in entrata ed energia in uscita.
  • Consumiamo energia nel movimento e la scarichiamo nel sesso. La quantità disponibile per la scarica sessuale è pari a quella che eccede rispetto al fabbisogno del processo vitale. Secondo quanto ha postulato Reich spetta all'orgasmo sessuale la funzione di scaricare questa energia in eccesso, che nel suo percorso verso lo sbocco genitale viene sentita come eccitazione sessuale." La scarica totale di questa eccitazione o energia è sentita come un orgasmo pieno che soddisfa profondamente e dà immenso piacere.
    Una scarica parziale, come un'evacuazione intestinale parziale, non riesce a dare questo senso di soddisfazione completa.
  • L'eccitazione o energia non scaricata diviene una forza disturbante nell'ambito del corpo. Non ha dove andare e non ha alcun mezzo per uscire. Può persino eccitare il cuore producendo palpitazioni, o il ventre, producendo borborigmi. Questa è nota come ansia libera. È anche la base dei sensi di colpa, poiché la mancata soddisfazione lascia l'individuo in uno stato di malessere che si traduce nella sensazione di aver sbagliato o di colpevolezza.
  • Questo compendio dei problemi e delle riflessioni che hanno indirizzato Freud e Reich in opposte direzioni è necessariamente incompleto.
  • Ciò getta le fondamenta del concetto che il corpo è un sistema energetico. Mi si potrebbe chiedere quale prova oggettiva io abbia di questa energia. Prima di rispondere a questa domanda, mi si consenta dire che l'obiettività non è l'unico criterio di realtà. Vi è una realtà soggettiva basata sui sentimenti di ognuno, e questa non dovrebbe essere ignorata o negata. Non mettiamo in discussione la realtà dell'amore anche se non lo si può misurare oggettivamente. Sappiamo anche che né la fisiologia né la biochimica possono spiegare questo sentimento. Analogamente, quando una persona dice: "Mi sento a corto di energia", ciò costituisce una realtà valida per quella persona, per quanto tale realtà possa essere soggettiva.
  • La vita può essere considerata un fenomeno eccitatorio. Non siamo comuni pezzi di creta, ma una sostanza nella quale è stato infuso lo spirito o se volete che è stata caricata di energia. Quando diventiamo più eccitati, il nostro livello energetico sale. Quando diveniamo depressi, cade. Se ci eccitiamo molto, ci illuminiamo o emettiamo luce e brilliamo. Questi fenomeni eccitatori come l'eccitazione sessuale sono processi energetici.
    E la luminazione o lo splendore che producono è visibile.
    Vi è un campo di energia intorno al corpo umano descritta in vario modo come aura o alone. È stata osservata e studiata da molte persone, particolarmente dal mio collaboratore Dott. John C. Pierrakos. Citerò alcune sue osservazioni a proposito del campo di energia. Egli scrive: "Le energie all'interno del corpo fluiscono anche al di fuori di esso nella stessa maniera in cui un'onda di calore esce da un oggetto di metallo incandescente".  Quando una persona sta contro uno sfondo omogeneo o celeste chiaro (color del cielo) o blu scuro (blu notte), con alcuni accorgimenti che rendano la luce diffusa e uniforme, si può vedere ad occhio nudo o più chiaramente con l'ausilio di filtri colorati (blu cobalto) un fenomeno sensazionale. "Dalla periferia del corpo sorge una sorta di nube grigio bluastra che lo avvolge estendendosi da circa 60  centimetri a circa un metro e venti fino a divenire indefinita e a fondersi con l'atmosfera circostante. Si gonfia lentamente, per uno o due secondi, allontanandosi dal corpo per modellarsi in una forma ovale quasi perfetta con i bordi sfrangiati. Rimane in pieno sviluppo per circa un quarto di secondo e quindi, improvvisamente, sparisce del tutto. Occorre da un quinto a un ottavo di secondo perché svanisca. Quindi c'è una pausa che varia da uno a tre secondi, dopo di che riappare di nuovo, ripetendo il processo. E questo si ripete da quindici a venticinque volte al minuto nella persona media in stato di riposo"."
    Questo ritmo di pulsazione pare indipendente da qualsiasi altro ritmo noto del corpo come la respirazione e il battito del cuore. Tuttavia varia con il grado generale dell'eccitazione corporea. Quando un paziente colpisce il lettino ripetutamente con un sentimento d'ira, il ritmo di pulsazione del suo campo di energia può aumentare fino a quaranta pulsazioni al minuto. Il calciare sul lettino ripetutamente può altresì aumentare quel ritmo se viene fatto come espressione di un sentimento. La medesima operazione, compiuta come un esercizio, senza sentimento, non ha alcun effetto su quel ritmo. Quando il corpo entra in vibrazione in seguito ad una respirazione più profonda, il ritmo aumenta in modo marcato, arrivando a 45 o anche 50 pulsazioni. Al tempo stesso l'ampiezza del campo si estende ulteriormente e il colore diviene più brillante. ''Il campo riflette il livello di eccitazione e l'intensità delle sensazioni nel corpo. Sembra avere una certa relazione con le reazioni autonome e involontarie del corpo. Si osservano diversi cambiamenti di coloro negli strati esterni del corpo che corrispondono ad emozioni diverse. Delicati sentimenti d'amore producono un colore rosa delicato. La tristezza dà luogo a una tinta blu scuro nel campo al di sopra del torace.
  • L'ira e la rabbia risultano rappresentate da un colore rosso scuro nel campo sulla parte posteriore delle spalle. Uno splendore dorato può esser visto sulla testa quando l'espressione del sentimento è diretta e sincera. Si ha una depressione dell'intero fenomeno del campo in stati di sofferenza e dolore probabilmente a causa dell' azione svolta dal sistema simpatico surrenale nel ritirare il sangue dalla superficie del corpo"."
  • La depressione del campo energetico è ancora più marcata in coloro che soffrono di una reazione depressiva. Poiché il campo riflette i processi energetici che operano nell'organismo, lo si può usare per diagnosticare disturbi esistenti nel funzionamento del corpo. Nel campo di una persona schizofrenica, ad esempio, vi sono alterazioni caratteristiche quali interruzioni del campo e cambiamenti di colore che l'osservatore allenato può riconoscere. Quest'aspetto del fenomeno del campo è trattato in maniera più completa negli articoli del Dott. Pierrakos.
  • Il campo energetico non è un fatto soggettivo come una sensazione del corpo. Ha una sua obiettività in quanto diversi osservatori riferiscono gli stessi fenomeni visivi. L'individuo in stato di intensa e piacevole eccitazione può sentirsi ardente; non vede il proprio splendore ma altri possono vederlo; quando si sente raggiante, si può osservare la radiazione proveniente dal suo corpo. Di fatto in condizioni di luce appropriata quasi tutti possono cogliere il fenomeno del campo. Uno dei modi più facili per vederlo è di tenere le mani a circa trenta cm. dagli occhi con le palme rivolte all'interno sullo sfondo di un cielo azzurro chiaro.
  • Se le mani sono rilassate e le punte delle dita sono tenute a circa due centimetri e mezzo di distanza l'una dall'altra, si può subito vedere lo splendore pulsante intorno alle dita. Ad alcuni, tuttavia, occorrerà un po' di tempo perché gli occhi si rilassino in modo da poter cogliere il fenomeno. L'essere umano non è il solo organismo ad avere un campo energetico. Tutti gli organismi viventi presentano questa proprietà. Vi è un campo di energia visibile intorno agli alberi," che, ritengo, è la base della credenza animistica per cui l'albero possiede uno spirito. Tuttavia lo stesso fenomeno può essere osservato sulle montagne, sull'acqua dell'oceano e sui cristalli. Coloro che conoscono bene i dipinti di Cézanne si saranno forse accorti che essi presentano una percezione analoga. Le colline e le montagne dei suoi quadri hanno un orlo blu scuro che può essere interpretato come la percezione visiva del campo da parte di Cézanne.
  • Il concetto di campo energetico è ignoto alla mentalità primitiva. Ma un primitivo è in contatto con i fenomeni energetici presenti nel suo corpo e nell'ambiente. Può sentire nel corpo l'ondata di eccitazione che lo induce a danzare, per esempio e, sapendo che questa forza non è il prodotto della sua mente cosciente, egli la vede come spirito. Il termine "animoso, focoso deriva da questa sensazione e noi non esitiamo ad applicare questa parola ai nostri parenti mammiferi. Parliamo di un cavallo focoso quando tiene alta la testa e mostra indipendenza di carattere. Lo spirito di indipendenza può significare anche l'indipendenza dello spirito. Se è lo spirito a far sì che un uomo o un animale tenga la testa alta, allora, almeno nel pensiero primitivo, dev'essere lo spirito che fa crescere un albero alto e diritto. È facile diventare mistici quando si trattano i fenomeni vitali. In questo campo ci sono misteri che sfidano la scienza. Uno dei motivi è che l'uomo, a sua volta, fa parte anch'esso del grande mistero della vita. Se per osservare la vita oggettivamente, deve staccarsi dà essa e limitare la propria partecipazione, l'uomo non comprende cosa significa far parte del grande ordine, condividerne i segreti e sentire che si appartiene pienamente alla vita e alla natura. Ma non occorre essere mistici nei confronti della vita e dei suoi processi. C'è un'alternativa alla dicotomia: misticismo contro meccanicismo. L'alternativa consiste nel riconoscere che vi sono nella vita e nella natura processi energetici i quali, se non possono essere spiegati meccanicisticamente, non devono per questo essere considerati mistici.

  • Questa accettazione si sviluppava allorché le persone divenivano più vive, respirando più a fondo e sentendo in modo più completo. Sentivano scorrere la vita nei loro corpi. Non c'è nulla di mistico in questo fluire.
  • Tutti noi abbiamo sentito l'impeto dell'ira, la sensazione struggente dell'amore e l'ondata del piacere. Questi moti interni non sono né meccanici né mistici. Essi sono l'essenza della vita che si manifesta in tutti i processi vitali: nello scorrere della linfa nell'albero, nell'estendersi dello pseudopodo nell'ameba, e nel modo in cui le braccia di un bambino piccolo reagiscono alla madre. Riflettono tutti la carica energetica all'interno dell'organismo vivente.
    La carica energetica esistente all'interno dell'organismo è responsabile del campo di energia.
  • Ho accennato che tutti questi campi di energia si estendono da sessanta cm. a un metro e venti circa dal corpo. Non si tratta di un limite fisso. In alcuni casi si vede che si estendono fino ad una distanza molto maggiore di quella citata. Così in molte situazioni siamo esposti ai campi di energia di altre persone e siamo in contatto con essi. Quando questi sono in contatto, splendono in modo più deciso. Le persone si possono eccitare a vicenda, ma si possono anche deprimere a vicenda.
  • Una persona vibrante, con un campo forte, esercita un'influenza positiva sulle persone che la circondano. Si dice che una persona del genere irradia un sentimento buono. Alla stessa stregua i bambini che crescono in una casa saturata dai buoni sentimenti dei genitori, si caricano maggiormente e diventano più vibranti nei loro corpi. E le persone che vivono tra cieli scintillanti in un'atmosfera libera dallo smog o da altri elementi di polluzione che mortificano la vitalità dell'aria, si sentono meglio e hanno un aspetto migliore di coloro che passano la vita nell'atmosfera carica di negatività di un ghetto.
  • C'è un altro aspetto relativo a questi fenomeni energetici che a questo punto assume rilievo.
  • Ci è stato detto quanto sia importante toccare ed avere un contatto di pelle per i bambini e per gli adulti. Tuttavia tendiamo a pensare all'atto di toccare in modo meccanico. Il tocco di una mano può essere un'esperienza positiva o negativa. Il tocco di una mano calda dà una sensazione diversa da quello di una mano fredda. Il contatto di una mano morta suscita repulsione. Reagiamo positivamente quando la mano che ci tocca è viva e carica di energia e di sentimento. Il toccare è come una via a due sensi. La mano che tocca è anche eccitata dal tocco. Il sentimento è uno stato di eccitazione accresciuta. Siamo in contatto gli uni con gli altri solo quando l'energia del nostro organismo è in contatto con l'energia dell'altro e la eccita. Siamo in contatto con la vita solo quando la nostra energia o il nostro sentimento si espandono a raggiungere la vita che ci circonda. Sentiamo allora il piacere e la gioia proveniente da tale contatto e conosciamo il sentimento della fede.