Il Ginocchio

LA SUA ANATOMIA  E FISIOLOGIA

 

Complessità anatomica e funzionalità del ginocchio,

  • "tallone d'Achille" di ogni aikidoka.
  •  Il ginocchio è una delle articolazioni più frequentemente soggette ad infortuni nella pratica dell'aikido: la complessità e l'eleganza degli spostamenti del corpo in rotazione, alcuni tipi di cadute (soprattutto ushiro ukemi) e la pratica dei suwari waza sono tutti momenti tecnici tipici della pratica che sottopongono il ginocchio dell'aikidoka a sollecitazioni importanti, che, per le loro specifiche caratteristiche, possono dare origine a patologie traumatiche del ginocchio stesso, specie quando non vengano eseguite correttamente.
  • A ciò va aggiunto anche il fatto che molti atleti arrivano all'aikido dopo aver praticato, spesso per molti anni, altre arti marziali come il judo o il karate nelle quali le ginocchia del praticante vengono spesso sottoposte a traumi ben più importanti di quelli che possono subire nella pratica dell'aikido.
  • Bisogna inoltre considerare che la struttura fisica della razza giapponese presenta alcune importanti differenze rispetto a quella europea, alcune delle quali riguardano proprio il rapporto di lunghezza tra arti e tronco e la conformazione dei menischi stessi: alcuni movimenti e posture che risultano assolutamente naturali e fisiologici per i giapponesi, che magari li praticano anche regolarmente fin dalla tenera età (si pensi solo alla posizione di seiza), possono invece costituire motivo di stress per le ginocchia di molti europei.
  • Tutti questi motivi concorrono nel far sì che molto spesso il vero "tallone di Achille" dell'aikidoka sia costituito... dal ginocchio.
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  • I MUSCOLI DEL GINOCCHIO
  • Il ginocchio è la più grossa articolazione del corpo umano, che connette il femore, osso lungo della coscia, con la tibia, osso lungo della gamba: all'articolazione tra queste due ossa concorrono anche la rotula, piccolo osso rotondo inserito al di sotto del robusto tendine del muscolo quadricipite femorale, e la testa della fibula o perone, l'osso lungo della gamba che si trova di fianco alla tibia.
  • La conformazione delle superfici articolari è tale da permettere principalmente il movimento di flesso/estensione; a ginocchio flesso è anche possibile un limitato movimento di rotazione interna ed esterna. Per questo motivo i muscoli più potenti che si inseriscono sul ginocchio sono:
  • 1. i flessori anteriori,
  • costituiti dal retto femorale, dal vasto intermedio, mediale e laterale mediale, i quali in prossimità dell'articolazione del ginocchio confluiscono, a formare un'unico grosso nastro tendineo, al di sotto del quale si inserisce l'osso patellare (o rotula), la cui superficie interna si affaccia all'interno della cavità articolare del ginocchio:
  • per tale motivo questo complesso viene considerato come un unico muscolo con quattro capi prossimali e viene pertanto denominato quardicipite femorale. Questo muscolo, uno dei più importanti della postura eretta e della deambulazione, flette la coscia sul tronco ed estende la gamba sulla coscia.
  • È in queste azioni coadiuvato dal muscolo sartorio, che data la sua disposizione più obliqua, ha anche azione di rotazione interna della coscia e di rotazione esterna della tibia ;
  • 2. gli estensori posteriori,
  • o muscoli ischio-crurali (in quanto collegano l'osso ischiatico del bacino al ginocchio); essi sono  il bicipite femorale, che si inserisce sul lato esterno del ginocchio, sulla testa della fibula, e il semitendinoso, il semimembranoso ed il gracile (che è prevalentemente un adduttore),i cui tendini vanno a costituire, sul lato interno del piatto tibiale, l'espansione tendinea nota come "zampa d'oca".
  •  I muscoli della "zampa d'oca", oltre a coadiuvare l'estensione della coscia sul tronco, hanno prevalente azione di flessione della gamba sulla coscia, unita alla rotazione interna della tibia per quelli della "zampa d'oca", mentre il bicipite femorale è l'unico rotatore esterno del ginocchio ;
  • 3. l'unico muscolo laterale è il tensore della fascia lata,
  •  flessore, rotatore interno ed abduttore della coscia, la cui ampia fascia aponevrotica si inserisce sul bordo laterale del piatto tibiale .
  • Nella vita quotidiana ed anche nella pratica dell'aikido il muscolo del l'arto inferiore che viene usato maggiormente è il quadricipite femorale: esso è quindi uno dei muscoli più potenti e tonici del corpo umano;
  • il suo continuo potenziamento produce vari effetti sulla postura del corpo: in sinergismo con il quadrato dei lombi e l'ileo-psoas esso determina il normale atteggiamento di antiversione del bacino, che diventa però esagerato e poco economico negli atleti in cui esso è troppo sviluppato (ad esempio i calciatori).
  • I suoi antagonisti, gli ischio-crurali, non ricevendo dai movimenti naturali altrettanti stimoli al potenziamento, garantiscono l'equilibrio del bacino andando incontro a fenomeni di retrazione fibrotica che finiscono per determinarne accorciamento e perdita di elasticità, con effetti importanti di limitazione della flessione del tronco, di sovraccarico a livello del rachide lombare e, come vedremo, della mobilità del ginocchio e dei suoi menischi .
  • I MENISCHI
  • Sono due formazioni fibro- cartilaginee a forma di mezzaluna situate tra le superfici articolari del femore e della tibia: queste non corrispondono infatti perfettamente, e l'interposizione di queste due formazioni assicura una maggiore stabilità al ginocchio, sostenendone anche in parte il carico.
  • L'importanza di tale funzione di ammortizzamento del carico articolare è particolarmente evidente nelle persone che, avendo subito una grave lesione di un menisco, ne abbiano subito l'asportazione chirurgica:
  • il loro ginocchio va incontro a fenomeni di usura, e quindi di artrosi molto più precoci di quelli che si hanno in un ginocchio anatomicamente integro. Si considera l'esistenza di un menisco posto sul lato interno dell'articolazione
  • (menisco mediale), più sottile e meno mobile, ed i cui capi appuntiti sono più distanti tra di loro, e di un menisco posto sul lato esterno dell'articolazione
  • (menisco laterale), più largo, robusto e mobile, di forma quasi circolare .
  •  Le estremità ("corni") di entrambi i menischi si inseriscono sul piatto tibiale e sono quindi fisse, mentre la parte centrale dei due corpi meniscali è mobile e segue, ammortizzandoli, i movimenti di flessione, estensione e rotazione dei condili femorali sul piatto tibiale: da ciò si comprende come quando
  • la mobilità dei menischi sia limitata da qualche fattore o il ginocchio venga sottoposto bruscamente a movimenti estremi o non fisiologici,
  • i menischi possano rimanere intrappolati tra le superfici articolari di tibia e femore e, sottoposti ad una pressione eccessiva, rompersi e dare origine a seri problemi, normalmente di pertinenza chirurgica, a carico del ginocchio.
  • Il menisco mediale infatti è meno mobile di quello laterale in quanto sulla sua faccia laterale si inseriscono il legamento collaterale mediale e, più posteriormente, un'espansione fibrosa del tendine del muscolo semimbranoso: ciò spiega la maggior frequenza di lesioni di questo menisco rispetto a quello laterale .
  • I LEGAMENTI DEL GINOCCHIO
  • La stabilità del ginocchio è assicurata da diverse formazioni legamentose e tendinee assai robuste.
  • Anteriormente si trova il grosso tendine rotuleo,
  • prosecuzione del tendine del muscolo quadricipite, che si inserisce sul bordo anteriore del piatto tibiale. Si comprende quindi come un buon tono del muscolo quadricipite femorale sia essenziale per la stabilità di tutta l'articolazione del ginocchio:
  • l'indebolimento di questo muscolo permette infatti al ginocchio di ricevere sollecitazioni in direzioni non fisiologiche, che mettono sotto stress gli altri legamenti e la struttura articolare nel suo insieme .
  • I due legamenti collaterali mediale (interno) e laterale (esterno) garantiscono invece la stabilità del ginocchio impedendone movimenti di traslazione sul piano frontale . All'interno della cavità articolare si trovano i due legamenti crociati, che uniscono tra di loro le due superfici articolari di femore e tibia .
  •  La funzione di questi due legamenti è quella di mantenere a contatto tra di loro le superfici articolari durante i moviménti a cerniera tipici della flessoestensione del ginocchio: il legamento crociato anteriore impedisce quindi lo scivolamento in avanti della tibia rispetto al femore, mentre il legamento crociato posteriore esercita l'azione opposta.
  • In questo senso la loro azione è sinergica con quella dei legamenti collaterali, mediale per il crociato anteriore e laterale per il posteriore, come è dimostrato dall'alta frequenza di lesioni associate tra crociati e collaterali.
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