La Verità del corpo

NELLA SUA ESPRESSIONE SOMATICA E SESSUALE

In un mondo che diventa sempre piú industrializzato, standardizzato e disumanizzato, la sessualità sembra per molti l'unica forza capace di riconciliare l'uomo con la sua natura istintiva, inconscia e animale. Nel nome del progresso, la produttività sostituisce l'ispirazione, e la spontaneità cede il posto alla coercizione. Oggi è facile distinguere un atteggiamento coercitivo nel lavoro, nel gioco e nel sesso. L'unica speranza è che l'uomo si senta sempre meno soddisfatto del suo attuale sistema di vita e capisca che la gioia di vivere, che trova la sua piú alta espressione nell'orgasmo sessuale, minaccia di sfuggirgli.

Rollo May crede che la preoccupazione per l'orgasmo possa condurre a una nuova forma di nevrosi. Il pieno orgasmo, è un indice di salute mentale, perché rappresenta la capacità di un individuo d'integrare fra loro coscienza e inconscio, ego e corpo, affettività e aggressività in una reazione globale. L'uomo moderno è incapace di avere una piena esperienza orgastica nell'atto sessuale proprio perché gli manca quest'unità. Ad ogni modo, l'orgasmo non è il mezzo per ottenere una vita completa, ma il risultato di essa.
È un errore considerare l'orgasmo alla stregua del possesso di un potere mistico che permette di risolvere dei problemi personali.

Per curare i disturbi emotivi bisognerebbe cercar di eliminare i conflitti e le dissociazioni che lacerano l'unità della personalità moderna, senza insistere sull'orgasmo o sulla potenza orgastica.Il conflitto fondamentale è fra la natura razionale e la natura animale dell'uomo. è il conflitto fra l'ego e la sessualità, in cui l'ego rappresenta la consapevolezza della propria individualità, la conoscenza e il potere, mentre la sessualità rappresenta le forze inconsce che operano nel corpo. Queste forze inconsce devono essere riconosciute e messe sullo stesso piano di quelle assegnate alle funzioni "superiori" o della mente.

Il sapere, il potere e la ricchezza sono privi di significato se non contribuiscono al benessere generale dell'individuo ed al bene della società, e ciò può avvenire solo se non vengono ignorate le esigenze di espressione e di appagamento del corpo. Nella nostra cultura le esigenze del corpo sono negate, e a questo punto molti protesteranno. Rigidità e dell'immobilità fisica sono molto diffuse. Pochi sono consapevoli delle tensioni fisiche che si accompagnano ai loro problemi emotivi e li strutturano.  L'idea prevalente, è che i problemi emotivi siano puramente psichici e risiedano in qualche parte del cervello. Il pensiero popolare considera la mente e il corpo come due entità separate. Se si permette che questo tipo di pensiero persista, si crea un solco fra ciò che l’individuo  apprende e il suo modo di comportarsi.

Si lascia intatta in lui l'illusione che la conoscenza possa sostituire le sensazioni, e lo s'incoraggia ad evitare la verità che la funzione sessuale dell'individuo è un'espressione dell'unità del suo corpo e della sua mente.Le difficoltà sessuali sono intimamente connesse con disturbi fisici come tensioni muscolari, rigidità pelviche, spasticità della muscolatura delle gambe e difficoltà respiratorie. Il sesso è una funzione fisica che dipende dalla grazia e dalla coordinazione del corpo per il suo piacere e la sua soddisfazione.  È ingenuo credere che tutto ciò che basta per godere sessualmente sia una partner ben disposta.  È pura sofisticazione sessuale credere che la libertà sessuale sia un atteggiamento mentale.  Come può una persona essere libera di godere sessualmente se il suo corpo non si muove ritmicamente?  La sopravvalutazione dell'ego e dell'intelletto ha negato la verità del corpo.  Per l'ego, il corpo è un oggetto che deve essere controllato.  L'ego si sviluppa attraverso il suo controllo delle funzioni corporee.  Ma quando ci si spinge fino al punto di considerare il corpo come una macchina si rischia di perdere di vista l'unica verità che può salvare la salute mentale in quest'epoca confusa.

Carl Jung definisce con chiarezza questo problema: "Se siamo ancora prigionieri dell'antica idea di un'antitesi fra mente e materia, ci troviamo di fronte ad un'intollerabile contraddizione che può anche alienarci da noi stessi. Ma se possiamo riconciliarci con la misteriosa verità che lo spirito è il corpo vivente visto dall'interno, e il corpo la manifestazione esteriore dello spirito vivente - e corpo e spirito sono in realtà un tutto unico - allora possiamo capire perché il tentativo di trascendere l'attuale livello di coscienza deve tributare al corpo la dovuta considerazione.» . La verità del corpo si riferisce ad una consapevolezza dell'espressione, dell'atteggiamento e delle condizioni del corpo. La frase ha significato solo in termini di consapevolezza.  Conoscere la verità del corpo significa essere consapevoli dei suoi movimenti, dei suoi impulsi e delle sue limitazioni, ossia sentire ciò che avviene nel, corpo.

Se un individuo non avverte le tensioni, le rigidità o le ansietà del suo corpo, nega, in questo modo, la verità del suo corpo.  Questa negazione si manifesta a livello inconscio come un'incapacità di percepire le condizioni corporee, ed è spesso accompagnata dall'espressione della condizione o del sentimento opposto.
Spesso le persone mascherano un sentimento di malinconia con sorrisi forzati, col risultato che non hanno coscienza della loro tristezza,  altri nascondono i sentimenti ostili, manifestati dall'espressione fredda e dura degli occhi e dalla rigidità della mascella, con un'esagerata cortesia formale.

La verità del corpo non può essere nascosta da razionalizzazioni o da intellettualizzazioni. Una persona può razionalizzare la sua capacità di esprimere la collera dicendo che la collera è una reazione disdicevole.  In realtà, egli non può esprimere o tollerare la collera a causa di tensioni muscolari croniche nel cingolo scapolare.  L'orgasmo è una sensazione corporea che esprime l'amore per il partner.
L'impotenza orgastica denota una paura dell'amore in un individuo sessualmente maturo. Quante persone conoscono questa semplice verità del corpo? La sensazione che il cuore si "apre" all'amore è una verità del corpo. Questo porre in relazione fra loro il cuore e l'amore può non concordare con le vedute scientifiche, ma la scienza non si occupa dei sentimenti, ma solo dei processi meccanici del corpo. Quando la gente parla dell'amore senza nessuna sensazione corporea di tale emozione, parla d'immagini, non di sentimenti.

Certe persone trovano difficile dire "ti amo" perché non possono avvertire il sentimento amoroso.  Altri usano delle parole senza badare alle sensazioni corporee che essi implicano.  Cosí, la gente parla di desiderio sessuale senza sapere veramente che cosa sia un forte impulso sessuale, e desidera un contatto sessuale che possa farla sentire viva ed eccitata.  La dissociazione delle parole d'amore dagli impulsi sessuali è una caratteristica della sessualità.  L'espressione "ti amo" significa "ti desidero," ed è una richiesta d'amore piuttosto che la dichiarazione di un sentimento che coinvolge il corpo.

L'idea che il cuore sia la sede dell'amore va collegata al problema della potenza orgastica. In tutti gli individui nevrotici, si scopre che i muscoli del petto sono estremamente tesi. Inoltre, il diaframma è contratto, il ventre è risucchiato in dentro e le spalle sono rigide. Il cuore è letteralmente incassato in una corazza muscolare che lo protegge ma anche lo isola dalle sensazioni della zona genitale. Questa corazza spiega perché le sensazioni sessuali sono limitate agli organi genitali e non si estendono a tutto il corpo in una reazione orgastica completa.

Un'altra condizione fisica che interferisce con la potenza orgastica è costituita da un ventre piatto e trattenuto in dentro e dalle natiche rigide e strette fra loro. Si crede che in un uomo un ventre piatto sia un segno di virilità. Il portamento maschile ideale è quello del cadetto di West Point: pancia in dentro, petto in fuori, spalle quadrate. Ma questo portamento, che viene imposto ai soldati, è assurdo per quanto si riferisce alla sessualità. è una posizione che denota controllo, rigidità, ordine e forse autorità. Pone l'accento sui valori dell'ego, ma impedisce quella resa all'inconscio ed alle sensazioni che è indispensabile per lo sfogo orgastico.

Riduce il corpo ad uno strumento della volontà, e diminuisce la potenza orgastica. La contrazione del ventre fa sí che le sensazioni sessuali non pervadano il bacino, isola l'organo genitale dal resto del corpo e la trasforma in uno strumento. La contrazione delle natiche limita ulteriormente le sensazioni sessuali, e dà alla spinta pelvica un carattere sadico per la violenza dei movimenti. Il pene è trasformato in un'arma.

Questa posizione può essere definita mascolina solo nel senso che nega il lato femminile della natura dell'uomo. Le delicate sensazioni sessuali che si estendono a tutto il corpo sono considerate dall'ego come caratteristiche femminee. è difficile capire perché spesso le donne cerchino di adeguarsi ai canoni della bellezza maschile.  L'uomo trova nella verità del suo corpo e dei suoi desideri sessuali una guida per una condotta morale ed etica che può appagare il suo essere e soddisfare la sua natura.

Reich, propose una morale basata sul concetto dell'autoregolazione genitale.
Quando i pazienti erano diventati capaci di abbandonarsi completamente all'esperienza sessuale, la loro intera personalità cambiava radicalmente.
Gli atteggiamenti coercitivi verso il lavoro e verso il sesso scomparivano. La promiscuità sessuale cessava, non per qualche coercizione morale, ma perché questo tipo di comportamento non offriva al paziente la soddisfazione che egli desiderava.
Il "carattere genitale," come Reich definí l'individuo che ha raggiunto questa capacità, è in grado d'integrare fra loro il sesso e l'amore.

Il sesso, per l'individuo provvisto di una struttura caratteriale genitale, è un'esperienza importante e piacevole. Per l'individuo nevrotico, «l'atto sessuale è essenzialmente una dimostrazione di potenza. Millenni di repressione sessuale e di moralità coatta hanno inculcato nell'uomo moderno la paura della libertà e del piacere sessuale.  Reich pose questo interrogativo: "Perché il concetto della rigida antitesi fra natura e cultura, istinto e morale, corpo e mente, demonio e Dio, amore e lavoro, diventò uno dei principali caratteri della  nostra cultura ? " Le sue risposte, tuttavia, furono essenzialmente negative: "Per poter sopravvivere, l'uomo dovette combattere e distruggere in se stesso ciò che aveva di piú vero, piú bello e piú personale," e "La corsa al denaro, come essenza e scopo della vita, contraddice ogni sentimento." Queste risposte sono fondamentalmente vere.

La tragedia che risulta da queste contraddizioni nella natura umana è evidente per tutti. Ma Reich non ha approfondito la storia della coscienza umana come invece hanno fatto Jung e Neumann.

La lotta per il raggiungimento della coscienza, dell'individualità e della cultura fu difficile. Il prezzo, secondo il giudizio dell'uomo moderno, può essere stato troppo alto, ma finora non è stato molto posto in discussione, fuorché da pochi grandi pensatori. Noi dobbiamo ottenere nuove conoscenze, trovare nuove vie, sviluppare delle tecniche che ancora non possediamo. Il concetto dell'autoregolazione basata sulla piena potenza orgastica è una visione, non una capacità.

Un individuo libero (libero da conflitti nevrotici) può cercar di riconoscere i fattori che gli permettono di avere una vita creativa, uno dei quali - forse il fattore chiave - è la capacità di avere una completa esperienza orgastica nell'atto sessuale.

Il problema non è il sesso, ma la sessualità.  E la sessualità è una funzione del corpo, non solo dell'apparato genitale.  Reich fece un grave errore contrapponendo il carattere "nevrotico" a quello "genitale."  Ogni adulto è un tipo "genitale" nella misura in cui ha una vita sessuale.  Egli può affermare a buon diritto che, dal momento che il sesso è importante per lui, egli funziona "genitalmente.

" Il termine "nevrotico" può essere contrapposto solo al termine "sano." La nevrosi e la salute sono le due estremità di una scala in cui la salute significa la capacità di godere la vita e la nevrosi l'incapacità di goderla.' Questi sono criteri soggettivi. Oggettivamente, la salute deve rappresentare una condizione corporea, cioè la condizione di un corpo vivo, vitale, libero da tensioni muscolari croniche, coordinato nei suoi movimenti e armonioso, un corpo con cui la personalità s'identifichi completamente.

In altre parole, la salute non può essere disgiunta dagli attributi della bellezza, della grazia e della spontaneità. Un corpo cosí è sessualmente vivo.Il problema non è la genitalità, ma la sessualità.

L'omosessuale ha delle sensazioni genitali ma che nel resto del suo corpo è relativamente "morto." Ciò è vero in varia misura di tutti gli individui nevrotici, e spiega la loro incapacità di avere una totale reazione corporea nell'acme sessuale. In effetti, quando si produce una forte eccitazione genitale dissociata dalla sensibilità nel resto del corpo, è esperimentata come sgradevole.

L'attività omosessuale sorge dal bisogno di "liberarsi» da questa sensazione spiacevole. Ma l'omosessuale è schiavo della sua perversione perché crede che la sensibilità genitale sia l'unico mezzo per sentirsi vivo. Questa convinzione si basa sull'ignoranza della verità: la verità che il suo corpo è rigido, immobile e insensibile. Solo questa verità può liberarlo, perché solo mobilitando la sensibilità corporea può superare i timori che gli impediscono di accostarsi con animo rilassato a una donna.

Noi non siamo abituati a pensare tenendo presente la verità del corpo.
Per troppo tempo il pensiero occidentale ha considerato il corpo come un meccanismo, come uno strumento della volontà o una dimora dello spirito. La medicina moderna, nonostante tuttii suoi progressi, è ancora legata a questa concezione.
Noi non prendiamo sul serio il nostro corpo a meno che qualcosa in esso non funzioni a dovere, nel qual caso ricorriamo ad un uomo che "ripari il guasto.

" Non abbiamo ancora accettato questa semplice ipotesi di Jung: "Dal momento che esiste una forma corporea, come esiste una forma di comportamento e una forma mentale, una caratteriologia generale deve spiegare il significato tanto dei caratteri fisici quanto di quelli psichici." Anche qui, le basi di questa caratteriologia sono state poste dal genio di Reich.L'individuo in contatto col suo corpo e con i suoi sentimenti non mente. Egli non mente per non sentirsi in torto. I bambini non amano dir bugie; dicono che mentire li fa sentire "cattivi." Se un uomo si presenta a se stessa in modo non veritiero, crea un conflitto interiore fra l'immagine proiettata e la realtà individuale.

Questo conflitto è esperimentato dalle persone sane sotto forma di tensioni fisiche, ed è provocato dal tentativo del corpo di conformarsi all'immàgine, cosa che esso non può fare. Ma se una persona non è in contatto con le sue sensazioni corporee, non percepisce questa tensione. Mentre afferma qualcosa di falso, egli può non accorgersi neppure di mentire.

Questa forma di falsità è tipica della personalità psicopatica. Quasi tutti gli psichiatri giudicano questo tipo d'individuo privo di coscienza. Una dissociazione analoga si verifica spesso nel comportamento sessuale maschile. È raro che un uomo che perde la propria erezione prima del coito o durante affronti onestamente questa reazione.
I commenti comunque, come riferiscono le ragazze, sono: "Questo non mi era mai accaduto," "Non capisco," oppure "La prossima volta andrà tutto bene." La verità, espressa dal suo corpo, è che egli non desidera piú la ragazza.

Ciò può avvenire in seguito all'ansietà, ai senso di colpa o alla paura. Egli può sentirsi a disagio in questa situazione, può temere che la ragazza pretenda una relazione duratura, essere preoccupato circa la sua capacità di soddisfare una donna, e cosí via.
Sono certo che ogni uomo in questa situazione si rende conto, a qualche livello di coscienza, dei suoi veri sentimenti. Se egli può accettarli ed esprimerli, il conflitto può essere risolto e la sua potenza può ritornare. Se invece ha paura di affrontare la realtà del proprio corpo o dei propri sentimenti, mente, finge e adotta una posa.

Tutte le forme di falsità e di menzogna rappresentano una fuga dalla realtà dell'individuo e del corpo. È certo che corpo e individualità non possono essere due entità separate.La  moralità ed un sistema di valori interiore possono essere basati su principi dell'autoconoscenza e dell'autoaccettazione, che comprendono la verità del corpo.

Questo sistema non condurrebbe all'egotismo o all'interesse esclusivo per il proprio bene personale. Solo quando una persona è in contatto col proprio corpo, pienamente consapevole dei suoi sentimenti, delle sue tensioni e delle sue capacità è in grado di esprimere giudizi morali, anche se limitati al suo comportamento personale.
Anziché formulare dei codici, dovremmo cercare un "sistema." Il sistema per ottenere una vita piú ricca necessita senz'altro di un'esperienza piú piena del corpo e della sua sessualità.

La maturità sessuale non è un obiettivo, ma un sistema di vita. L'individuo sessualmente maturo ha il coraggio di affrontare la verità del suo corpo, e di conseguenza rispetta i propri sentimenti e se stesso. Egli rispetta anche la partner sessuale, la gente in generale e il fenomeno della vita in qualunque forma si manifesti.  La sua autoaccettazione abbraccia tutto ciò che egli ha in comune con gli esseri umani: la vita, la libertà e l'impulso sessuale.

La persona che odia se stessa odia il proprio corpo e i corpi delle altre persone.
Affermando il suo diritto alla felicità sessuale, la persona matura accorda agli altri lo stesso diritto. Essa possiede ciò che chiamo un "cuore aperto." Avendo il proprio cuore aperto e non chiuso, la persona sessualmente matura dà tutta se stessa a coloro che ama. Di rimando, ciascuno ama erispetta l'individuo dal cuore aperto.

Egli si dedica con entusiasmo alle proprie attività, ed è completamente soddisfatto dei loro risultati. Egli è, come è ovvio, orgasticamente potente. L'individuo dal "cuore chiuso" ha paura d'amare, è questa paura che lo fa agire in modo nevrotico. Egli conosce il significato dell'amore, è consapevole del proprio bisogno d'amore, ma non può aprire il cuore a sentimenti amorosi. Certamente, non è nato cosí, esiste una storia di delusione amorosa in tenera età. Alcune persone ricordano come, da bambini, piangessero per chiamare una madre che non rispondeva.  Alcuni rammentano l'immagine della "madre cattiva" la cui irritazione per le continue richieste del si manifestava in modi duri od ostili.

La combinazione fra le ripetute delusioni e la paura determina una difesa contro ulteriori offese. Questa difesa assume la forma di una «corazza" espressa fisicamente in una rigidità cronica della muscolatura del petto. Il corpo diventa "chiuso," imprigionato in una rigida cassa toracica che limita la respirazione e soffoca i sentimenti. Ogni paziente nevrotico soffre di disturbi respiratori prodotti da tensioni croniche nel petto e nel diaframma.

Psicologicamente, la persona dal "cuore chiuso" esprime questo atteggiamento: "Ti amerò se tu mi ami." Le condizioni sono negazioni. L'individuo nevrotico non può amare ma proietta la sua incapacità sugli altri.Esiste un modo rapido e semplice per eliminare i disturbi nevrotici.  Per poter avere un "cuore aperto," un individuo deve sentirsi abbastanza sicuro di sé da rischiare la delusione e abbastanza forte da affrontare la paura di essere solo.

Egli deve risolvere tutti i conflitti nevrotici, che infrangono il senso dell'individualità e impediscono la sua completa identificazione col proprio corpo. Inoltre egli deve superare la tendenza culturale a dissociare 1'ego dal corpo e l'amore dal sesso. Ciò non avviene facilmente, ma la salute e la felicità valgono lo sforzo.  La crisi sessuale della nostra epoca non potrà essere risolta senza mutamenti fondamentali di pensiero e di atteggiamenti. È necessario che sorga un nuovo ordine personale e sociale basato sulla comprensione della verità del corpo.  Il rispetto che l'uomo prova per le possibilità della sua mente, che gli sembrano senza limiti, non dovrebbero indurlo a perdere il rispetto per l'infinita saggezza del corpo. La sessuologia scientifica, per essere valida, non deve ignorare il mistero dell'amore e non può disgiungerlo dall'atto sessuale.