Mal di Schiena

 

  • Il mal di schiena è una condizione fastidiosa che, secondo alcune indagini, interessa quattro persone su cinque nel corso della vita e può essere dovuta a cause diverse. Si può trattare di un semplice fastidio che riguarda la muscolatura che circonda la colonna vertebrale, provocato da una posizione scorretta, da un movimento errato o da un colpo d'aria, oppure può essere il sintomo di un problema più serio, come un'ernia del disco. Noi prenderemo in considerazione solo il mal di schiena che nasce da posizioni viziate o da movimenti eseguiti in maniera scorretta. Nel corso della giornata sono tanti gli atteggiamenti e i movimenti che, se mantenuti per lungo tempo o eseguiti ripetutamente in maniera scorretta, possono causare alterazioni alla colonna vertebrale che degenerano in fastidiosi doloretti. Cominciamo a fare alcune considerazioni sulla posizione seduta. È stato stimato che nell'arco dell'intera esistenza passiamo il 30-40% del tempo seduti. Questa posizione  se errata, ha effetti negativi non solo sulla colonna vertebrali ma anche sull’apparato circolatorio, su quello respiratorio e sugli organi interni. Raramente i divani, e le poltrone vengono concepiti con l'idea di salvaguardare il rachide e sostenerlo nelle varie curve fisiologiche e quanto più si «sprofonda» in poltrona, tanto più la colonna vertebrale viene posta in stato di sofferenza. Dobbiamo quindi prestare particolare attenzione al modo in cui ci sediamo per studiare, lavorare, persino quando ci rilassiamo. La spalliera della sedia deve essere perpendicolare al piano di seduta per scaricare totalmente il peso senza che questo gravi sulla colonna vertebrale e la sedia dovrebbe essere provvista di braccioli perché, sostenendo gli avambracci, permettono di allentare il carico sulle spalle. Chi è costretto a passare molte ore alla guida di un automezzo, e quindi è obbligato a mantenere a lungo una posizione innaturale, può accusare dolori e limitazioni funzionali al rachide per le continue sollecitazioni cui viene sottoposto. Inoltre le frenate, i sobbalzi, le traslocazioni veloci e improvvise di tutto il corpo spesso ne sono cause degenerative.
  • Vediamo qualche altro movimento che, se compiuto scorrettamente, può causare problemi alla schiena. Quando dobbiamo raccogliere un oggetto caduto a terra l'azione più istintiva è quella di flettere il busto in avanti, tenendo gli arti inferiori rigidi. Anche quando dobbiamo sollevare un peso facciamo pressoché lo stesso movimento, cosi pure quando ci laviamo il viso o i denti al lavandino. In questo modo graviamo la schiena di carichi e pressioni elevati. Per eseguire il movimento correttamente bisogna invece abituarsi a piegare le gambe. Diremo quindi che c'è una profonda relazione tra il modo in cui spostiamo o solleviamo un carico e la pressione esercitata sulle vertebre e i muscoli spinali. Il peso diventa tanto più grande quanto più la vertebra è situata in basso nella colonna vertebrale. Facciamo un esempio: in un ragazzo alto 1,80 m, il capo peserà circa 3 kg, le braccia 14 kg, il busto 30 kg, per cui l'ultima vertebra lombare dovrà sopportare una pressione complessiva di 46-47 kg. Per sollevare un peso di 10 kg avendo cura di tenere le gambe leggermente piegate e la schiena dritta, i muscoli spinali dovranno produrre una forza di circa 141 kg. Per sollevare un peso di 10 kg con le gambe tese e il busto flesso in avanti i muscoli spinali dovranno produrre una forza di circa 256 kg. O Infine, per sollevare lo stesso peso a braccia distese occorrerà una forza 363 kg.
  • Il massimo carico che il disco vertebrale può sopportare varia da 282 a 726 kg.
  • Tutti gli atteggiamenti scorretti che abbiamo descritto sottopongono i piccoli muscoli dorsali a eccessivi sforzi e stiramenti che portano a deformare e limitare i movimenti dei legamenti, provocando il mal di schiena. L,'attività fisica può essere dunque importante per irrobustire e tonificare le fasce muscolari che si trovano lungo la colonna e favorire cosi il benessere della schiena, tenendo ben presente che gli esercizi devono essere eseguiti lentamente e interrotti appena si avvertono la resistenza o dolore, che è un manifesto segnale del nostro organismo. E quindi indispensabile intervenire non solo per alleviare, ma anche per eliminare ciò che lo ha provocato.
  • In caso di eccessivo sforzo sui dischi intervertebrali, si deve intervenire con esercizi e posture che non li comprimano.
  • Piante dei piedi a terra, gambe piegate, busto eretto, braccia in alto, mani in presa a una sbarra posta a un'altezza idonea per poter effettuare una completa distensione delle braccia e della schiena, mantenere la posizione per 30". In caso di una forzata ed eccessiva estensione a livello delle vertebre lombari è conveniente svolgere esercizi e posture di compenso in flessione.
  • Dalla posizione di partenza distesi a terra ventre in alto (decubito supino), le braccia lungo i fianchi, gambe piegate leggermente divaricate, flettere le gambe al petto e afferrare le ginocchia. Tenere la posizione per 30". Ritornare alla posizione di partenza. In caso di eccessiva flessione della spina dorsale è opportuno compiere esercizi e posture che reintegrino la curvatura della lordosi nel tratto lombare.  
  • Dalla posizione di partenza distesi a terra ventre in basso (decubito prono), braccia semi piegate, palmo delle mani a terra, tendere le braccia e la schiena dietro alto. Tenere la posizione per 30".
  • Dalla posizione di partenza supini, braccia aperte a croce, palmo delle mani a terra, gambe flesse, tenendo le ginocchia unite flettere le gambe a terra lateralmente, prima a destra poi a sinistra. Ripetere 20 volte.