Metabolismo energetico

Metabolismo energetico

La produzione del calore corporeo è una funzione intimamente connessa alla personalità nel suo complesso. Riconosciamo questo rapporto nel linguaggio. Definiamo una personalità come « calda » o « fredda ». Una persona calda è dotata di sentimenti, una persona fredda ne è priva. Il concetto di calore è anche usato per definire l'umanità, come quando opponiamo il calore umano alla freddezza della macchina. In senso lato, la personalità schizoide è diventata fredda nei confronti del mondo, e i suoi sentimenti sono a livello minimo.

Certi stati emotivi accrescono il calore corporeo, mentre altri lo diminuiscono. Si bolle di collera, si gela di paura. Il corpo si scioglie d'amore e raggela di terrore. Noi tutti sappiamo per esperienza personale che questi aggettivi sono piú di un modo di dire, che riflettono davvero ciò che succede nei nostri corpi. Quando siamo agitati, per collera o per amore, il metabolismo del corpo cambia. Il nostro ritmo si accelera. Respiriamo piú a fondo, ci muoviamo piú rapidamente, produciamo piú energia. Il rialzo della temperatura corporea è un sintomo dell'accelerazione metabolica. Sentimenti come timore, disperazione e terrore hanno un effetto depressivo sul corpo. Anche quando questi sentimenti sono rimossi, il metabolismo del corpo riflette la loro influenza. La freddezza dello schizoide è in rapporto diretto col timore o il terrore insito nella sua personalità. Ci sono delle prove obbiettive che la temperatura epidermica degli schizofrenici è inferiore alla norma. F.M. Shattock ha constatato che una significativa percentuale di psicotici ha estremità cianotiche (piedi e mani lividi e freddi a temperatura ambiente).

Un altro ricercatore, D.I. Abramson, ha notato una vasocostrizione eccessiva nelle arteriole dei pazienti schizofrenici esposti al freddo. Ha osservato un miglioramento nella loro condizione dopo il trattamento. é stato provato anche che la tendenza ad avere un metabolismo basale rallentato è tipica della schizofrenia. R.G. Hoskins, che ha fatto uno studio approfondito di questa funzione nella schizofrenia, afferma:  Eravamo e siamo del tutto convinti che una delle caratteristiche della psicosi, evidente a livello metabolico, è una carenza nell'apporto di ossigeno .La bassa temperatura del corpo dello schizofrenico e dello schizoide riflette un metabolismo energetico disturbato.

La temperatura epidermica inferiore alla norma, la sua eccessiva vasocostrizione e il rallentamento del metabolismo basale suggeriscono che il modo di reagire allo stress della vita sia di tipo infantile. La sua reazione al freddo è simile a quella di un lattante che non può mobilitare l'energia necessaria per affrontare questo stress. Ha gli stessi bisogni di dipendenza dell'infante: essere tenuto, protetto e riscaldato. In altre parole lo schizofrenico (e lo schizoide in grado minore) non è completamente preparato a condurre un'esistenza indipendente. La sua riluttanza a respirare e la respirazione superficiale esprimono la tendenza a regredire a un livello infantile di esistenza.
Lo schizoide si aggrappa all'illusione che la sopravvivenza dipenda da una figura materna che soddisfi i suoi bisogni di calore, protezione e sicurezza.

Tagliare il cordone ombelicale che lo lega a questa immagine materna equivale a gettarlo in un mondo ch'egli considera freddo, ostile e insicuro. Questa dipendenza infantile colpisce i genitori quando la scorgono nei figli che supponevano adulti. Ho spesso sentito genitori lamentarsi che il figlio « si comporta come se spettasse al mondo di mantenerlo ». Ma un genitore può stupirsi soltanto se ha ciecamente trascurato le difficoltà e i problemi presentati dal figlio nel periodo della crescita. Il corollario di questo concetto è che l'indipendenza fa emergere nello schizoide una sensazione di panico.

L'indipendenza è da lui sentita come uno stato di emergenza che richiede misure di emergenza. E queste misure sono: 1) la respirazione costale, 2) la tendenza a un metabolismo anaerobico, 3) la riduzione della motilità.
1. La caratteristica di emergenza della respirazione costale è stata analizzata nella prima parte. In breve, nello schizoide la respirazione costale sostituisce la respírazione addominale e non può provvedere un adeguato rifornimento di ossigeno.
2. Sotto stress, questa mancanza di ossigeno può portare a un metabolismo anaerobico (liberazione di energia di riserva senza introduzione di ossigeno).

Questo tipo di metabolismo è un metodo meno efficiente di produzione energetica ed è chiamato « reazione di allarme » da J.S. Gottlieb e collaboratori, « dal momento che sembra si faccia ricorso ad essa come reazione produttrice di energia nelle situazioni di emergenza » . Questi ricercatori hanno constatato che questo tipo di metabolismo era caratteristico degli schizofrenici cronici.
Nella condizione schizoide questi meccanismi di emergenza tendono a diventare il modo di reazione « normale », dato che lo schizoide considera la vita quotidiana un problema di sopravvivenza. Ne consegue, perciò, che in caso di crisi reale lo schizoide non ha riserve su cui contare. Hoskins arriva a questa conclusione dallo studio della biologia della schizofrenia.