Neurofisiologia nella Pratica

 

 

 

  • La pratica dell'Aikido non è finalizzata all’agonismo e, quindi, la competizione intesa come necessità di prevalere, o bisogno di superare dei records non ha ragione d'essere. Al contrario, una forma di competizione pura ed istruttiva come quella che s'instaura con se stessi, nella volontà di migliorarsi come essere umani, è necessaria come motivazione alla pratica e indispensabile per una crescita continua.
  • L'apprendimento sul tatami di gesti atletici quali UKEMI (caduta), SHIKKO (movimento in ginocchio) fino ad arrivare alla raffinata coordinazione psicomotoria di KOSHINAGE, per esempio, necessita di un costante allenamento inteso sia come processo di sviluppo delle capacità condizionali (forza, resistenza e velocità) e coordinative (equilibrio, ritmo ed elasticità), sia come processo di adattamento fisiologico dell'organismo.
  • La volontà di migliorarsi in termini morali, e quindi sociali e la ricerca della perfezione tecnica come trampolini verso il riequilibrio psicofisico, si fondono come motivazioni nella pratica e quindi nell'allenamento.
  • Al fine di entrare un po' più specificamente nell'analisi dei benefici funzionali della fisiologia dell'organismo, raggiungibili con la pratica costante dell'Aikido, occorre collocare in termini scientifici questa disciplina, quale attività motoria, e riconoscerne alcune caratteristiche.Tra tutte le classificazioni fisiologiche delle attività motorie la più diffusa è quella del Dal Monte che divide le attività in base all'impegno dell'apparato respiratorio: avremo quindi attività ad impegno prevalentemente anaerobico, con durata da
  • 20" a 45" (per esempio, atletica 200 m. piani); attività ad impegno aerobico - anaerobico massivo, con durata
  • tra i 40" e 5' (nuoto 100 m e 200 m, atletica 400 ad ostacoli); attività di tipo prevalentemente aerobico con durata superiore a 4'-5' (canottaggio, atletica 1500m), attività con impegno aerobico - anaerobico alternato in cui rientra tra le altre l'Aikido.
  • In termini puramente pratici ciò sta a significare che durante una lezione noi riusciamo ad allenare l'apparato respiratorio in tutte le sue funzioni, aumentandone la capacità vitale, il volume espiratorio al secondo e la massima ventilazione volontaria. Un allenamento costante induce un abbassamento della frequenza respiratoria a riposo con l'aumento della profondità degli atti respiratori e il conseguente aumento dei volumi polmonari. Se l'allenamento è iniziato in età evolutiva tale incremento risulta maggiore.
  • Questi eventi ci permettono di ottenere una respirazione più efficace aumentando l'ossigenazione del sangue e migliorando gli scambi gassosi negli alveoli polmonari, garanzia, per altro, di prevenzione alle malattie tipiche di questo apparato, prima fra tutte l'asma. Un'altra classificazione delle attività motorie può essere fatta in base all'impegno cardiovascolare. In tal caso si tiene conto oltre che del sistema di liberazione di energie prevalentemente utilizzato in ogni disciplina (forza, destrezza, ecc...), di tutta una serie di altri elementi legati, per esempio, al fattore tempo (ritmo del movimento), e del tipo di sforzo (statico o dinamico), all'impegno neuro sensoriale.
  • Premesso ciò, e riconoscendo nella pratica dell'Aikido le caratteristiche di una attività con lavoro muscolare bivalente, sia statico che dinamico e di forza esplosiva, si conferma l'ottimizzazione, attraverso di essa, dell'allenamento dell'apparato cardiovascolare. Tale ottimizzazione significa che avvengono degli adattamenti a carico di questo apparato, come l'aumento del volume del cuore e della gittata sistolica, l'aumento del calibro dei grossi vasi venosi ed arteriosi che migliorano notevolmente la circolazione del sangue e rafforzano il muscolo cardiaco garantendo prestazioni ottimali e preservandoci da eventuali malattie cardiovascolari. Il miglioramento delle funzioni fisiologiche sopra descritte, indotte da un corretto allenamento, contribuisce quindi al raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico intenso.
  • La garanzia che ciò avvenga è che la pratica sia costante nel tempo e non intervallata da lunghi periodi di pausa nei quali si perdono, quasi immediatamente, gli effetti benefici dell'allenamento, e che sia diretta ed interpretata con estrema serietà e coscienza.