Orrore e Terrore

Quali problematiche genera il terrore e l'orrore vissuto da alcuni soggetti quando erano bambini nelle proprie famiglie.

L'insegnante di Aikido dovrebbe tenere in debilto conto delle manifestazioni Fisiche e Psico-Emotive durante la pratica.

 

 

ORRORE" personalità Narcisistica"    &     TERRORE " Personalità Schizoide"

  • Il termine terrore spesso viene usato indifferentemente al posto di orrore, come di un'emozione, o meglio, di uno stato di paura estrema. “La personalità schizoide, per esempio, si sviluppa per reazione al terrore, non all'orrore”. A differenza del terrore, tuttavia, l'orrore non è un'emozione perché manca in esso la partecipazione affettiva.Secondo la definizione del vocabolario, la parola terrore indica una paura intensa, prolungata nel tempo, che può far riferimento a pericoli immaginari o a venire. "Orrore" implica un senso di shock e di spavento.
  • Il pericolo a cui fa riferimento ha qualcosa di maligno e può minacciare altri oltre a se stessi. Nell'orrore può esservi un elemento di paura (la radice latina della parola significa "grande paura"), che però non è dominante. Ciò che predomina è un senso di repulsione, associato con il suo opposto, l'attrazione. I film dell'orrore, per esempio, fanno leva su questo duplice aspetto.
    Due caratteristiche dell'orrore sono importanti in questa analisi.
  • Una è il suo focalizzarsi su un pericolo corso da altri.L'altra è il modo in cui l'esperienza dell'orrore colpisce il soggetto.Si immagini la prospettiva di morire in un incidente aereo: è terrificante. Ma l'idea che questo incidente capiti ad altri fa inorridire.Si è presi da orrore quando si è testimoni di un'aggressione brucale contro un'altra persona, ma terrorizzati quando l'attacco è contro noi stessi.
  • I militari possono descrivere il terrore provato in guerra, mentre chi non combatte tende a sottolinearne gli orrori.Naturalmente la guerra può destare al tempo stesso terrore e orrore in coloro che vi sono coinvolti. Una volta capito questo, capiremo anche che la reazione alla violenza in talune famiglie è una reazione di orrore.L'orrore non è un'emozione perché a esso non è associato nessun movimento, nessun moto. Nel terrore, invece, entra in gioco una forza motrice, effettiva o potenziale.Il termine terrore rimanda alla parola greca trein ("fuggire") e al sanscrito trasati ("colui che trema"). Molti di noi hanno sperimentato il tremito o l'agitazione che seguono uno scampato pericolo: è la nostra reazione al terrore provato alla prospettiva di un grave danno.Nell'orrore non c'è reazione fisica. Secondo il vocabolario, l'orrore è essenzialmente uno "shock":Il terrore può produrre uno stato di shock.
  • Quando un gatto affonda gli artigli o i denti in un topo, in quest'ultimo si produce uno stato di shock che non gli fa sentire il dolore. Possiamo osservare che il topo, lasciato temporaneamente libero, rimane fermo per un momento, paralizzato. Se lo shock passa, allora tenta di scappare.Diciamo che una persona è raggelata dal terrore.Nello shock il sangue viene ritirato dalla superficie del corpo paralizzando la muscolatura volontaria. Il risultato è che il soggetto diventa pallido è spesso sviene.La preda non sente dolore perché lo shock intorpidisce il corpo, agendo come un anestetico locale.Nell'orrore, contrariamente a quello che accade nel terrore, il corpo rimane relativamente impassibile perché non c'è minaccia di pericolo fisico.L'orrore agisce in primo luogo sulla mente. Stordisce, paralizza l'apparato mentale come il terrore paralizza quello fisico.Ci si può allontanare da una scena di orrore in apparenza non turbati fisicamente, ma incapaci di pensare a qualcosa che non sia l'orrore di cui si è stati appena testimoni.
  • La scena viene continuamente vista e rivista nella mente, nel tentativo di darle una qualche spiegazione. Ma non se ne trova nessuna. Non si può integrare quell'esperienza perché l'orrore, per sua stessa natura, è incomprensibile.Rimane nella mente come una particella di cibo indigeribile potrebbe fermarsi nello stomaco, producendo un analogo senso di disgusto e di ripugnanza: si vorrebbe vomitare per liberarsene. Questo è il lato repulsivo dell'orrore.
  • Dracula e Frankenstein sono tipici protagonisti dei film d'orrore. Dracula, risorto dalla morte, che beve il sangue di vittime innocenti, è un'immagine della fantasia. Ma in qualche modo deve essere reale se si pensa all'effetto che ha su di noi. L'idea che esistano creature che possono bere il sangue umano può essere una fantasia oggi, ma potrebbe essere stata una realtà ai primordi della storia evolutiva, quando l'uomo era vulnerabile agli attacchi degli animali predatori. Se immaginiamo di essere vittime di un attacco di quel genere veniamo presi dal terrore. Nei film dell'orrore il terrore è minimo, perché ci sentiamo relativamente al sicuro; ci affascina e ci ripugna, e reagiamo soltanto all'orrore.
  • Ma questo può avere qualche rapporto con il fatto che in tempi remoti l'umanità riteneva che il mondo fosse popolato di spiriti buoni e cattivi, di dei e dee benigni che contrastavano i mostri e i demoni. La mitologia greca abbonda di storie di eroi che combattono i mostri, come Ercole che distrugge l'Idra un serpente dalle nove teste e dal fiato così velenoso da uccidere chiunque ne venga appena contaminato  oppure come Perseo che distrugge Medusa una delle Gorgoni, che era così orrenda da pietrificare istantaneamente chiunque la guardasse in viso.Questi mostri rappresentano le forze selvagge, incontrollabili e incomprensibili della natura.La vittoria umana su questi orrori simbolizza la capacità dell'uomo di vincere con il coraggio, la forza e l'intelligenza la primitiva paura dell'ignoto.A molti oggi la natura, anche nei suoi aspetti più spaventosi (uragani e terremoti), non appare mostruosa e angosciosa. Ma a battaglia non è ancora vinta del tutto; nella natura umana i sono ancora forze incomprensibili che possono suscitare un senso di orrore. Dracula e Frankenstein sono mostri dall'aspetto umano.
  • Purtroppo ci sono anche dei mostri umani.Molti, per esempio, consideravano Hitler un mostro e le foto dei campi di concentramento nazisti suscitano ancora in noi un senso di orrore.Questi mostri sono caratterizzati dalla mancanza di sentimenti umani. Gli autori di una strage, i criminali sessuali e i rapinatori sono considerati dei mostri.Il loro comportamento è incomprensibile a una persona normale e suscita orrore.Ecco un esempio, fin troppo comune: una madre che passeggiava con il figlio di sei anni per strada venne assalita e picchiata brutalmente. Il piccolo assistette inorridito, ma parve che la scena non lo toccasse. Probabilmente riusciva solo a pensare: "No, è impossibile. Non sta succedendo davvero. Perché? Non capisco." Vedeva i rapinatori come dei mostri.L'orrore non è la sola reazione di fronte a un evento incomprensibile; può esservi anche lo sgomento.Una situazione che la mente non può comprendere sarà vista con orrore o sgomento, a seconda che abbia connotazioni negative o positive per colui che vi assiste. Lo spettacolo di uno stormo aereo che vola sopra di noi per bombardare il nemico può essere causa di sgomento. La stessa formazione, vista dal nemico, può suscitare un sentimento di terrore se si pensa di essere minacciati in prima persona dall'attacco, o di orrore se l'attacco sembra essere diretto altrove e ci si sente al sicuro.
  • Tuttavia nella maggior parte delle situazioni di orrore c'è qualche elemento di terrore, dato che non si può evitare del tutto un'identificazione con la vittima e dunque un vissuto di paura.
    La distinzione tra orrore e terrore ci permette di capire una differenza essenziale tra i disturbi narcisistici e quelli schizoidi.La personalità schizoide ha origine direttamente da un'esperienza di terrore.
  •  Il corpo dello schizoide è raggelato dal terrore: è in uno stato di shock. Il sangue e l'energia sono ritirati dalla superficie del corpo, che spesso è freddo chiaro e privo di vitalità.L'esperienza dell'orrore invece ha avuto un'influenza relativamente scarsa nel corpo del narcisista.L'incapacità di risposta emotiva ha origine dalla negazione di sentimenti che tuttavia in potenza sono presenti.
  • Ma le esperienze del terrore e dell'orrore non si escludono a vicenda. Una persona può essere soggetta a entrambe, con il risultato che la sua personalità può presentare tendenze sia narcisistiche che schizoidi. La valutazione di un caso del genere dipende dal grado in cui ciascun fattore è presente. Diventa un problema di giudizio clinico.


L'ORRORE NELLA FAMIGLIA

  • Una madre isterica e un padre violento divengono per alcuni bambini un incubo.
    Il loro comportamento è incomprensibile, specialmente per quei figli  che credono che ai propri genitori importi l'uno dell'altro,  e che amano i figli.
  • Come succede sempre con gli incubi, il ragazzo tenta di dimenticare quello che ha visto.Ma non è facile dimenticare un incubo tutto quello che si può fare è non dargli peso, come se appartenesse a un altro mondo, un mondo irreale.
  • Ci si dissocia da esso , ci si dissocia dal passato negandone la realtà.Si soffoca ogni desiderio di essere unito ai propri genitori, cosa che consente di negare la tristezza, la collera e la paura.Il blocco era così efficace che talvolta anche  durante la terapia diviene impossibile suscitare qualsiasi sentimento.In una situazione di orrore ognuno di noi ha la tendenza a non credere ai propri sensi perché essi contraddicono la nostra immagine di realtà.Dubitare del nostro senso di realtà ci farebbe sentire disorientati e pazzi.
  • Invece, per conservare l'equilibrio, ci dissociamo dall'esperienza  che diventa così irreale, un brutto sogno.
    Come si arriva al disturbo narcisistico? Se l'esperienza dell'orrore è isolata, la dissociazione è limitata a quella situazione. Ma se l'orrore è continuo, se il soggetto vive in quella situazione, la dissociazione diviene strutturata nel corpo sotto forma di scissione tra le funzioni percettive della mente e le funzioni sensibili del corpo.Negare le proprie emozioni diventa un'abitudine che si integra nella personalità.
  • Si agisce solo in base alla ragione e alla logica. Il soggetto vive in un mondo separato dai sentimenti, che vengono considerati irreali, e vengono perciò associati alla follia.Anche se il soggetto conosce le emozioni, non può lasciarsi andare a esse non può permettere che siano loro a "decidere" il suo comportamento.Quando  il soggetto parla dell'orrore vissuto in famiglia,  le sue parole non sono legate ad alcun sentimento.È troppo preso dall'orrore per quanto accaduto in famiglia in generale per parlare con sentimento di quei fatti.Il solo modo di vincere l'effetto dell'orrore sulla personalità è quello di attivare i sentimenti così da poter reagire a quelle dolorose esperienze , piangere, adirarsi, o entrambe le cose.Nel corso degli esercizi di respirazione intesi ad attivare i sentimenti, si possono percepire dei lamenti che suggeriscono la presenza di dolore e di dispiacere, con i quali però ci si identifica.Si nega comunque il loro significato.La personalità degli individui che hanno vissuto, nella loro infanzia, delle esperienze di orrore, ha una caratteristica di irrealtà.
  • Possono descrivere con voce calma e flemmatica un passato che fa rabbrividire l'ascoltatore.Non sembrano in contatto non solo con i sentimenti che provano, ma nemmeno con l'ascoltatore in quanto persona che prova anch'essa delle emozioni.I loro occhi vedono l'altro senza toccarlo.Un guscio si è chiuso sull'esperienza di orrore.L'esperienza giace così sepolta  una bomba a orologeria la cui esplosione potrebbe provocare la follia.L'esperienza dell'orrore è comune durante l'infanzia?In termini di genitori che urlano e litigano è abbastanza comune.La maggior parte dei bambini imparano a sopportare questi litigi, ma il prezzo che pagano è una dissociazione dal mondo dei sentimenti.Quando i genitori non si dimostrano affettuosi, il bambino sente che la situazione è assurda, che non ha senso. Ma può un bambino dire alla madre: "Senti, ti stai comportando da pazza; devi volermi bene"? Se il bambino lo facesse, la risposta della madre potrebbe essere: "Ti amo, ma tu sei un bambino cattivo." Cattivo e buono sono concetti sofisticati, che il bambino impara lentamente. La sua reazione immediata è di pensare: "Ci deve essere qualcosa di sbagliato ,in me.
  • Io sono pazzo perché pretendo che mia madre mi ami 'indipendentemente da cosa faccio." Poiché la madre è l'arbitro ultimo della realtà, il bambino deve accettare come sensata e sana la sua posizione. I sentimenti naturali di desiderio e di amore del bambino finiscono per essere considerati assurdi.