Pesi e Aikido

 

 

  • La ginnastica che è possibile praticare con l'ausilio dei pesi (bilanciere o manubri), può avere gli scopi più disparati che vanno dal culturismo (usualmente fine a se stesso e che ricerca effetti meramente estetici, a soddisfacimento di tendenze narcisistiche) alla preparazione fisica specifica per una vasta gamma di attività atletiche, alle quali offre un prezioso ausilio permettendo di potenziare quei fasci muscolari che saranno chiamati in causa durante le competizioni.
  • Oggi molti preparatori atletici delle più disparate specialità sportive che vanno dallo sci al nuoto, all'atletica leggera ecc., utilizzano questo tipo di allenamento con risultati soddisfacenti; quei risultati che l'allenamento tradizionale stenta a dare agli atleti, essendo ormai lo sport pervenuto a livelli eccezionali per quanto riguarda le prestazioni fisiche. Uno degli impieghi più importanti della ginnastica con i pesi, dal punto di vista sociale, è certamente il suo impiego nella cosiddetta ginnastica correttiva, mirante alla normalizzazione delle funzioni di gruppi muscolari che per lesioni traumatiche o patologiche, abbiano subito un qualche processo involutivo, modificandosi nel tono e nella forma con pregiudizio, talvolta notevole, della estetica dell'intero corpo.
  • La ragione della grande elasticità di impiego ed universale adattabilità di questo tipo di ginnastica, sta principalmente nel fatta innegabile che è in grado di sviluppare una grande potenza muscolare e che si adatta ai vari scopi per i quali è praticata, a seconda della pesantezza degli attrezzi usati, del numero delle ripetizioni per ciascun esercizio e del numero delle serie di ripetizioni che si eseguono.
  • La ginnastica con i pesi può rappresentare, pertanto, un ottimo sistema di allenamento di base anche per l'Aikido, pur se, nel caso specifico, è necessario tenere presenti alcuni accorgimenti importanti onde meglio adattare gli esercizi alle esigenze della nostra disciplina. Innanzitutto sarà utile imparare a conoscere la meccanica di un siffatto allenamento fisico, tenendo presenti gli effetti che esso può determinare sui muscoli esercitati e sull'organismo in generale. Se da un lato è vero che « lo esercizio sviluppa il segmento allenato», è anche vero che questo esercizio deve, per sortire i suoi effetti, essere tale da sollecitare in modo drastico e perentorio la muscolatura interessata.
  • Così non è per un esercizio leggero e di breve durata che impegna la muscolatura soltanto superficialmente senza chiamare in causa tutte le fibre muscolari ed il sistema cardiovascolare, al punto da giustificare una qualche reazione duratura ed importante. Diciamo, allora, che la muscolatura per aumentare di potenza e di massa ha bisogno di sollecitazioni straordinarie e che tale potenziamento è sempre proporzionale al lavoro che il muscolo è chiamato a compiere. Più saranno pesanti gli attrezzi adoperati per compiere un determinato esercizio, maggiore sarà lo sforzo necessario ai muscoli per compiere il lavoro richiesto; e d'altro canto, più frequentemente lo sforzo sarà ripetuto, più l'organismo cercherà di provvedere a far sì che quei particolari fasci muscolari siano in grado di compierlo, potenziandoli in tutti i possibili modi. Affluiranno, infatti, nella zona così sollecitata, una grande quantità di sostanze nutritive condotte da un apporto supplementare di sangue ricco di ossigeno. Esiste, dunque, una sostanziale differenza fra gli esercizi di ginnastica eseguiti a corpo libero e quelli che implicano l'impiego di attrezzi pesanti, come nel caso specifico. Tale differenza si esplica principalmente sul piano muscolare ma coinvolge anche il sistema circolatorio e quello respiratorio ed in modo più o meno diretto, anche quello endocrino.
  • Possiamo constatare che una normale seduta di allenamento a corpo libero, produce un affaticamento muscolare ed un aumentato ritmo cardiaco che si esauriscono in un tempo relativamente breve, in elementi con un minimo di preparazione atletica: le pulsazioni del cuore ed il ritmo respiratorio tendono a normalizzarsi entro pochi minuti, la muscolatura non tende a contrarsi in modo eccessivo ed i movimenti del corpo riacquistano elasticità e scioltezza con grande facilità e rapidità mentre lo stesso volume dei muscoli rimane praticamente invariato o si altera, in misura del tutto irrilevante. Per contro, durante l'esecuzione di esercizi con i pesi, le fibre muscolari, costrette ad un super lavoro, consumano un grande quantitativo di energia motoria, contraendo un debito di ossigeno che si esaurisce soltanto dopo diverse ore (anche quattro, cinque o più), a seconda dell'intensità del lavoro svolto, con una conseguente aumentata necessità respiratoria.
  • Questo spiega perchè per chi pratichi esercizi pesanti la sera, a breve distanza dal riposo notturno, riesca difficile ed abbastanza penoso riuscire a prendere sonno. Durante il sonno, infatti, il ritmo respiratorio si abbassa notevolmente, al punto che, ad ogni accenno di assopimento, i meccanismi inconsci di difesa riportano il soggetto automaticamente allo stato di veglia per evitare l'insorgere dell'asfissia. Si consiglia, pertanto, di non praticare gli esercizi di ginnastica con i pesi nelle ore che precedono il sonno e se non è possibile effettuarli la mattina, fare in modo che, dalla fine degli esercizi al momento di coricarsi, intercorra un ragionevole lasso 'di tempo (almeno quattro ore).
  • Il maggiore afflusso di sangue nei muscoli sollecitati, produce un visibile aumento volumetrico
  • un visibile aumento volumetrico dei singoli fasci muscolari, che rimane apprezzabile anche molte
  • ore (24 e più) dopo la fine degli esercizi, se questi sono stati portati ai limiti della capacità di
  • contrazione del muscolo. Oltre ai meccanismi della circolazione e quindi al lavoro del cuore ed a quelli respiratori, che vengono profondamente alterati, notevoli sono anche le modificazioni ghiandolari. Il sistema endocrino, sollecitato dallo sforzo e dalle nuove condizioni di emergenza che vengono a crearsi nell'organismo, immette nel circolo sanguigno una maggiore quantità dei suoi prodotti, quali, ad esempio, l'adrenalina, prodotta dalle ghiandole surrenali, che svolge molteplici funzioni nella fisiologia dell'intero organismo, dagli effetti sul sistema cardiovascolare a quelli sulla volontà e capacità decisionale, che ne sono esaltate, alla facoltà che tale sostanza dimostra, di potersi opporre validamente ad elementi patogeni. In un individuo sano, tutto l'organismo reagisce positivamente, sotto lo stimolo che può venirgli dagli esercizi di ginnastica con i pesi. La muscolatura, però, unico neo di questo: tipo di ginnastica, tende a contrarsi in modo eccessivo, provocando in una certa misura il rallentamento dei movimenti, a discapito della prontezza e dell'agilità. Possiamo raggruppare la ginnastica con i pesi in due tipi fondamentali, a seconda del risultato che ci si prefigge: il primo tipo, avente lo scopo principale di aumentare e potenziare la
  • massa muscolare, deve essere praticato con il massimo peso consentito per un numero di ripetizioni non superiore a dieci e non inferiore a cinque, per almeno tre serie di ripetizioni per ciascun esercizio, con brevi intervalli fra una e l'altra serie (massimo due minuti), tenendo presente che maggiore è il peso impiegato, più rapido è l'accrescimento volumetrico dei muscoli. Naturalmente anche al maneggio di pesi notevoli bisogna giungere per gradi ma in questo ciascuno può facilmente regolarsi da se, dato che un peso eccessivo non permette di raggiungere un numero di ripetizioni è di serie prestabilite, mentre uno troppo leggero, risulterà eccessivamente maneggevole e sarà possibile con facilità superare i limiti previsti. Il secondo tipo di ginnastica con i pesi deve essere praticato con un carico notevolmente inferiore, in modo da riuscire a compiere un numero maggiore di ripetizioni (15-25), sempre per un numero di almeno tre serie. Le serie di ripetizioni per ogni esercizio, in entrambi i tipi di ginnastica, possono essere aumentate a piacere, a seconda del
  • grado di allenamento e del tempo a disposizione. Il secondo tipo di ginnastica di cui abbiamo parlato, ha la caratteristica di trascurare (relativamente) l'accrescimento della massa muscolare e di conferirle, invece, una grande resistenza e definizione. Noi lo preferiamo al primo perchè riteniamo, che la ipertrofia muscolare sia dannosa, alla fin fine, e tutt'altro che utile, particolarmente in una attività quale la nostra che richiede riflessi pronti e rapida esecuzione dei movimenti. La ginnastica con i pesi deve essere praticata con discernimento e che per evitare di « legare » eccessivamente la
  • muscolatura e conseguentemente i movimenti del corpo, è necessario non trascurare di eseguire
  • anche esercizi a corpo libero, quegli esercizi, cioè, che vengono
  • praticati usualmente al dojo é che dovrebbero occuparci per un tempo doppio di quello impiegato nell'allenamento con i pesi. Suggeriamo a chi volesse provare, sia pure per un limitato periodo di tempo, un siffatto allenamento, di farlo a giorni alterni, senza per questo tralasciare la normale pratica dell'Aikido. Ci si accorgerà, non appena superato il disagio dell'adattamento dell'organismo a questo nuovo tipo di attività, che le energie sprecate si sono rinnovate ed accresciute e che veramente in noi esiste una grande forza che è possibile attingere ed utilizzare per noi, per il nostro
  • accrescimento e per quello degli altri, quando se ne scopra la chiave giusta.