Respirazione

 RITMO E CARATTERISTICHE


 

  • Tramite il respiro il corpo assume l'ossigeno necessario alla sua produzione di energia. Possiamo suddividere il processo respiratorio in tre fasi: inspirare, trattenere, espirare.

 

Inspirare,


  • grazie all'assunzione di ossigeno, ci dà forza, vitalità gioia.

 

Espirare


  • determina un metabolismo dell'energia, una perdita di vitalità, una passività, ma anche una liberazione dall'aria stagna.

 

Trattenere


  • l'aria rappresenta quel breve spazio di tempo in cui il corpo cerca di bloccare ogni impulso e il flusso delle informazioni per prendere in tranquillità una decisione: è la fase della concentrazione.
  • Se ci tuffiamo nell'acqua gelata all'inizio tratteniamo il fiato poi reagiamo in termini di fuga. Spaventati, inspiriamo e tratteniamo inconsciamente il respiro finché abbiamo deciso quale sarà la nostra reazione. Poi espelliamo violentemente l'aria per amplificare con questo atto liberatorio la nostra potenza d azione, come un karateka  quando sferra il colpo o il lanciatore di disco al momento del lancio.  Ma se la nostra insicurezza permane, inspiriamo ansimanti per incamerare più aria, provocando un ingorgo e una contrazione che possono giungere fino alla paralisi delle reazioni del corpo. Noi siamo costantemente impegnati a inspirare ed espirare; tuttavia il ritmo e le caratteristiche dei diversi momenti della respirazione possono cambiare. In condizioni di armonia, respiriamo in maniera regolare e piacevole, e durante l'espirazione il corpo si rilassa.

 

In condizioni di depressione,

 

  • l'accento cade su una lunga espirazione, seguita da una breve pausa, poi ci si limita a inspirare solo la razione di ossigeno necessaria alla sopravvivenza. Quando siamo agitati, spostiamo alternativamente l'accento del processo respiratorio fra i due estremi. Questo rispecchia il nostro stato mentale. Ci troviamo in una situazione in cui non vogliamo accettare l'uno dei due poli, ma non riusciamo nemmeno a mantenere in piedi l'altro, e cerchiamo perciò di rimuovere l'intero conflitto.
  • Un esempio estremo servirà a chiarirlo. La figlia torna a casa e confessa di essere incinta. Il padre si sente mozzare il fiato. Non vuole riconoscere a se stesso che l'informazione sia vera, ma non riesce nemmeno a negarla. Oscilla fra desiderio e realtà, così come il suo respiro oscilla violentemente fra inspirazione ed espirazione. La rapida alternanza del respiro accelera il battito cardiaco e la circolazione sanguigna, e questa superattività richiede di  essere nuovamente regolata; il corpo trattiene il fiato, frena. La lotta fra le opposte sensazioni si sposta al livello del corpo. Respirare velocemente, trattenere, accelerare, frenare. Naturalmente, questa è la descrizione di un processo alterno pressoché meccanico che si svolge nell'organismo stesso.
  • Ma da un punto di vista soggettivo noi viviamo, e percepiamo, questo stato critico delle nostre condizioni fisiche; chi ci sta di fronte lo riconosce dai segnali espressivi. Questa è la risposta che i corpo invia a cervello e rispecchia  la qualità della relazione che si instaura fra noi e la situazione.
  • '' Anche qui vediamo che il ritmo del respiro e quello del battito cardiaco si condizionano reciprocamente. Anche le nostre attività fisiche come camminare, saltare, correre, eccetera influiscono sulla funzione respiratoria e cardiaca; pertanto, attraverso il ritmo dei movimenti, possiamo riconoscere, e persino influenzare, anche lo stato emozionale di un individuo.
  • Quando desideriamo tranquillizzare un bambino , gli accarezziamo il capo con dei movimenti dolci e lenti , mentre quando balliamo, strilliamo, ci muoviamo velocemente, mettiamo il nostro corpo in uno stato di eccitazione, quasi in una condizione d'ebbrezza. Attraverso il ritmo del discorso e la melodia del linguaggio possono essere segnalate emozioni e intenzioni che vanno al di là del contenuto delle parole. Un attore abile che impieghi i giusti mezzi oratori sa trasportarci in uno stato i massima tensione, anche se le cose che ha da dire sono di scarsa rilevanza; mentre un oratore monotono è in grado di addormentarci, anche
  • Quando ci si presenti qualche cosa di assolutamente eccitante. Il ritmo ci è dato dalla natura, mentre il tempo è stato inventato dagli uomini
  • La musica si basa su armonia e ritmo e ci rende e a leggeri grazie al suo naturale interagire con le leggi del movimento del nostro corpo. II tempo perfetto è scandito da un metronomo ed equivale per noi a una manifestazione di volontà. Noi sentiamo e siamo in grado di riconoscere questo
  • passaggio da armonia spontanea a ritmo dettato dal tempo anche nella dinamica dei movimenti: esso ci annuncia 1'intervento della volontà, è connesso a un'intenzione." Stiamo camminando attraverso un bosco già da ore. Si apre una radura e avvistiamo una casupola; di colpo, cambiamo il ritmo il passo, ci affrettiamo: siamo diretti verso una meta. Ogni individuo, ogni organizzazione ha il suo proprio ritmo.
  • Quando è necessario orientare un gruppo di individui o una massa di persone verso le stesse mete, è necessario stabilire uno stesso passo, uno stesso tempo. Questa è una regola che va le dal rigido addestramento militare fino ai cortei delle manifestazioni. Quando ci si muove a tempo con altre persone, ci si sente anche all'unisono con loro. Al contrario, la diversione dal ritmo naturale salta all'occhio, crea una reazione scomposta.