Uno sguardo Olistico

Lauria - Dojo Shizentai M° Fiordineve Cozzi 5° dan 2009

E' molto probabile che moltissimi di noi non colleghino tutti gli atteggiamenti e tutte le esperienze emotive a sintomi e condizioni fisiche. E viceversa, quanti di noi traducono la struttura corporea in preferenze della personalità e in una storia emotiva? Eppure, vi sono prove sempre più numerose che i nostri sentimenti e i nostri atteggiamenti influiscono indirettamente sul modo in cui ci muoviamo, respiriamo e cresciamo, e che, come in parte plasmiamo noi stessi con l'attività fisica, ci modelliamo con l'attività e l'esperienza emotiva selettiva. Per esempio, immaginate d'essere estremamente nervosi e turbati. Aggiungete anche le concomitanti sensazioni fisiche al ventre, e magari anche la concitazione del respiro.

Che accadrebbe se praticaste tale schema psicosomatico, ogni giorno, per qualche minuto? Sicuramente, dopo mesi ed anni di esercizio del genere, i muscoli del vostro ventre e del vostro torace comincerebbero a modellarsi in reazione a tale stato di nervosismo, con le tensioni ed i blocchi che l'accompagnano. Oppure immaginate di essere molto infelici e depressi. Assumete la postura che esprimerebbe tali sentimenti. Molto probabilmente, le vostre spalle si affloscerebbero, il petto diverrebbe rientrante, e irradiereste una sensazione complessiva di pesantezza. La stimolazione emotiva dei muscoli può avere sul corpo lo stesso effetto dell'attività puramente fisica: ma di solito è più difficile individuare la sorgente dello stimolo ed il modo in cui è stato esercitato selettivamente e spesso inconsciamente. Il corpo incomincia a plasmarsi intorno ai sentimenti che lo animano, e i sentimenti, a loro volta, si abituano e restano imprigionati negli stessi tessuti corporei.

Allora lo psicosoma, visto in tale prospettiva, in una certa misura è il prodotto continuamente rigenerato di una vita di incontri emotivi, di attività psicologiche e di preferenze psicosomatiche. La quarta componente principale, nella creazione dello psicosoma, è la nutrizione. Per nutrizione intendo tutto il combustibile, psicologico oltre che fisico, che lo psicosoma assume e digerisce per provvedersi degli elementi necessari alla rigenerazione e alla continua crescita.' Sebbene non vi sia unanimità nello stabilire quali combustibili siano piùsani ed appropriati, tutti concordano nel riconoscere il ruolo importante che la nutrizione ha nella creazione e nel mantenimento dello psicosoma. L'ambiente è l'ultima componente principale che influisce sulla formazione dello psicosoma umano. Per "ambiente", io intendo tutte le strutture fisiche, sociali e psicologiche entro cui viviamo le nostre vite.

Come l'ereditarietà, i fattori ambientali ci vengono dati quando entriamo nella vita in un particolare tempo ed in una particolare località; ma differiscono dall'ereditarietà, in quanto noi abbiamo la capacità di cambiarli, e quindi di cambiare la loro influenza sul nostro sviluppo personale, prendendo misure per alterarli o semplicemente cambiando località. Di conseguenza, il nostro rapporto con l'ambiente è un processo dinamico continuamente aperto al cambiamento, alla ridisposizione e ad una nuova creazione. Certo difficile separarci dal nostro ambiente, perché, in un certo senso, vive dentro di noi quanto al di fuori di noi o isolato questi cinque punti per fini accademici, ma in realtà sono inseparabili. Le esperienze emotive, le scelte psicologiche e gli atteggiamenti e le immagini personali non soltanto influiscono sul funzionamento dell'organismo umano, ma influenzano anche fortemente i modi in cui viene plasmato e strutturato. Ciò non significa affatto che l'ereditarietà, l'attività fisica, la nutrizione e l'ambiente non influiscano sullo psicosoma: indiscutibilmente lo fanno.

Quando tutte queste forze si fondono nel creare un essere umano, la forza della psiche umana conscia sembra avere la massima potenza formativa.  Quando cerchiamo di scoprire in che modo le esperienze e le espressioni emotive sono relate alla struttura fisica, sorge un'altra difficoltà. é il vecchissimo problema: è venuto prima l'uovo o la gallina? Le esperienze emotive e le credenze psicologiche plasmano i tessuti e la struttura del corpo, oppure è la struttura del corpo a predisporlo ad emozioni ed atteggiamenti specifici? La risposta è che ... è vera l'una e l'altra cosa. La traduzione dalla mente alla materia e dalla materia alla mente sembra costituire una sorta di feedback circolare, in cui ogni bit d'informazione e d'esperienza si reinserisce attraverso i tessuti e poi ridiventa nuovamente informazione ed esperienza. Perciò, quando tentiamo di decifrare il linguaggio del corpo o la struttura della psiche, possiamo soltanto portare al livello della coscienza tali relazioni e riconoscere che qualche volta l'uovo e la gallina non possono venire affatto separati.

Lo studio delle relazioni esistenti tra la mente ed il corpo non è una novità. Fin da quando l'uomo ha cominciato a riflettere sulla propria salute, sulla sopravvivenza, le passioni, i pensieri, i sogni, la vita, e sul suo «io", sono sorti quesiti sulla natura di questo territorio sconosciuto, preziosissimo e sfuggente.

In Oriente, come si può osservare nelle culture della Cina del Giappone e dell'India, il corpo e la mente sempre stati visti, tradizionalmente, come aspetti inseparabili della stessa essenza umana. Le pratiche igieniche, le forme educative, le istituzioni religiose e le discipline psicoemotive di questa parte del pianeta indicano un approccio olistico nei confronti della vita e dell'autoevoluzione. Esplorando e sviluppando se stesso, un individuo può raggiungere l'armonia entro il suo psicosoma, conseguendo in tal modo uno stato di felicità e di beatitudine. In Occidente, noi abbiamo preferito stabilire il dualismo dello psicosoma, separandolo in due parti: la psiche, che si ritiene essere nella scatola cranica, in mezzo agli occhi; ed il corpo, che è e si muove al di sotto di essa. Questo dualismo mente-corpo si riflette in tutte le nostre istituzioni e in tutti i nostri processi culturali.

Dividendoci intellettualmente in due parti, noi incoraggiamo la specializzazione e la differenziazione intensiva in tutte le nostre attività, favorendo ulteriormente il separatismo anziché l'olismo tra mente e corpo. A causa di questa scissione, non è sorprendente constatare che spesso le nostre menti ed i nostri corpi entrano in concorrenza ed in conflitto, poiché sono privi di comunicazione.' Ogni cellula del vostro corpo è, strutturalmente e funzionalmente, relata ad ogni altra cellula del vostro corpo. Del pari, tutti i vostri pensieri, le credenze, le paure ed i sogni sono connessi dinamicamente all'interno della struttura e della funzione della vostra psiche. Le vostre cellule ed i vostri pensieri sono interconnessi più direttamente di quanto, con ogni probabilità, si crede al presente.

Ogni nostro aspetto è collegato e relato, in modo creativo, ad ognuno degli altri nostri aspetti. Scoprendo ed integrando tali relazioni, potremo apportare una maggiore armonia nel nostro psicosoma, diminuendo così i conflitti esistenti entro di noi e migliorando la nostra salute e il nostro benessere psicologico. E soprattutto, mentre viaggiamo attraverso noi stessi, nella pratica dell’ aikido commento, non dimentichiamo di valutare il nostro psícosoma per la sua natura olistica, e di non lasciarci fuorviare dalle separazioni e distinzioni teoriche che verranno fatte.