Vitiligine

 

VITILIGINE

  • Patologia cutanea di causa sconosciuta spesso associata ad altre malattie, come il diabete. Si manifesta con macchie chiare più o meno estese che appaiono come pelle scolorita, a causa della mancanza del pigmento melanina in quelle zone cutanee, che sono più soggette a ustioni solari. Le macchie sono spesso simmetriche, nettamente delimitate, confluenti, di colore bianco avorio o latte.


Che cosa vuol dire


"Sbiancare" la pelle per purificarsi.

  • La vitiligine insorge solitamente in seguito a un periodo molto lungo di stress psicofisico accompagnato e a volte supportato  da un atteggiamento di rigidità morale.  Un periodo nel quale ci si è in qualche modo "sporcati", macchiati di qualche colpa, cioè si sono fatte cose contrarie ai propri valori, si sono frequentati ambiti eticamente "sconvenienti", si è attinto a emozioni troppo forti, "proibite".
  • La malattia esordisce, così, come un tentativo di "sbiancare" la pelle, di cambiarla e togliere dalla propria immagine quelle macchie inaccettabili. La pelle si schiarisce in aree nettamente definite come se l'inconscio sapesse con certezza quali sono le parti di noi che hanno "peccato" e non potendo toglierle di mezzo le ricopre di bianco nel tentativo di mascherarle ma anche di espiare e purificarsi. Viene colpita (pare da autoanticorpi) la melanina, il pigmento che non solo dà calore alla cute, ma' la protegge anche dai raggi solari. Si tratta di un simbolo di autopunizione, dalle forti istanze morali, talvolta di stampo religioso.
  • Emerge qui in chiave analogica l'aspetto centrale della vitiligine: l'estrema difficoltà del soggetto a prendere coscienza delle pulsioni nascoste e giudicate impresentabili. La vitiligine si esacerba e si espande sempre in momenti di stress, che può avere caratteristiche diverse dallo stress d'esordio: siamo qui in presenza di cambiamenti esistenziali o eventi di grande impatto che inducono profonde trasformazioni della personalità, ma che restano comunque di difficile accettazione. È quest'ultima, la parola chiave (accettazione) che manca a chi soffre di questa malattia, non grave ma esteticamente fastidiosa.

Chi è più a rischio

  • - Personeche hanno familiari che soffrono della stessa patologia o che sono comunque portatori di patologie cutanee.
  • - Persone che hanno una vita di relazione molto intensa, sia per lavoro che per piacere, che non riconoscono e non ammettono a se stessi la presenza di pulsioni e pensieri "proibiti" che possono nascere da questi incontri.
  • - Persone che, per paura di emozionarsi troppo, tendono a "sbiadire" i colori della vita, l'intensità degli eventi e a gestire,  controllandole, le escursioni emotive troppo forti. Di solito è presente una struttura morale rigida che ha le sue radici  nell'educazione dell'infanzia e nella formazione culturale nell'adolescenza.

Suggerimenti

  • Una volta che la vitiligine è insorta non scomparirà mai del tutto. I benefici che si possono trarre risiedono in un cambio di atteggiamento, in particolare quello legato al giudizio morale su di sé. Sospendere tale giudizio è molto difficile, per alcuni impossibile, soprattutto se il tentativo viene guidato dalla mente. L'ideale è provare a sciogliere questa rigidità con tecniche corporee basate innanzitutto sul massaggio dolce e rilassante, per permettere al cervello di fare esperienze più sfumate e di imparare a pensare in modo più morbido.- Potrebbe essere utile l'assunzione del macerato glicerico Platanus orientalis: 50 gocce, in poca acqua, 2 volte al giorno, per lunghi periodi (anche fino a sei mesi consecutivi). Si consiglia di abbinare l'oligoelemento Zinco, una fiala al giorno per almeno  due mesi consecutivi.