Fujimoto Yoji Sensei

SHIHAN 8° DAN

Fujimoto  Yoji  Sensei  8° dan Shihan   Vicedirettore Didattico  Aikikai di Italia


       Salerno 2007

 

Fujimoto  Yoji  Sensei   8° dan, Covicedirettore Didattico dell'Aikikai di Italia,
è nato a Tokyo nel 1948,  e da piccolo  segue  l'arte della spada, tramandato dalla sua famiglia sotto la guida del padre.

  Inizia la pratica dell' Aikido a quattordici anni e nel 1962  diviene shodan. Frequenta l'Università Nitaidai e vi fonda un primo gruppo di Aikido ancora oggi attivo e diretto dal Maestro Masuda.

   

Lauria 2000

  • Nel 1971 è  invitato in Italia per diffondere l'Aikido e qua struttura una scuola a  Milano dove tuttora insegna Le prime apparizioni del Maestro Yoji Fujimoto in Italia suscitarono non poca sorpresa per l'armonia dei suoi movimenti e per la pulizia ed efficacia del suo Aikido: forse non si era mai visto fino ad allora in Italia un maestro di arti marziali che sapesse presentare le sue tecniche con tanta eleganza.Da molti anni svolge seminari e manifestazioni in tutta d'Italia, oltre ad una numerosa serie di appuntamenti per tutta  Europa parte dell' Asia e il Sud Africa attraverso una personale  didattica  che tocca vertici di alta scuola.   

 

 

 

ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA PREMATURA DEL  NOSTRO CARO MAESTRO FUJIMOTO

 

  • Vorrei proporre il sunto di quanto rilasciato nella sua intervista, perché credo che chi ci ha preceduto può essere un valido aiuto nel percorso futuro . 
  • Ricordo tante cose del maestro, ma vorrei farvi omaggio a di quanto lui esprimeva in riguardo al termine Sensei.Ha detto una volta durante uno stage per insegnanti:
  • “Il vero Sensei è quella persona che permette al proprio discepolo di salire sulle sue spalle, per poter guardare ancora più lontano.”
  • Spero che quanto da lui espresso possa dare a tutti gli avanzati il senso di quanto fanno o meglio dovrebbero esprimere nelle proprie scuole.
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INTERVISTA AL MAESTRO FUJIMOTO

  • Mi sono avviato alla pratica  dell’ aikido da giovanissimo. Nel 1970 ho lasciato il Giappone in quanto designato ad insegnare aikido in Italia. Avevo appena 23 anni ed avevo da poco concluso l’università. Nel momento stesso che attraversavo  l’oceano, sentivo che la mia vita cambiava completamente.  Da quel momento la dedizione incondizionata all’Aikido ne ha fatto una vita nuova. 

L’ESSENZA DELL’ AIKIDO

Maestro! Qual’ è per lei  l’ essenza dell’ aikido.

  • O Sensei ci ha lasciato il metodo con cui svolgere le lezioni de Aikido, nelle quali è chiaro il ruolo parimenti importante del Tori come dell’ Uke.  Tramite la collaborazione dell’Uke,  il Tori studia, costruisce lentamente la tecnica. Credo che questo sia quanto O- Sensei ci ha lasciato per togliere il nostro Ego. L’accettazione dell’ uke è determinate sia per lo studio, che per togliere il proprio Ego.

AIKIDO e I GIOVANI
 
Cosa pensa degli anziani e dei giovani sul tatami ?

  • Oggigiorno si vedono sempre più giovani sul tatami , e questo è un elemento positivo.
    Pur tuttavia vi sono  problemi in differenti organizzazioni, in termine di scambio interazione tra i giovani e gli anziani. L’interazione tra i due sarebbe oltremodo auspicabile, in quanto gli anziani potrebbero avvalersi dell’energia apportata dai giovani e i giovani dell’esperienza degli avanzati.
    Uno scambio, o meglio una interazione tra i due. Il mio augurio è che gli anziani guidino i giovani nella giusta direzione lasciando loro tutto lo spazio necessario per una costruzione futura, ed i giovani tengano da conto di chi li ha preceduti dei loro consigli, nel pieno rispetto della personalità di tutti.  Ovviamente è difficile per un giovane sentirsi pronto all’insegnamento; o un insegnante che dica al giovane allievo, “ vai ora sei pronto.

  • In Giappone c’è un detto “ Sokutaku Doji “

  • Cioè il rapporto interarrivo tra il pulcino nell’uovo e la mamma all’esterno. Entrambi all’improvviso sentono quando l’altro è pronto, beccando contemporaneamente lo stesso punto del guscio.  Questo è quanto dovrebbero sentire il Maestro e l’allievo. Sentire quando si è pronti.
    Ma è, molto difficile, specie se si è guidati dall’ ego, più che dal se, dall’ intuito.
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LA FILOSOFIA DELL’ AIKIDO

  • Qual’ è la filosofia dell’ aikido Maestro. 
     Generalmente nella pratica dell’ aikido, si nota principalmente la fisicità, o meglio l’espressione tecnica della pratica. Questo ovviamente a gli osservatori esterni.
    Una maggiore attenzione mette subito in risalto il carattere della persona, del praticante.
  • Chiunque può dire di se stesso quello che vuole; Può dire di essere gentile, bravo, generoso, o aggressivo.  Ma solo osservando la sua tecnica, o meglio l’espressione del suo corpo si intuisce prontamente quanto c’è di vero in ciò che egli dice, perché espressione del corpo, il modo in cui ci muoviamo e rapportiamo con gli altri non mente mai su quella che è la nostra vera essenza.


UN MESSAGGIO PER I PRATICANTI

  • Maestro ci lascia un messaggio per tutti i praticanti ?
  • Senz’altro la libertà espressiva nell’ aikido che ciascuno pratica.  Esistono varie modalità nella pratica dell’ aikido.  Non dimentichiamo che l’arte,  l’espressione artistica è nell’essenza,  un moto d’animo, una espressività interiore.
  • Ma vorrei suggerire una maggiore  “ Semplicità ” . Una attenzione alo studio delle tecniche di base.  
  • Quando si mostrano le tecniche , si rischia spesso di “Mostrarsi” anziché  “Mostrare”.
  • Un modo come un altro per tenere gli sguardi su di se, aspettando gli apprezzamenti e le conferme degli altri.  Guada come sono bravo, come sono bello, come sono forte.
    Ma l’aikido non è niente di tutto questo, ma soprattutto non dovrebbe condurre affatto a questo.
    Lo spettacolo va bene solo ed unicamente durante le dimostrazioni al pubblico, nella quale si cerca di coinvolgere lo spettatore appunto attraverso lo spettacolo la spettacolarizzazione. Solo in quel caso  “ Forse” va bene.
    Quando siamo tra noi, durante le lezioni, gli stage, le dimostrazioni, occorre rimanere con i “PIEDI per TERRA.”  Togliere l’ego, il desiderio di impressionare gli altri. Chi ha bisogno delle conferme degli altri per andare avanti è fondamentalmente un Insicuro, un Orale, un Narcisista.
     I samurai certamente non era allo spettacolo che ambivano, ma alla semplicità, all’ essenza, all’efficacia delle cose.   Allenarsi semplicemente, allenarsi  al suwariwaza; è li che si costruisce la vera forza, nella quale il sacrificio ma anche il risultato è maggiore. Il Suwariwaza  non lascia alcuno spazio allo spettacolo.  
  • Questa semplicità, è allo stesso tempo molto difficile.
  • Semplice;  quindi ? ” Difficile”! 
  • Occorre molta, molta fatica, ed al fianco di essa  occorre continuare tutta la vita. 
  • Così Io Penso 

Arigatò gozai mashità

Fujimoto Yoji Shihan 

 

             

 

BIOGRAFIA DEL MAESTRO FUJIMOTO

  • Fujimoto Yoji Sensei 8° Dan ha dato vita alla scuola di Aikido Aikikai Milano – Dojo Fujimoto.
  • Nato a Yamaguchi, nel sud del Giappone, nel 1948, Fujimoto Sensei ricevette una formazione marziale impostata sul kendo, passando poi per un intenso impegno sportivo (laureato a pieni voti presso la facoltà di Scienze Motorie Nittaidai di Tokyo), fino a scoprire ed approfondire quella che sarebbe stata l'arte della sua vita: l'Aikido.
  • Durante l'università ha la possibilità di frequentare la scuola del fondatore di Aikido, Ueshiba Morihei, a Tokyo e di praticare sotto la guida dei più grandi Maestri della prima generazione dopo la scomparsa del fondatore.
  • Il suo impegno nella pratica dell'Aikido è così intenso che in brevissimo tempo riesce a raggiungere un notevole livello, che, unito alla sua curiosità verso il mondo al di fuori del Giappone, lo fanno emergere come un candidato perfetto per la campagna di divulgazione dell'Aikido nel mondo, fortemente voluta dal fondatore.
  • È così che un ancor giovane Fujimoto, nel 1970 si trova a Los Angeles, San Francisco e poi Chicago agestire dei Dojo per diffondere la conoscenza dell'Aikido.
  • Nel 1971 viene mandato in "missione" in Italia, per approfondire l'opera compiuta da Tada Sensei nel fondare l'Aikikai d'Italia. In particolare Fujimoto Sensei arriva a Milano, nel gennaio 1971, e qui vi rimane per tutta la sua vita, consolidando una delle scuole di Aikido più importanti d'Europa.
  • In oltre 40 anni di permanenza in Italia, Fujimoto Sensei ha contribuito notevolmente alla crescita dell'Aikido sul territorio, spaziando anche oltre confine in tutta Europa, in tutta la Russia (fino al di là della Siberia) e in Sud Africa.
  • Fujimoto Sensei ha dedicato tutta la sua vita all'Aikido, sviluppando una didattica efficace e incisiva che ha lasciato il segno in migliaia di praticanti. Il conferimento dell'8° Dan (gennaio 2011) ne è stato sicuramente una conferma.
  • Purtroppo Fujimoto Sensei si è spento prematuramente nel febbraio 2012, garantendo la continuità del suo Aikido nella pratica di ciascuno dei suoi innumerevoli allievi.