Miyamoto  Tsuruzu 

 

INTERVISTA a

MIYAMOTO TSURUZO SHIHAN:

 

 
di Emmanuel Marès 
 
Miyamoto Tsuruzo Shihan 7 ° Dan Aikikai Hombu al Dojo di Tokyo,  svolge annualmente dal 2006 seminari nelle principali città del Sud della Francia. Ogni anno, sempre più studenti partecipano ai suoi seminari cercando cogliere la sua tecnica, i suoi metodi didattici, e i suoi virtuosismi.  Allo stage di Montpellier ci ha rilasciato questa breve intervista.
 
Domanda :
 
Sensei, potrebbe dirci brevemente come ha iniziato, e come mai ha deciso di fare dell’Aikido  una professione?

 
Miyamoto Tsuruzo:
 
Ho iniziato Aikido nel 1971, a 18 anni, appena entrato all'università di Fukuoka. 
Per i successivi quattro anni, ho seguito l'insegnamento di Suganuma Mamoru Sensei, istruttore delegato del Aikikai. Una volta laureato, ero indeciso se cercare un lavoro o continuare la pratica dell’ Aikido professionalmente . Il mio primo Sensei Suganuma era un uomo straordinario, sia nell’espressione tecnica 
che nelle qualità umane. Praticamente rappresentava quello a cui aspiravo nella mia esistenza.  Inoltre, in quel periodo  partecipai al primo seminario del Doshu Ueshiba Kisshomaru, ed al termine Assistetti alla sua dimostrazione. Da quel momento il mio desiderio divenne quello di voler imparare direttamente da lui. Avevo un viscerale desiderio di migliorare; e fu cosi entrai all’Hombu Dojo di Tokyo.
 
 
Domanda 
 
Quali sono gli insegnanti che hanno avuto la maggiore influenza sulla sua formazione, e di quanti di loro conserva  la tecnica ?

 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Mi sono allenato  sotto la guida del Doshu Ueshiba Kisshomaru dalla fine degli anni 70 ai primi anni '90 ed ho avuto il privilegio di fargli da uke sia nelle dimostrazioni che durante i suoi seminari.  Non dimenticherò mai l'energia che traspariva dai suoi occhi, la forza che liberava dal suo corpo, e la tensione che mi sentivo addosso quando eravamo faccia a faccia durante grandi manifestazioni. Praticando con lui, ho imparato i tre principi a mio avviso tra i più importanti nell’ Aikido:  La visione  (attenzione) ,  i tempi,  e la corretta posizione.
 
 
Domanda 

Sensei, Lei ha svolto lezioni per principianti all’ Hombu dojo per molto tempo, potrebbe dirci quali sono le differenze rispetto al corso degli avanzati. 
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Un principiante deve costruire  solide basi, ecco perché questo periodo è a mio avviso il più importante nel processo di apprendimento.  È fondamentale non prendere cattive abitudini a gli inizi, ecco perché è indispensabile che gli insegnati di livello elevato insegnino preferibilmente ai principianti.  Personalmente durante le lezioni per avanzati cerco le forme, le modalità più efficaci affiche essi perdano le cattive abitudini; cerco di mostrare loro nuove prospettive di lavoro.
 
 
Domanda. 
 
Secondo lei, su quali aspetti dovrebbero concentrarsi principalmente i principianti?
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
In aikido non c’è competizione, si collabora per imparare le tecniche, poi successivamente e con il tempo progressivamente ognuno cercherà di dar loro una personale forma.   All'inizio, non bisogna concentrarsi nell’ estetica, nella  bellezza del movimento, visto che comunque questa arriverà dopo anni di pratica. Se ci si concentra sull’estetica la tecnica probabilmente funzionerà solo su alcune persone, ma non su tutti, e ciò rappresenta un pericolo,  proprio perché si perde di vista quello che è veramente essenziale. Il tempo, la distanza, la forza che impieghiamo nella tecnica cambia a seconda del partner e della situazione  nella quale ci troviamo.  Molti elementi vanno presi in considerazione quando pratichiamo con qualcuno: 
il suo struttura , la sua agilità, la flessibilità, la conoscenza, la condizione fisica, ecc.  Tutti questi parametri sono in perenne cambiamento.  Ma indipendentemente da ciò, non si dovrebbe mai esitare nel dare tutto, ecco perche credo che  Sia davvero importante studiare l'Aikido con spirito ed energia.

 
Domanda 
 
Durante le sedute d’esame, generalmente  cosa si aspetta da gli esaminandi?
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 

La cosa più importante a mio avviso è che i candidati si esprimano pienamente.  Non bisogna cercare di imitare un insegnante o di esprimesi attraverso una bella forma .  Quello che mi aspetto di vedere, è il risultato del lavoro quotidiano messo in pratica. 
 
 
 
 
Domanda: 
 
Vi sono differenza tra la pratica quotidiana e quella che si vede durante l'esame?
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Nella pratica quotidiana, differenziamo le lezioni per argomenti,  questo sia a breve che a lungo termine. Inoltre  vi  sono programmi da seguire che gli insegnanti ci danno,  ci sono poi gli obiettivi che diamo a noi stessi. Durante le mie lezioni, mostro diversi modi per entrare, per squilibrare, lasciando agli studenti la liberta di scegliere ciò che meglio si adatta a loro.  Cerchiamo di esprimere il nostro Aikido durante la pratica quotidiana. L'esame rappresenta il momento nella quale ognuno esprime quanto ha studiato nella quotidianità. 

 
Domanda 
 
Spesso si pensa che l'Aikido insegnato in Giappone sia diverso da quello insegnato in Europa, vi sono delle incongruenze oppure è solo causa delle differenze culturali?  
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Ogni insegnante è diverso a prescindere da dove insegna. In Giappone,  l'insegnamento non è standardizzato.  A tal proposito, posso dire, che quando mi iscrissi all’ Hombu Dojo O-Sensei non c’era più, per cui le lezioni venivano date da suo figlio il Doshu  Kisshomaru Ueshiba. A questo punto potremmo ipotizzare che io non ho imparato l’ aikido di O Sensei;  il "vero" Aikido come penserebbe qualcuno. 
Lo stesso potremmo dire per l’Europa, dove l'Aikido fu inizialmente insegnato da allievi diretti di O-Sensei, e successivamente da altri, ecco perché credo sia diffusa questa opinione. 
Quello che è davvero importante secondo me, è il significato che ognuno noi desidera attribuire alla propria pratica quotidiana.  Non si dovrebbe praticare solo per il proprio interesse, ne tanto meno aspirare a qualcosa di troppo mistico. Anche se vi sono differenze culturali,  si riesce comunque a trovare i valori comuni.  In Giappone, per esempio, si parla di Bushido mentre in Europa il termine equivalente lo spirito della cavalleria.  Ecco perche in Europa secondo l'Aikido è così popolare, non è pura coincidenza.
 
 
Domanda: 
 
Sensei, lei adatta l’insegnamento a seconda del paese in cui insegna?
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
No, non mi adatto al paese dove insegno, ma ai praticanti a cui insegno.  Generalmente quando mi trovo di fronte a persone che praticano un aikido molto duro, muscolare, fisico, propongo l’alternativa di una pratica elastica, disinvolta, armonica.  Al contrario quando sono con aikidoisti che preferiscono una pratica più morbida, o meglio troppo morbida, propongo una più esplosiva, forte, presente.  Per quelli che si allenano attraverso pratiche meccaniche standardizzate, propongo una tecnica libera espressiva, dall’ aspetto marziale ecc.  Durante le mie lezioni, cerco di dare la possibilità agli studenti di scoprire qualcosa di diverso di nuovo.
 
Domanda 
 
Sensei osservandola da fuori la sua pratica appare molto energica, fisica; ma chi pratica con lei sente che così non è, non c'è nessuna tensione, violenza.  Che importanza attribuisce all'aspetto esterno di Aikido?
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Non so come sia praticare con me stesso, per cui è molto difficile per me definire il mio lavoro.  Se non si sente alcuna forza durante il contatto con il partner  questo è il segno che il tempo e la distanza sono giuste. Potremmo dire che tutto dipende dalla respirazione. La cosa più importante nella nostra pratica è quello di imparare a percepire, sentire il partner nel suo complesso. Per quanto riguarda l'aspetto esterno delle cose,  personalmente non ci penso molto, cerco solo di esprimere e dare tutto quello che ho.
 
Domanda 
 
Sensei, cosa le piacerebbe che la gente portasse a casa dopo aver praticato affianco a lei? 
 
 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Mi piacerebbe che attraverso la pratica delle tecniche di base acquisissero elasticità e forza, a mio avviso due elementi su cui insistere nella pratica quotidiana.  Nelle mie lezioni, insisto sempre sui principi fondamentali di Aikido: taisabaki, irimi, e tenkan, Kokyu, respirazione, cercando di mostrare tutte le possibili variazioni nelle tecniche .  Non cerco di insegnare nuove tecniche, ma cerco di trasmettere ai  praticanti cosa si nasconde dietro le tecniche che praticano quotidianamente.

 
Domanda 
 
Concludendo; cosa cerca lei nell’Aikido dopo tanto tempo? Il sentimento che la lega all’aikido è diverso da quello che l’ha portato a iniziare ?

 
Miyamoto Tsuruzo: 
 
Ho spesso sentito spesso i vecchi maestri dire che l'Aikido inizia e finisce  con Ikkyo.  Ikkyo è una tecnica che eseguiamo con i principianti così come con gli avanzati.  Si tratta di un esercizio molto interessante perché, anche se tutti possono farlo, è in realtà molto difficile da padroneggiare. Quando ero giovane, ho praticato con molta forza, ma purtroppo con l'età si diventa più deboli. In questi anni ho accumulato esperienza, conoscenza, e il mio sguardo ha cambiato direzione, prospettiva, si è volto verso nuovi orizzonti. La mia visione di Aikido è cambiata molto con il tempo.  Nella mia mente sento diversi livelli di pratica, per cui posso dire che secondo me ci sono diversi tipi di Ikkyo.  Ikkyo è una tecnica che deve evolvere nel tempo;  Ecco perche i maestri anziani dicevano, "tutto comincia con Ikkyo, e tutto si conclude con Ikkyo".