Yasuno Shihan

 

Intervista pubblicata dal Mensile  "Budo International" Settembre 2014

 

 

Masatoshi Yasuno


L’aikido di Yamaguchi Sensei a oggi.

  • Il Maestro Masatoshi Yasuno 8° dan Shihan è nato il 7 settembre 1948 nella prefettura di Kanazawa. Considerato uno degli eredi del’ Aikido di Yamaguchi Shihan , il Maestro Yasuno ha una pratica molto incisiva, estremamente verticale. 
  • 1) Quali sono state le motivazioni che I'hanno spinta sulla via dell'Aikido?
  • Sono originario di Kanazawa, nella Regione di Hokuriku. Quando avevo 18 anni (nel 1966), I'Aikido era conosciuto da poche persone a Kanazawa. Solo al mio arrivo a Tokyo, nella mia università, ho scoperto I'Aikido grazie a una guida per studenti. La fluidità dei movimenti e la vivacità delle tecniche di Uchi e Tsuki mi hanno colpito nel cuore. E grazie a questa pratica che il mio carattere egoista e testardo e cambiato.
  • 2) A che punto ha deciso d'insegnare I'Aikido?
  • Nel praticare il Keiko ("Allenamento"), giorno dopo giorno ho scoperto e appreso nuove conoscenze ed e ciò che mi ha permesso di apprezzare I'Aikido sempre di più. Avendo altre
    occupazioni oltre all'Aikido, come gli studi, il lavoro e gli amici, mi sono posto questa domanda: «Qual e la cosa più importante per me? Le mie occupazioni di tutti i giorni o la pratica del
    Keiko?». Mi sono reso conto che la risposta mi veniva naturale: il Keiko. In più, il mio professore, il maestro Yamaguchi, notando i miei movimenti fuori dall'ordinario, mi ha proposto di entrare nell'Hombu Dojo come insegnante ed io ho risposto immediatamente "Si": ecco perche oggi sono un insegnante di Aikido.
  • 3) Qual e I'importanza del Kokyu ("respirazione") per lei, maestro?   È necessario allenarsi per acquisire un buon Kokyu?
  • Tutti respirano: noi, esseri umani, respiriamo, ma anche qualsiasi forma di vita sulla terra respira, le montagne, le riviere, le piante, gli alberi. La sospensione del respiro e la morte e quindi la respirazione e la vita in se, il movimento stesso. Si diventa un solo corpo con il tutto e penso che il sentimento di unione sia molto importante. II Kokyu dell'Aikido e il movimento stesso dell'Aikido, la materializzazione della conoscenza di se stessi, e ciò che permette di esprimere le proprie capacita e di sfruttarle al massimo. E lo spirito vitale, I'origine dell'energia ma anche I'arte e la scienza della tecnica. Per me e un metodo per uscire da un vicolo cieco, una cosa che mi da tanto: pensare a Kokyu, pensare alla giusta distanza che prendiamo dal nostra partner, pensare alla sua postura e pensare al meccanismo del corpo. Un Kokyu profondo significa avere una buona postura, un corpo calmo e una buona distanza dal partner, questo porta a capire e conoscere anche il Kokyu del proprio partner. Naturalmente acquisiamo questo Kokyu con la pratica di un regolare Keiko.
  • 4) Quando pratica I'Aikido, ritiene che la rapidità sia un fattore importante per la riuscita della tecnica?
  • La rapidità del movimento, lei dice? La rapidità non e importante in se, a volte sbagliamo il movimento a causa di una rapidità eccessiva, ci possono essere altrettanti sbagli quando siamo lenti. Si tratta di essere un po' più rapidi del proprio partner. La cosa importante e questo "un po' più", e questa la "rapidità" necessaria per essere al punto giusto in caso di urgenza. Per quanta riguarda la condizione interiore (spirito), significa essere svegli, accorti, in poche parole "essere sempre avanti di una mossa" ed e questo "ricevere" il partner. Bisogna sempre "condurre" la situazione e mai lasciarsi controllare (trasportare) dalla situazione.
    5) Cosa ne pensa del Keiko utilizzando Armi bianche o il Bastone?
    L'Aikido e anche chiamato "scherma senza spada" o "Parte marziale del bastone senza bastone". Questo non e un invito a non studiare I'uso delle armi, infatti esso e anche chiamato "disarmo senza Armi". Nella pratica dello Shinkage-ryu, si dice: «la pratica senza armi e la tecnica in caso di pericolo, lo stato dell'anima non-violenta e I'idea di risolvere il conflitto senza dover battersi sono la priorità, ma tuttavia se si deve combattere non bisogna lasciarsi vincere facilmente. E un modo di pensare duro e rigoroso!». Ecco perche e necessario utilizzare le armi nel Keiko. Se decidete di astenervi dall'uso delle armi e importante essere sempre coscienti del fatto che nel corso del Keiko potrete essere «toccati, feriti, spinti». Quando seguiamo i movimenti del Budo dalla sua nascita e gli insegnamenti di O Sensei, la risposta emerge spontanea: la tensione, la concentrazione della forza, la concentrazione dell'energia sono molto importanti durante il Keiko e diviene importante quindi I'utilizzo delle armi per questo genere di esercizio. II Budo e una cosa da specialisti, non si tratta di fare qualsiasi cosa! II Keiko deve essere conforme alla ragione, profonda e solida, nel caso contrario potrebbe condurre a delle conseguenze gravi. Da parte mia, scopro ogni volta un' interpretazione differente quando rileggo i testi classici scritti dai professionisti della spada (Koten Kengo).
  • 6) Insegnate ai vostri allievi a migliorare la flessibilità piuttosto che la forza fisica,
  • qual e il vantaggio che otteniamo da questo insegnamento?
  • La forza fisica, la forza del Kokyu e la flessibilità sono molto legati: il fatto di allenare la flessibilità porta a un migliore Kokyu, il fatto d'allenare il Kokyu porta a una forza nettamente superiore.
    Non e mia intenzione negare la potenzialità della forza fisica, in realtà e preferibile avere più forza, in particolare nelle braccia, che non averla per niente, ma la cosa più importante e saper utilizzare questa forza efficacemente attraverso i nostri movimenti. La persona che possiede la forza per poterla utilizzare efficacemente deve avere flessibilità d'animo (di pensiero) e di corpo (muscoli, articolazioni), come dice questa frase pensata dal mio maestro: «far nascere il movimento del corpo dalla flessibilità del cuore». Per esempio, durante I'allenamento con i pesi, una persona abituata a sollevare 50 Kg cerca di sollevare 60 kg. Nel mio caso cercherei di dimezzare o diminuire fino ad un terzo il mio taisabaki.
  • 7) Pensa che I'Aikido sia un arte marziale di sola difesa?
  •  Penso che I'Aikido sia un'arte marziale (Budo, Bujutsu). Non c'e alcun interesse nel praticare il Keiko se non servisse a combattere, o se non servisse a difendersi. La tecnica della difesa sta nel praticare con diverse persone, essere in contatto con la loro tecnica, con la loro forza d'animo e capire come includerla nella propria forza, nella propria sensibilità. Nel mio insegnamento voglio dare importanza all'indipendenza dal fatto di decidere, a priori, i propri movimenti e, allo stesso tempo, lavorare su se stessi durante il Keiko.
  • 8) Che cos'e l 'Atemì ? Qual e la sua migliore utilizzazione?
  • Per quanto riguarda 1'Atemi e sufficiente "rientrare" (caricare il colpo) perche sia una buona tecnica. Esso e un movimento chi deve partire dal fondo della pancia, attraverso il fermo mantenimento dell'asse principale, vado a toccare il punto vitale del partner. L'Atemi permette di scovare le disattenzioni e le imprudenze del partner, ma anche di verificare la distanza tra se stessi e I'avversario. Nel kendo si dice che «il fatto di tagliare (Kiri) fa parte del dominio della ragione e il fatto di toccare (tsuki) fa parte del dominio dell'intuizione». Lo tsuki corrisponde all'Atemi ed e estremamente importante quando si vuole allenare I'intuito e la sensibilità.
  • 9) Pensa che esistano tecniche più importanti di altre?
  • Pensa che Ikkyo sia il principio fondamentale?
  • Cos'e un principio?  Abbiamo estratto delle applicazioni "movimenti" e delle "forme" che non appartengono a nessuna categoria Per me, sono fondamentali le tecniche (waza) piuttosto che le forme (kata) quindi le "tecniche" di Ikkyo, di Irimi e di Shihonage.  L'importante e mantenere una giusta distanza (Girigiri) per ottenere un movimento unificato (Ikkyo) e mantenendo il sutemi (Irimi obbligare il partner a muoversi (Shihonage). Bisogna utilizzare la forza di Kokyu, e saper disfarsi del Kokyu. Ikkyo si scrive ii giapponese con il segno «uno» e «imparare». Pertanto penso che questo nome derivi dal riscontrare la presenza di Ikkyo nel corsi della pratica di più tecniche. «Uno» significa qualche cosa di molto grande: I'inizio e la fine. La tecnica e una, questo «uno» significa tutto.
  • 10) Cosa ne pensa del confronto tra tecnica da seduto (suwariwaza) e tecnica in piedi (tachiwaza)?
  • Una delle particolarità dell'Aikido e la tecnica da posizione seduta. E una tecnica che non possiamo smettere di praticare durante il Keiko e alla quale si deve essere molto attenti. Questo vale sia per il principiante che per il più esperto, si tratta di calare il proprio cuore, di calare il proprio centra di gravita, riprendere una respirazione stabile. La tecnica da seduto ci permette di far tutto questo naturalmente, quindi diventa possibile costruirci un asse fermo e uno stomaco forte. Suwarizawa permette di fortificare "gambe" e le "anche" che sono la base delle tecniche anche in tachiwaza.
  • 11) Da quando ha iniziato a praticare, I'Aikido non ha mai smesso d'evolversi: pensa che sia una cosa positiva?
  • Ci sono stati cambiamenti seguendo le epoche, tutto cambia in questo mondo. I principi, la spiritualità, le ambizioni, i pensieri continuano a esistere come prima, restano e vivono anche oggi. La maniera di vedere le cose, il modo in cui si fa il Keiko, I'orientamento e stato trasmesso di epoca in epoca dalla gente, le parole possono restare e possiamo assicurarci che restino, ma e impossibile trasformare in parole tutto ciò che sentiamo. Ai giorni nostri abbiamo anche delle eccellenti tecniche d'immagine, ma gli esseri umani "sono", e per questa ragione che per loro e difficile imitare e catturare tutte le immagini. La grandezza e I'importanza di ciò che abbiamo potuto imparare dal nostra corpo e inciso solo nel nostra cuore. Rispettare le tradizioni, vivere I'instante presente, avere una vita, imparare ed imparare ancora, allenarsi e allenarsi ancora per far nascere qualcosa di buono, di bello. Se sviluppassimo queste qualità, forse potremo capire un giorno. Pratico il Keiko dando importanza a questo. In questo mondo, ciò che dovrà essere modificato si modificherà e ciò che non dovrà essere modificato non lo sarà.  II Dojo e il retroscena, e la vita di tutti i giorni e la scena. Un Keiko può durare 3/4 ore nelle quali diamo il massimo di noi, poi ci resta comunque tanto tempo fuori dal Dojo. Non ci sono situazioni che tirano fuori le tecniche dalla vita di tutti i giorni, e non ci sono situazioni che non tirano fuori la vita di tutti i giorni dalle tecniche.
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