Nomoto Jun

 

L'intervista al Maestro Jun Nomoto  1990.

 

Nomoto Jun Sensei con il m° Fiordineve - Bologna 2004

 

  • Il maestro Tada essendo una persona estremamente pragmatica pur tuttavia  non  ha mai mancato di fantasia così agli inizi della sua esperienza in Italia  inizi approfittò della disponibilità offerta da molti  giovani praticanti di talento per uscire dal Giappone per fare esperienze.
  • E  così che si trasferirono  in Italia insegnanti  quali Kano Yamanaka,  a Firenze, Imazaki Masatoshi,  a Milano, e Jun Nomoto che inizialmente si stabilì a Genova per poi sostituire Yamanaka a Firenze al suo rientro in patria.
  • «E' stato il Maestro Tada a mandarmi in Italia. In quel periodo a Firenze - stiamo parlando del 1976  c'era il Maestro Yamanaka, che aveva intenzione di aprire nuovi dojo a Viareggio e Pisa e aveva bisogno di un assistente. Il Maestro Tada però sosteneva che due maestri per Firenze erano troppi. Proprio in quegli stessi mesi, precisamente nel settembre del 1976, il responsabile di Genova chiese un aiuto. Fu così che iniziai ad insegnare a Genova, cosa che feci per un anno, mentre a Firenze insegnai per quasi quattro anni. Mi sono laureato in giurisprudenza, ma la mia vita professionale ha imboccato ben presto strade diverse, divergenti ed impensabili rispetto al mio titolo di studio. Lo so: in molti si domanderanno che cosa ci faccia un avvocato sul tatami. Mi spiego. Se mi fossi fermato in Giappone e non avessi scelto di fare Aikido, sarei restato un semplice impiegato, avrei dovuto aderire ad uno schema predeterminato e preconfezionato, fatto di quotidianità, di orari, di preoccupazioni per la carriera... Oggi so con certezza che me ne sarei pentito. Fu proprio la decisione di dedicarmi all'Aikido e di trasferirmi, anche se solo temporaneamente, in Italia che si è rivelata fondamentale per le mie scelte future. Anche perché l'Italia mi offriva l'opportunità di praticare ad un certo livello. Il vostro Paese mi comunicò subito, fin da quando misi piede a terra, sensazioni ed impressioni positive, che sono venute via via confermandosi. Dovete sapere che, prima di partire, dell'Italia sapevo solo qualcosa che avevo letto su un libro. Sapevo dire "buongiorno " e "spaghetti ". E proprio "buongiorno " dissi al primo che incontrai a Roma, quando atterrai,  anni fa. Rispose al mio saluto con apertura e disponibilità. Capii subito che sarebbe stata una bellissima avventura. 
  • Furono anni di treno peregrinazioni.
  • Basare il proprio insegnamento so, sulla città di Genova si rivelò subito problematico,forse il carattere ligure si adattava poco al mio, fatto sta che gli allievi non erano tanti e così presi percorrere la penisola.
  • Svolgevo stages e collaborai con gli insegnanti alla conduzione delle lezioni,  infatti ho conosciuto tantissime persone, e lentamente mi sono innamorato dell’Italia, ricordo di essere stato spesso  ospite del maestro Laiso Vittorio responsabile della scuola di Aikido di  Lauria e Maratea che gentilmente mi offriva di trascorrere il periodo  estivo presso le sue strutture e trascorrere piacevoli giornate al Mare, oltre chiaramente a svolgere lezioni  per lui ed i suoi allievi. Avere incontrato persone così gentili e disponibili è stata la mia fortuna, ed è proprio grazie ad essi che  ho conosciuto la gioia  e l’amicizia .