Casa e Famiglia

 

CASA E FAMIGLIA

  • L'antico sistema "ie" (della linea familiare), dominato dal maschio e ordinato in base all'età, fu cancellato dalla costituzione nel 1946, fatto che contribuì alla migrazione urbana di massa alla ricerca di un'opportunità di impiego. Nella antica tradizione, vivevano sotto lo stesso tetto tre generazioni, un modello di famiglia allargata sopravvissuto solo in alcune zone rurali; oltre il 77% della popolazione vive nelle città, dove la famiglia mononucleare è la norma. Tuttavia un indice di natalità in calo pone l'incalzante problema di una società che invecchia. L'assistenza agli anziani è totalmente inadeguata, le famiglie allargate stanno nuovamente crescendo, ma, grazie al fatto che le diverse generazioni vivono in appartamenti separati dello stesso edificio, gli occupanti possono godere di maggiore autonomia e privacy. L'abitazione standard per una famiglia di città di ceto medio, con un figlio, è la "2LDK" (due stanze da letto, salone/sala da pranzo/cucina in un unico locale). Considerata la carenza di spazi vivibili, gran parte dei Giapponesi, soprattutto uomini, cerca passatempi fuori casa. Nella famiglia moderna prevale ancora la figura del maschio: l'uomo più anziano ha diritto di fare il bagno per primo e la femmina più giovane resterà per ultima. Se ci sono ospiti, la moglie prima serve le pietanze a loro e al marito, riservando il proprio pasto a un secondo momento. La casa continua a essere per la donna giapponese il suo castello: è la donna che si occupa della gestione delle finanze familiari, che decide per i figli e per eventuali traslochi. Il marito porta a casa lo stipendio e in cambio riceve gli spiccioli, il kotozuke. Un tempo la linea familiare ie dava vita a famiglie estese vantaggiose per l'andamento della famiglia stessa. Con il matrimonio, la donna diveniva proprietà della famiglia del marito e spesso troncava i rapporti con la propria. Ciononostante, sin dai tempi feudali, se la famiglia della moglie non aveva eredi maschi, poteva capitare che il marito entrasse a far parte della famiglia di lei, assumendone il cognome. In Giappone, la consanguineità non è mai stata considerata l'elemento essenziale dei legami di parentela e ancor'oggi gli uomini sono "adottati" dalle famiglie che desiderano un erede maschio.