Splendore Ashikaga

 

La reggenza Hójó e lo splendore degli Ashikaga

  • Lo shogunato di Kamakura, almeno agli inizi, non aveva connotazioni a carattere nazionale ma rappresentava soltanto il centro del potere dei samurai. Organo supremo fu il Samurai Dokoro, l'Ufficio dei samurai, che sovraintendeva al reclutamento, alla strategia, alle nomine; assieme alla Corte d'appello, Monchujò e all'Ufficio amministrativo, Kumonjó, rappresentavano le strutture più importanti del governo.
  • I samurai ricoprirono dunque sia incarichi militari che civili e il potere della corte inizia ora un declino senza precedenti, anche se ufficialmente i due governi, militare e imperiale, operarono parallelamente. Ma sarà proprio questo governo parallelo a decretare la fine di quello aristocratico. Tra le novità del periodo ci fu il Codice delle leggi feudali, Jòei Shikimoku (1232) compilato a uso di giudici e amministratori, mentre le norme che avevano regolato il clan dei Minamoto, diventano legge in tutto il paese.
  • Se Yoritomo con l'istituzione degli intendenti militari (jitò) e di governatori militari (shugò) aveva tenuto sotto controllo le proprietà terriere, quando salirà al potere Ashikaga Takauji, gli shugò aumenteranno notevolmente le entrate per sovvenzionare gli eserciti. Ma sarà il terzo shógun della nuova dinastia, Yoshitsune (1338-1408), a rendere ancora più potente la classe militare attribuendo agli shugò incarichi civili nel governo centrale, oltre a quelli di governatori militari delle province. Il loro potere aumentò in quanto ebbero il titolo di signore feudale, proprietario terriero e furono noti come daimyó o shugò daimyò (grandi vassalli).
  • Come i Fujiwara erano stati sconfitti dai Taira, che a loro volta erano stati sostituiti dai Minamoto, ai quali l'imperatore aveva delegato il suo potere, questi ultimi, dopo la morte di Yoritomo (1199) furono sostituiti da un'altra componente, quella degli Alti
  • Commissari (shikken), coloro che rappresentano l'autorità, i de-legati, reggenti o tutori degli shògun. Provenivano tutti dal potente clan Hójó, tanto abile da governare il paese fino al 1333. Gli interessi familiari, ancora una volta si dimostrarono più forti di qualunque altra considerazione. Fu comunque in questo periodo che il buddismo zen divenne un elemento fondamentale per la classe dei samurai che lo adotteranno e lo diffonderanno.
  • Proveniente dall'india, era stato introdotto in Cina da Bodhidharma (vi secolo) per raggiungere il Giappone un secolo dopo. Non fece presa su una società ancora in formazione, ma i suoi insegnamenti diventarono fondamentali per la classe guerriera.
  • Durante il periodo Kamakura vennero attuate importanti in-novazioni e riorganizzazioni dell'apparato amministrativo e fiscale, ma anche nel campo militare il bakufu si trovò a respingere le due invasioni mongole (1274 e 1281) che per la prima volta misero in serio pericolo la libertà dell'intero paese. La pace del Giappone finì sotto gli attacchi del celebre Kublai Khan, il protettore di Marco Polo.
  • La corte imperiale, limitata nei suoi poteri era diventata puramente simbolica e i tentativi di farle recuperare l'autorità si erano dimostrati fallimentari. L'opposizione al pericolo mongolo, guidata dallo shikken Tokimune (1256-1284), sembrò restituire una parvenza di unità ai giapponesi di tutte le classi sociali e porre fine agli antagonismi tra corte e Hójó; fu però soltanto un fuoco di paglia; le difficoltà intrinseche permanevano, anzi peggiorarono. Le due invasioni, anche se sgominate, si riveleranno fatali agli Hòjò che, non avendo bottino da distribuire ai guerrieri impiega-ti nella difesa dell'impero, persero il loro prestigio.