Sentimento nell'Arte

 

GIAPPONE MEDIOEVALE

PENSIERO E SENTIMENTO RIFLESSI NELL'ARTE

Per definire e inquadrare la personalità del giapponese medioevale, gi storici concordano di solitonell'individuare l'età di mezzo nipponica con quella che abbraccia l'epoca Kamakura e l'epoca Muromachi immediatamente successiva. Si tratta di circa quattro secoli, dal 1185 (anno in cui il potere passò dall'antica aristocrazia ai nuovi signori, i Samurai) fino al 1573 (in cui finì il regime di Ashikaga, Muromachi). Queste due epoche sono simili fra loro e si distinguono abbastanza chiaramente dalle altre età della storia nipponica. Il concetto di feudalismo, come è inteso nella storia europea, può essere applicato con uguale significazione socio-politica alle caratteristiche delle epoche Kamakura e Muromachi. Il parallelismo fra la storia europea e giapponese è puntualizzabile con alcuni esempi: coesistenza competitiva dei signori feudali, servi legati alla terra, popolarizzazione della religione, tumulti contadini, nascita delle corporazioni artigiane e delle città libere ecc.. Precedente all'epoca Kamakura è quella detta Heian, caratterizzata dal predominio aristocratico. Concentrati specialmente alla corte di Kyoto, gli aristocratici resero più raffinata e nazionale la cultura appresa in Cina, in Corea nelle precedenti epoche Asuka e Nara e infine originarono una cultura autonoma, segnando così una tappa tipica della storia nipponica. Della quattro volte secolare epoca Heian (dalla fine dello VIII alla fine del XII), gli ultimi tre secoli sono caratterizzati da un completo isolamento. Durante questo lungo periodo il Giappone volle rompere ogni legame culturale e diplomatico con l'esterno, analogamente a quel che accadde durante l'epoca Edo (dal principio del XVII alla metà del XIX secolo). L'epoca Heian è di assimilazione, maturazione e creatività come accadrà nell'epoca Edo. La storia giapponese è caratterizzata dal tipico alternarsi di un periodo di ricettività a un periodo di assimilazione della cultura recepita, assimilazione che postula una nuova creazione originale in completo isolamento. Si può dire che tale era ed è stato il destino - buono o cattivo - di questo stato insulare, e perciò separato dal resto del mondo e caratterizzato dalla propria situazione geografica. L'epoca Heian ha lasciato un'orma molto profonda nella cultura, nel sistema di vita, nell'ambito mentale della popolazione: pertanto, ricordare attentamente quell'epoca è quasi pregiudiziale allo studio del periodo susseguente. Il buddhismo - entrato in Giappone verso la metà del VI secolo - ha scavato profondamente nella coscienza nipponica fin dall'epoca Heian. Dal buddhismo i giapponesi hanno appreso una eccelsa filosofia della vita e la loro conoscenza dell'animo umano è diventata molto profonda. Non si può negare che il buddhismo abbia insegnato ai nipponici il pessimismo verso la vita terrena così come l'ottimismo verso la vita eterna. E' innegabile però, che i nipponici dell'epoca Heian non erano allegri ed ottimisti come i loro progenitori; è scomparso quell'ottimismo magnanimo e semplice caratteristico di quasi tutti i poeti del Kojiki (la mitologia del genesi nipponico in cui rifluisce l'epoca fin dal IV secolo, raccolta da Ono Yasumaro nel 712) e del Mayo-Shu, antologia poetica dal secolo V all'VIII, raccolta da Otomo-no Yakamochi nel 759). Ovviamente la società era cambiata: il tempo era trascorso e i giapponesi non erano più nell'adolescenza della loro storia. Ciò non toglie che la profonda melanconia riflessa ad esempio da Genji-Monogatari è incomprensibile qualora si trascuri l'influsso buddhista. Notoriamente il buddhismo studia in profondità la psicologia umana: la chiaroveggenza psicologica dimostrata dall'autrice del capolavoro ora citato, è di derivazione buddhista; la maggior parte della letteratura dell'epoca Heian è letteratura psicologica di Kokoro. Il buddhismo dell'epoca Nara (secolo VIII) era piuttosto di impronta statale; era un buddhismo «monumentale» di cui si ha una raffigurazione nel tempio Horyuji oppure nel Gran Buddha di Nara; i capi di stato, quali il principe Shotoku-Taishi oppure l'imperatore Shomu, erano i più convinti promotori del buddhismo. Successivamente all'epoca Heian, invece, il buddhismo divenne una religione «individualistica»; osserviamo che con la diffusione del buddhismo, sia le sue caratteristiche sia il sostegno spirituale da parte dello stato hanno ceduto il passo alla caratteristica salvifica dell'anima individuale, tipizzazione fondamentale della religione. Le principali diramazioni del buddhismo nell'epoca Heian furono: Shingon (806) Kukai (772-835) Tendai (805) Saicho (765-835) Jodokyo (985) Genshin (941-1017). Le prime due erano Mikkyo, vale a dire che ambedue erano mistiche, con forti influssi indiani. In queste religioni si possono osservare due elementi importanti:  Nel Mikkyo, come nello Shintoismo - religione autoctona dei nipponici - predomina la adorazione della natura; l'ente supremo del Mikkyo era la luce, detta Dainichinyorai (il sacro sole). 2) Queste religioni introdussero, per la prima volta in Giappone, i concetti di Jigoku e Gokoraku, cioè di inferno e paradiso. Mentre l'inferno è molto vicino a noi, cioè in questo stesso mondo, il paradiso è incommensurabilmente lontano, verso ovest. Un'idea della cosmogonia pre-medievale ci è data dalle pitture di Amida, dai Rotoli di Rokudo (sei mondi di reincarnazione), dalle eleganti statue di Buddha scolpite da Jocho e dal noto tempio Byodoin raffigurante il paradiso, ecc. Fra gli aristocratici - specie fra le dame - era molto di moda la fede nell'Amida, salvatore sovrano di Gokuraku (il paradiso). L'epoca Heian ha visto le donne predominare culturalmente; si ebbero eccellenti scrittrici fra cui Murasakishikibu (974-1031) oppure la sua contemporanea Seishonagon, e la cultura divenne estremamente raffinata. Se nelle sculture di Jocho - come ad esempio la statua di Nyorai (Hoodo) - oppure nella pittura fantasiosa di Hugenbosatsu, immerso in meditazione a cavallo di un elefante bianco in cammino (al museo nazionale di Tokyo), si incarna l'anelito dell'epo ca Heian verso la dolcezza, l'armonia, la femminilità, la fantasticheria, ci è dato cogliere (nell'antologia poetica Kokin-Shu raccolta da Kinotsurayuki nel 905; nel Genjimonogatari, la storia del Genji raccolta da Murasakinshiku in 54 volumi intorno al 1012; nella prima novella psicologica al mondo, il Makura no-Soshi un primo saggio redatto da Seishonagon intorno al 998; nei numerosi diari femminili) la testimonianza della vastità del l'orizzonte culturale e la squisita sensibilità dei giapponesi. Contemporaneamente ci è possibile intravedere la vita, i gusti e i costumi dell'epoca considerata. Va ricordato che questa fecondità letteraria femminile è stata resa possibile dalla invenzione della nuova scrittura Kana (l'alfabeto giapponese di 48 segni) apparsa probabilmente verso la metà del IX secolo: questo nuovo tipo di scrittura era molto più adatta alle donne per il suo andamento semplice, scorrevole, elegante e flessibile. D'altra parte non bisogna dimenticare che l'epoca Heian è stata teatro di continue lotte civili e di grandi travagli sociali, interpretati con un duro realismo nel film Rashomon (per la regia di Kurosawa nel 1952). Questo stato di cose fu specialmente notevole nella seconda metà dell'epoca citata: un quadro sinottico della storia giapponese ci fa vedere che oltre alle frequentissime guerre civili, le calamità (terremoti, inondazioni, carestie, epidemie, ecc.) aumentarono di frequenza e intensità a partire dall'XI secolo.L'esistenza sensuale e decadente della nobiltà e l'indigenza popolare costituivano uno stridente contrasto; si viveva pervasi da un forte senso apocalittico (il mondo di Mappo); infatti la classe aristocratica ben presto sarebbe stata distrutta da quella dei Samurai o guerrieri: la bella epopea Heikemonogatari (storia degli Heike) ci narra molto liricamente la tragica guerra civile:Guardandomi intorno non c'erano fiori né foglie rosse solamente una capanna sulla riva del mare nel crepuscolo autunnale. Fujiwara-no-Teika (Antologia della poesia Shin-Kokin-Shu, 1205) Questa strana visione simbolistica annuncia l'avvento della nuova tappa: il medioevo. Scomparve lo splendore della società aristocratica durata quasi mille anni; la stagione lieta dei fiori e delle foglie rosse era finita. Yoritomo, vincitore dello scontro nel mare Dan-no-Ura (nel 1125), eresse Kamakura (una città di provincia) a centro amministrativo del nuovo sistema politico.

Dott. Yasunari  Kitaura