Educazione e istruzione 

 

 


Educazione e istruzione

 

  • Si dice che gli Occidentali si liberino dalle imposizioni dell'infanzia per godere in età adulta di una relativa libertà, in Giappone invece è il caso opposto. In genere i bambini giapponesi sono trattati con maggior indulgenza, rispetto ai loro coetanei occidentali. Una sculacciata nonè vista di buon occhio; il bambino capriccioso rischia solo di esser preso in giro dagli altri con la minaccia da parte della madre di lasciarlo da solo. L'educazione si fa più rigida al di fuori delle mura domestiche. Nei 6 anni di scuola elementare e 3 di scuola superiore, l'esortazione a conformarsi alle regole e alla disciplina del gruppo tende a prevaricare le aspirazioni personali. L'impegno scolastico per arrivare agli studi universitari è famoso: il periodo del jiken jigoku (l'inferno degli esami) concede agli studenti solo 5 ore di sonno per notte. Nonostante un impegno di studio a casa doppio rispetto ai compagni italiani, gli studenti frequentano anche le juku (scuole private di ripetizione) per altre 3 ore dopo il normale orario scolastico. Molti occidentali rispettano il sistema didattico giapponese, presumendo che garantisca il successo economico. In realtà, nonostante sia stato plasmato sui modelli americani ai tempi dell'Occupazione (1945-1952), i suoi contenuti tradizionali sono stati modificati. In Giappone gli esami, sotto forma di questionari, obbligano a memorizzare meccanicamente fatti e personaggi, senza incoraggiare la riflessione personale. L'impossibilità di essere ammesso all'università prescelta è causa di angoscia per genitori e figli tanto che chi raddoppia gli sforzi frequentando a tempo pieno le juku al di fuori della programmazione statale viene definito un ronin, un samurai senza padrone. È chiaro che il sistema necessita di una drastica revisione. L'università, quattro anni di relativa libertà e spensieratezza prima di iniziare la scalata all'inesorabile macchina del sistema lavorativo, è vissuta come una sinecura. Le compagnie giapponesi addestrano le nuove reclute sul campo e spesso assumono i laureati in base al prestigio dell'università frequentata piuttosto che per i successi accademici ottenuti. Con la crescente competitività del mercato, tuttavia, la richiesta di specializzazione pone l'accento sui titoli di laurea.