Linguaggio e Scrittura

 

LINGUAGGIO E SCRITTURA

  • L'origine della lingua giapponese non è nota. Appartenente al ceppo urale-altaico, che comprende Finnico, Mongolo, Turco e Coreano, è simile, nella grammatica, a quest'ultimo, con il quale tuttavia non condivide quasi alcun termine. Nonostante il Giappone abbia adottato molti elementi della cultura cinese, inclusa la scrittura, la lingua non ha legami con il Cinese. Potremmo risalire ai primi abitanti del Giappone, gli Ainu, ma al di là di poche parole e dei nomi di alcune località, la lingua Ainu non sembra avere collegamenti con il Giapponese. Esistono prove di un lontano rapporto con le lingue austronesiane, vale a dire conla Malesia, l'Indonesia e le Filippine, in particolare nella fonetica delle vocali. Questa incognita è fonte d'ipotesi sempre nuove. La fonetica latina delle vocali A-E-I-O-U permette di pronunciare facilmente alcune parole giapponesi, ma imparare a parlare correttamente è un'altra faccenda. La costruzione della frase nella sequenza soggetto-verbo-oggetto, tipica a molte lingue europee, vede nel Giapponese l'oggetto al primo posto seguito dal verbo, che ingloba il soggetto, in posizione finale. Il discorso può essere familiare, informale, formale e semplice; uomini e donne si esprimono usando pronomi personali diversi e sinonimi adatti al contesto. La lingua giapponese utilizza tre alfabeti nello stesso tempo. Il kanji ovvero i caratteri cinesi, importati durante il V secolo d.C. e gli alfabeti con la fonetica hiragana e katakana, di origine puramente giapponese, utilizzati a partire dalTVIII secolo. Semplificando, il kanji è usato per i sostantivi, Y hiragana per trasformarli in verbi e aggettivi e il katakana per adattare i nomi di origine straniera. Il romanji (caratteri romani), utilizzato nei testi pubblicitari, rappresenta una quarta forma linguistica. Esistono troppi omofoni perché si possa creare un'unica rappresentazione fonetica (esempio: la parola seki, se non viene scritta in caratteri kanji, può indicare una diga, il raffreddore o una sedia).