Circolazione del KI

 

TECNICHE DI CIRCOLAZIONE DEL KI

di Tada Hiroshi Sensei

 

Esercizio principale (10 minuti)

  • Esistono innumerevoli possibilità e varianti per le tecniche di circolazione del ki, ma ne illustrerò  solo le più semplici.
  • Per imparare a sentire la vibrazione del ki nel nostro corpo risultano molto utili gli esercizi di vocalizzazione . Infatti la vibrazione fisica provocata dal suono può essere utilizzata come sensazione tattile di circolazione dell'energia.
  • Durante l'inspirazione , mentre si sollevano le braccia, si visualizza il ki che entra dalla pianta del piede sinistro e risale per tutta la gamba , lungo la parte sinistra del tronco fino al braccio e alla testa Nella  espirazione invece si visualizza un percorso che parte dalla testa
  • e dalla punta delle dita del braccio destro, scende lungo la metà destra del tronco e della gamba corrispondente fino al piede.
  • Nella seconda respirazione il percorso sarà esattamente contrario al precedente. Si visualizza cioè la circolazione del ki in salita lungo tutto il lato destro del corpo durante l'inspirazione, mentre il percorso in discesa avverrà durante l'espirazione e lungo la metà sinistra del corpo; e così di seguito.

Variante 1 (10 minuti)

  • L'esercizio è molto simile al precedente, però durante l'inspirazione si visualizzerà/percepirà l'ingresso del ki contemporaneamente da entrambi i piedi lungo le gambe e il tronco fino alla punta delle dita delle mani e alla sommità della testa . Con l'espirazione il percorso visualizzato sarà esattamente inverso al precedente cioè dalla parte alta del corpo fino alla pianta dei piedi .
  • E così di seguito. Tutti gli esercizi fino ad ora proposti possono essere eseguiti con gli occhi aperti o chiusi. Questo dipende dalle caratteristiche personali di ogni individuo: se tenendo gli occhi aperti ci si distrae facilmente è preferibile allenarsi con gli occhi chiusi; se, al contrario, chiudendo gli occhi si viene assaliti da molti pensieri ed immagini che distolgono dalla pratica è opportuno aprirli. Attraverso l'allenamento si potrà sentire e capire qual è il sistema migliore per ognuno di voi.Quando si eseguono gli esercizi con gli occhi aperti è meglio cercare di fissare lo sguardo in un punto come se si osservasse la cima di una montagna lontana o la linea dell'orizzonte. Quando invece si tengono gli occhi chiusi bisogna cercare di "guardare dall'interno" un punto posto tra le due sopracciglia per evitare che gli occhi si muovano.
  • Ai-Awase

Variante 2  (10 minuti)

 

  • Questa seconda variante si può eseguire anche a coppie o davanti ad uno specchio che rifletta l'intera persona.
  • Si parte con il piede destro in avanti e con entrambe le braccia estese frontalmente .
  • Si inizia l'inspirazione facendo eseguire alle braccia un movimento circolare portandole fin sopra la testa mentre il peso del corpo viene spostato sulla gamba sinistra arretrata . Con un movimento fluido e continuato si esegue un breve osoku, mentre le braccia scendono lateralmente lungo il tronco fino ad arrivare all'altezza dei fianchi in linea con l'ombelico.
  • A questo punto inizia l'espirazione mentre si sposta il peso del corpo sulla gamba destra e si spingono le mani in avanti riportandosi nella posizione di partenza . E così di seguito, in un ciclo continuo, avendo cura di cambiare gamba (senza interrompere il ritmo della respirazione) ogni qualvolta se ne sentirà la necessità.
  • Quando il movimento diverrà automatico si dovrà visualizzare il ki che si accumula nell'addome (hara) durante l'inspirazione per poi scorrere lungo le braccia e le gambe quando si espira .
  • Nella pratica a coppie si tratta di eseguire gli stessi movimenti. I due partner si dispongono a 3-5 metri di distanza l'uno di fronte all'altro ed eseguono la variante 2 con lo stesso ritmo respiratorio facendo cioè coincidere inspirazioni, pause ed espirazioni e con movimenti eseguiti in sincronia. Lo sguardo viene tenuto fisso sul petto o sul centro tra le sopracciglia del partner.
  • Una ulteriore variante della stessa tecnica, definita In-Yin yang  Awase, si differenzia dalla precedente per il fatto che le respirazioni e quindi i movimenti sono sfasati cioè alla inspirazione pausa di un partner corrisponde l'espirazione dell'altro e viceversa . Osservando l'esercizio sembra che quando uno dei due esegue l'espirazione spinga invisibilmente l'altro, il quale a sua volta sembra "attirare" verso di sé il partner. I movimenti delle braccia e delle mani non sono da considerarsi rigidamente codificati, per cui dopo una lunga pratica è possibile che venga fuori la forma più adatta per ognuno.

Sho-shu-ten

(Piccola circolazione celeste) (10 minuti)

 

  • Questo esercizio si è sviluppato in particolar modo in Cina e veniva praticato soprattutto dagli adepti del Taoismo i quali ricercavano l'immortalità del corpo. La tecnica preparatoria allo Sho-shu-ten consiste nell'inspirare a partire dalla base della colonna vertebrale fino alla sommità della testa ed espirare percorrendo la spina dorsale dall'alto verso il basso. Quando questo esercizio diventa di facile esecuzione e la sensazione della propria colonna vertebrale risulta chiara, si può procedere con l'esercizio vero e proprio.
  • Ne esistono innumerevoli varianti ma il concetto di base è quello di far circolare il   ki in un circolo energetico che parte dal primo chakra, cioè dalla zona del perineo (posto tra l'ano e i genitali), prosegue lungo la colonna vertebrale, raggiunge l'apice della testa  per poi scendere anteriormente lungo la linea centrale del corpo passando per l'ombelico e tornando al perineo .
  • Naturalmente si associa la respirazione al movimento interiore.
  • Durante l'inspirazione percepite nettamente la vostra energia interna che risale, a partire dal perineo, lungo la colonna vertebrale fino ad arrivare all'apice della testa e poi alla zona del "terzo occhio" che corrisponde all'ajna chakra( ruote energetiche poste sulla linea mediana frontale del corpo). Con la successiva espirazione fate scendere il ki lungo la linea che passa per il naso, la gola, il centro del petto, il plesso solare e l'ombelico per poi farlo ritornare al perineo.

Il ciclo completo

Variante 1

 

  • In questa variante ci si sofferma su ogni singolo chakra durante l'esecuzione dell'esercizio che parte sempre dalla concentrazione nella zona del perineo. Si inizia dunque inspirando ed espirando mantenendo l'attenzione sul primo chakra. Con la successiva inspirazione si sale lungo la colonna spostando l'attenzione sulla zona posta sulla stessa linea del ka-tanden (ushiro tanden) e si espira nel punto raggiunto . Si sale ancora un po' fino ad arrivare, con un'altra inspirazione, dietro al plesso solare dove si effettuerà l'espirazione . Con la terza respirazione si sale fino al collo e si espira. Ancora una inspirazione e si arriva dietro la fronte. In questa zona si espira . Infine con un'altra inspirazione si giunge all'apice della testa dove si espira sempre "verso" il chakra (sahasrara). A questo punto si effettua un'altra inspirazione e scendendo si espira fino a raggiungere la zona posta tra le sopracciglia e qui si inspira . Espirando si scende fino all'altezza della gola dove si effettua una fermata inspirando . Ulteriore espirazione e si arriva fino al plesso solare , si inspira e si scende al ka-tanden espirando  e, da qui, dopo un'altra inspirazione si ritorna al perineo per iniziare un altro ciclo.
  • Riassumendo si inspira mentre si "sale" lungo la schiena, espirando in corrispondenza del chakra. Invece si espira mentre si "scende" nella parte frontale, inspirando in corrispondenza dei chakra.
  • Questa variante può essere usata come tecnica base da coloro che trovano difficoltà nell'eseguire un'intera "circolazione" con un unico respiro.

Variante 2

 

  • Questa variante è del tutto simile alla precedente con l'unica differenza che durante la pausa sul chakra non si invia la respirazione verso l'interno del chakra, per "attivarlo", ma verso l'esterno per "aprirlo".

Variante 3

 

  • Espirare ed inspirare per sette volte in ogni singolo punto dove ci si sofferma durante lo sho-shu-ten (perineo, ushiro-tanden, plesso solare, nuca, apice testa, tra le sopracciglia, gola, plesso solare, ka-tanden e di nuovo perineo).

Variante 4

 

  • Questa variante consiste nell'esecuzione di una qualunque forma di Sho-shu-ten mentre si cammina. È molto importante durante questa pratica osservare un punto lontano all'orizzonte come se si guardasse la vetta di una montagna, allo scopo di aumentare le sensazioni cinestetiche e di evitare distrazioni. Alcune persone potranno trovare questa variante di più facile esecuzione rispetto alla forma statica. Naturalmente esistono moltissime forme e varianti di Kokyu-ho.

Conclusioni

  • Ci siamo  limitati qui  a descrivere solo le tecniche fondamentali di respirazione.
  • Infatti rispetto ai discepoli delle scuole iniziatiche del passato noi possediamo molte più conoscenze teoriche e abbiamo più possibilità di scelta tra diverse discipline e tecniche. Ma quegli allievi praticavano con costanza e determinazione ogni insegnamento che avevano ricevuto dai loro maestri riuscendo a realizzare molti più obiettivi rispetto a noi che spesso ci limitiamo semplicemente a "collezionare" intellettualmente una serie infinita di tecniche senza metterle in pratica con costanza.