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Presupposti dell’Allenamento
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•Osservazioni di carattere Anatomico e Biomeccanico del bambino
• a) Costituzione
• b) Condizione
Qualità motorie
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• Forza
• Resistenza
• Velocità
• Mobilità
• Equilibrio
• Coordinazione
Allenamento giusto e sbagliato:
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? a) alla forza
? b) alla Resistenza
? c) alla Velocità
? d) alla Destrezza e Mobilità.
? Esercizi di Carico e Scarico
? Di presa di coscienza
? Mobilizzazione
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SVILUPPO
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•Sviluppo Somatico e capacità Senso percettive
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• Schemi posturali di Base
• Camminare
• Correre
• Saltare
• Lanciare
• Afferrare
• Rotolare
• Strisciare
• Arrampicare
Sviluppo Psicomotorio normale nel bambino e aspetti della Psicomotricità
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• Equilibrio
• Lateralità
• Concetto spazio temporale
• Schema corporeo
• L’Accrescimento
• Tappe evolutive
• Studio dei riflessi
• Schemi motori
PARAMORFISMI
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•Esame della forma del corpo
Movimenti e posture corretti
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•Attività adatte per le varie fasce d’età
• movimenti consigliati
• movimenti sconsigliati
• I piani del Corpo umano
• Il riscaldamento
• Il recupero
• Lo stretching
• Il Rilassamento
• Il Gridare
• La ludoterapia
• La competizione
• Il dolore buono e cattivo
Difetti posturali, ed esercizi indicati durante la pratica dell’aikido
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•Scoliosi
• Lordosi
• Cifosi
• Dorso curvo
• Scapole alate
• Piede piatto
• Ginocchio valgo e varo
• Esercizi consigliati
I problemi legati alla maturazione
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•Principali paramorfismi nell’età scolare
• Dinamica della colonna vertebrale
• Portamento astenico
• Iperlordosi e dorso curvo
• Atteggiamento scoliotico
Atteggiamenti e vizi di posizione
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•Debolezza posturale
• Alterazione posturale
• Atteggiamento nella respirazione
• Difetti a carico degli arti inferiori
• Attività fisica nelle (donne)
• Elementi di ginnastica correttiva
• Elementi di attività a scopo terapeutico
• Il massaggio
• L’ambiente
• Fatica e rigenerazione
TRAUMI
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Traumi durante l’esercizio fisico:
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•Crampo
• Stiramenti
• Strappi
• Tendinite
• Metatarsalgia
• Epicondiliti
• Talgia
• Pubalgia
• Emorragia nasale
• Vesciche
• Traumi Oculari
• Mal di Fianco (epatico e splenico)
Lesioni ed infortuni da attività nell’infanzia
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• Prevenirli e tutelarli
• Elementi di pronto soccorso
• Lesioni alla pelle
• Contusioni
• Distorsioni
• Lussazioni
• Sublussazioni
• Fratture
• Lesioni a muscoli e tendini al bacino all’addome al tratto urogenitale.
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NORME GENERALI D’ORIENTAMENTO DELLE LEZIONI
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1. La presentazione del bambino principiante
2. L’interazione col genitore Le domande ricorrenti Le loro richieste
3. Le lezioni di prova - come seguirlo
4. Regole d’etichetta
5. Catturare la loro attenzione
6. Il modo corretto di porsi dell’insegnante
7. Come suddividerli per fasce di età,
8. La conquista del loro affetto
9. La responsabilizzazione
10. Sviluppo psico intellettivo e corporatura
11. Il Gioco dell’imitazione degli animali per i più piccoli
12. Uso dei numeri per disciplinare la sequenza d’ordine
13. Esercizi di base, quali
14. Esercizi Complessi ed Acrobatici i più indicati
15. Esercizi attraverso il gioco
16. Esercizi a ritmo alternato
17. Esercizi per l’equilibrio
18. Esercizi più appropriati per le varie fasce d’età
19. Giochi e tecniche per una corretta impostazione posturale con il bastone
20. Le tecniche più adatte
21. Esercizi senso percettivi ad occhi chiusi, con scarsa illuminazione
22. Esercizi con attrezzi appropriati
23. Le cadute, quelle più indicate
24. Percorsi atletici ad ostacoli variegati
25. Massaggi a coppia per relazionarsi al partner
26. Gestione degli esercizi competitivi , a coppia , individuali, a squadra
27. L’emulazione dei cartoon
28. L’uso di colpitori
29. Suwariwaza Futaritori, Kagarikeiko
30. La disciplina - come ottenerla e gestirla
31. Le discussioni dei loro problemi
32. La gratificazione e la punizione
33. Elementi di arredo, l’uso dei colori, l’illuminazione, l’uso della musica
34. Le feste, le ricorrenze ed i compleanni sul tatami
35. Gli esami come procedere
36. Il regalino di fine corso
37. L’embukai
38. La gratificazione della cintura colorata , orientamento in base all’età
39. Il cerimoniale dove e quando
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D. Nemmeno una telefonata dalla segreteria per avvisarvi?
R Si una c’è stata ! Quella che ho fatto io al presidente dopo aver visto il calendario sul sito per chiedere spiegazioni.
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D E cosa le ha detto il presidente?
R. Si è scusato di non avermi avvisto del cambiamento, e questo è tutto.
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D Si è arrabbiato lei maestro per questa disattenzione ?
R Dispiaciuto più che altro; Considerando che questo è il mio 35° anno di pratica, ma soprattutto di dedizione incondizionata a questa attività. Attività che mi impegna tutto il giorno e tutti i giorni domeniche comprese da venti anni. Subire tali "disattenzioni", perpetrate oltretutto da persone impegnati nell’ aikido nel solo loro tempo libero, e per me assolutamente mortificante.
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D Ma, non le pare strano il modo di interpretare l’Aikido, specie se si pensa che parliamo dei vertici di una associazione cosi importante?
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R. Preferirei non rispondere. Dico solo che l’aikido dovrebbe farsi con il cuore, quello che Lowen, definisce l’espressione del se, la passione, la pulsione al piacere, la forza del ventre. Non l’espressione dell’Ego, al pulsione al potere al controllo e la sottomissione degli altri. Ma l’aikido cosi come altre cose è fatto da persone, alcune meritevoli, altre meno, altre per niente. Proprio come gli episodi di pedofilia che vedono coinvolta la nostra chiesa cattolica, vi sono dei preti eccezionali, altri discutibili, altri da radiare, ma dietro tutti loro c’è una grande verità, “ quella a cui io aspiro”. Come diceva O Sensei: “Io Non mi curo della gente, mi curo soltanto di Dio, perche la gente spesso non fa che dire e fare sciocchezze” . Non ti puoi curare di certe persone quando hai un ideale da perseguire. Percorri la tua strada al fianco di chi la vive col cuore, e non chi la percorre pervaso del proprio Ego traboccante, con la testa e lo sguardo così alto da non vedere le persone che sta calpestando. Le persone riconosci dall’atteggiamento, dalla postura, dal modo di porsi, di essere, da come vivono, ed esprimono se stessi, il corpo parla per loro, con quello non puoi mentire. Ed è quanto basta.
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D. Quindi terrà tre stage, di cui uno svolto in collaborazione con il M° Villaverde?
R. Quello che io so è che tutti e tre gli stage saranno condivisi con il M° Villaverde, lui invece ha detto che è stato solo coinvolto per il primo, staremo a vedere chi ha ragione.
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D Allora perché non hanno scritto correttamente?
R. Forse, perche avevano dei dubbi quando lo hanno preparato, forse perché non avevano ricevuto conferma, forse perche è cambiato qualcosa nel frattempo, non saprei
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D Siete stati sostituiti definitivamente o temporaneamente?
R Non eravamo noi a decidere prima, meno che mai adesso. Quello che ho vissuto sulla mia pelle era la tensione ad ogni stage, in quanto sempre sotto l’occhio dei vertici della associazione.
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D Chi e perché ha deciso che il vecchio progetto non andava più bene?
R Sul chi mi pare ovvio. Sul perché sarebbe interessante saperlo. Presumo si avesse voglia di fare qualcos’altro ora che i tempi sono maturi.
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D Maturi per cosa?
R Dopo quasi otto anni di stage per insegnati per bambini, sarà pur maturato qualcosa! È sotto gli occhi di tutti ciò che è stato fatto. “ Il nostro progetto era pioneristico nella nostra associazione, quando era ancora tutto da definire, coordinare, organizzare. Abbiamo lavorato duro intorno all’idea del nostro attuale presidente, affinchè vi fosse una coscienza nella didattica per bambini, un piccolo salto nel vuoto, che perdonate l’ illazione “ abbiamo fatto noi però”
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D Se già sapevate che vi era questa sostituzione, perche non lo avete comunicato durante l’ultimo che avete svolto questo anno a Roma?
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R Perche nessuno sapeva niente. Sapevamo solo il progetto passava nelle mani della direzione didattica, nella fattispecie il M° Zucco: e che d’ora in poi avrebbe diretto e deciso tutto lui.
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D Quindi all’ultimo seminario che avete svolto a Roma, il M° Zucco non vi ha anticipato niente?
R No! Ha assistito al seminario seduto lontano dal tatami,al termine si è complimentato con il noi.
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D. E cosa ha detto?
R Si è complimentato per la teoria, chiedendo gentilmente sia le slide mostrate durante lo stage che quelle proiettate negli scorsi anni. Non vi nascondo che anche a me sarebbe piaciuto avere tutto il materiale visionato nella teoria negli scorsi anni, ma so che è materiale personale per cui non mi sono mai permesso di chiederlo.
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D E per la pratica?
R Per la pratica ha detto di aver apprezzato sia la mia lezione con gli insegnanti che quella direttamente con i bambini intervenuti. Ha aggiunto poi che era evidente la mia preparazione quale insegnante I.S.E.F. Non ho corretto al momento quella affermazione per non essere indelicato, ma verrei farla adesso, visto che la ma la mia formazione Universitaria è di MEDICINA e CHIRURGIA e non ISEF. Penso sia doveroso dare a Cesare quel che è di Cesare
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D. Maestro; Cosa pensa di tutto questo? quali sono le sue considerazioni personali ?
R. Personalmente penso che l’attenzione al progetto aikido per bambini della direzione didattica giunga con troppo ritardo, 8 anni sono tanti. Un importante percorso intrapreso molti anni fa, non andrebbe interrotto all’improvviso. Si, certo magari modificato in alcune parti, o integrato con elementi aggiuntivi, questo si, ma non sospeso, e riformulato ex novo.
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D Non trova che sia un peccato l’esclusione del M° Travaglini?
R. Certamente! Escludere una cosi prestigiosa competenza dal progetto toglie molto al tutto. È un apporto altamente professionale che non puoi mettere da parte, all’improvviso.
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D E lei che idea si è fatta i proposito maestro?
R. In alcuni casi potrebbe essere forse proprio una importante competenza a creare problemi. Se condividi spazi di insegnamento con persone altamente competenti, devi testimoniarne cotanta capacità, altrimenti perdi di credibilità. A rovesciare la Costa Concordia Nave è bastata l’incompetenza di uno solo, ma per raddrizzarla poi ci sono voluti notevoli sforzi congiunti di Menti Eccelse.
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D. Mi pare maestro che lei nel progetto se la sia cavata bene, e testimoniato una ottima sinergia con la parte teorica?
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R. Almeno così dicono, la sinergia è stata immediata ma anche ricercata. Il progetto ha richiesto notevoli sforzi, che solo chi ci è stato vicino può testimoniare. Da un lato le dissertazioni teoriche, il razionale, l’aspetto mentale, il cognitivo; dall’altro l’espressione pratica di tali teorizzazioni l’espressione corporea, la sfera emotiva. Una sinergia speciale . Questo è aikido no?
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D Certo maestro! E di questo deve esserne fiero !
R Ovviamente ne sono fiero ed orgoglioso.
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Basta con le domande. Vorremmo che ci raccontasse adesso qualcosa, qualche aneddoto, qualcosa che le sta più a cuore in merito al progetto.
•Ve ne sarebbero tanti, otto anni sono tanti. Ma c’è qualcosa che mi piacerebbe condividere con tutti. Mi limiterò a raccontare quelli che ritengo più significativi.
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(Le nostre preoccupazioni iniziali)
•Ricordo che durante i primi seminari il consigliere M° Genovesi era molto preoccupato perche si sentiva un po gli occhi addosso di tutti, del consiglio, dei responsabili, della direzione didattica. Era la sua creatura e non voleva fallire. La preoccupazione del prof. Travaglini era invece dovuta al fatto di dover insegnare la sua materia non a laureandi della sua facoltà ma ad insegnati di aikido che molto probabilmente non la conoscevano. Sperimentava volta per volta il taglio da dare alla lezione. Io invece ero preoccupato per lo spazio di condivisione con la parte teorica. Se non vi fosse stata sinergia tra le due parti, ciò che insegnavo sarebbe stato opinabile o non credibile. Come ho gia detto la sinergia tra teoria e pratica fu immediata, e si consolidò sempre più ad ogni nuovo incontro. Il suo taglio era fortemente accademico, come è giusto che fosse, per cui pensai che la scelta migliore sarebbe stata quella di svolgere delle lezioni giocose, disinvolte, impegnandomi a trasmettere prima di ogni cosa “ l’Atmosfera” da tenere su un tatami affollato di bambini e solo successivamente concentrarmi sul cosa era prioritario trasmettere. La scelta fu vincente. Ricordo infatti che al termine dello stage di Bacoli “Napoli” , fui lanciato ripetutamente in aria da gli insegnanti che parteciparono allo stage. Ma anche negli stage successivi ho avuto sempre svariati complimenti.
•Gli stage che abbiamo svolto del progetto bambini sono stati questi:
09/10 Marzo 2013 Roma
10/11 Marzo 2012 Roma
19/20 Novembre 2011 Cava De Tirreni
16/17 Aprile 2011 Oristano
05/06 Marzo 2011 Reggio Emilia
11/12 Dicembre 2010 Roma
06/07 Marzo 2010 Roma
23/24 Gennaio 2010 Reggio Emilia
04/05 Aprile 2009 Roma
28/01 Marzo 2009 Parma
23/24 Febbraio 2008 Roma
15/16 Dicembre 2007 Reggio Emilia
13/14 Gennaio 2007 Napoli (Bacoli)
16/17 Dicembre 2006 Bologna
•I questionari
Ad ogni seminario venivano lasciati dei questionari da compilare in cui si chiedevano pareri consigli ed eventuali richieste. La cosa che mi faceva piacere era il fatto che tutte le volte vi era l’esplicita di richiesta di incrementare la parte pratica, ossia quella di mia competenza. Analizzando quando avevo mostrato durante il seminario, intuivo cosa i responsabili avevano apprezzato di più, di cosa sentivano il bisogno.
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Seminario ad Oristano con i bambini
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Da qualche anno avevamo messo a punto una variante al classico programma, ed era cioè quella di svolgere una parte del seminario, ovviamente per la pratica direttamente con i Bambini. Vi riuscimmo solo durante il seminario di Oristano, nel quale fu anche svolto un convegno, e l’ultimo stage che abbiamo svolto a Roma. L’Idea di svolgere una parte direttamente con i bambini si è rivelata illuminante. Ovviamente ci avevamo pensato molti anni prima ma purtroppo la difficoltà di coniugare la scelta del dojo con la disponibilità dei bambini di quel dojo o di altri limitrofi, dei loro maestri, esigenze genitoriali, ne hanno impedito la consuetudine. Al seminario di Oristano facemmo anche di più. Durante la prova pratica con i bambini il prof. Travaglini, annotò particolari, dettagli e quanto altro feci durante la lezione con i bambini. Al termine spiego ai responsabili in dettaglio i vari elementi che avevo mostrato durante la lezione,dal tono della voce, all’uso dei gesti, dai modi per catturare la loro attenzione alle modalità per mantenerla.
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Ne fui felice, e gratificato, prima di tutto perché svolsi la lezione con bambini che non conoscevo, secondo perché erano di età disparata, e terzo perché essere consapevole di essere in tutto quel trambusto sotto l’occhio critico ed analitico di un cattedratico, non è affatto assicurante. Credo creerebbe ansia a chiunque, o peggio getterebbe nel panico molti responsabili. Ma superai brillantemente quella prova.
La differenza tra lo svolgere una lezione con i bambini ,o solo con gli insegnati in questi seminari , è che gli adulti non hanno le stesse reazioni emotive dei bambini quando gli si mostra qualcosa. Per cui devi spiegare anche quelle. I bambini reagiscono spontaneamente come dei bambini appunto, non c’è bisogno di spiegare alcun che ai grandi che osservano.
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Il libro “ Educare con L’aikido” ed il Video “Aikido per bambini ”
Entrambi sono scaturiti da una esigenza espressa dai responsabili che partecipavano ai seminari. Non vi è stata una sola volta infatti, in cui i responsabili non chiedessero, materiale, dispense, o quant’altro potesse aiutarli. Per ovviare a ciò il Consiglio Direttivo incaricò il Prof Travaglini di scrivere un libro. Alla fine cosi fu pubblicato il testo “Educare con l’Aikido”, edito dalla Erikson, (testo che rientra nel piano studi della facoltà di Pedagogia dell’Università di Urbino) per chi non lo sapesse.
A me fu invece chiesto di preparare un video didattico, che dettagliasse quando mostravo durante le lezioni. Infatti la difficoltà dei responsabili era che al termine dello stage non ricordavano molto di quanto avevo mostrato. Ad ogni modo il video è disponibile da tempo presso la segreteria Aikikai d’Italia. È stata davvero dura pianificare il lavoro, organizzare riprese, i bambini, le sequenze, il montaggio, ma alla fine il lavoro ha soddisfatto tutti, e di questo vado fiero. Non più tardi della scorsa assemblea più di un responsabile dojo ha richiesto che il video fosse inviato gratuitamente a tutti i responsabili dojo dell’associazione.
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Una Richiesta Europea per il video Aikido per bambini
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Vorrei a questo punto raccontare qualche aneddoto sul video che nessuno conosce.
Come dicevo per il video ho ricevuto svariati complimenti da molti insegnanti negli anni, ma uno in particolare in occasione dello stage che condivisi con il M° Michele Quaranta, Lauria. Infatti in quella occasione gli mostrai proprio il video didattico, per bambini. Per chi non conoscesse il M°Quaranta, egli è direttore tecnico dell’Aikido Swizzerland, è stato allievo diretto per 30 anni del M° Ikeda Masatomi, ed è incaricato dall’Hombu dojo quale Esaminatore e supervisore per associazioni aikidostiche di 9 paesi d’Europa Il maestro vedendo il video si complimentò fervidamente, in quanto colpito dalla impostazione didattica a parer suo eccellente non solo per una corretto approccio alla didattica dei bambini, ma anche per gli adulti principianti. Aggiungendo poi che una impostazione cosi ordinata con propedeutiche semplici ed efficaci era tipica della impostazione didattica del Maestro Ikeda. Non vi nascondo che ne fui gratificato non poco, ma ancor di più quando mi chiese portargli altri video a Praga in occasione del nostro stage in quanto aveva intenzione di proporre la stessa metodica didattica ai responsabili dei suoi dojo d’Europa.
L’IRLANDA e l’ Aikido per bambini
Un altro episodio a me caro è quello che riguarda invece l’associazione Aikikai Ireland, con cui da anni ho stabilito un importante rapporto, e dove mi reco spesso per svolgere dei seminari. Negli anni scorsi ho già svolto lezioni per i bambini, durante i miei seminari a Dublino presso Heron Dojo, o ad Athboy presso la Athboy Aikido School. Ma lo scorso anno in occasione della visita della delegazione Irlandese al completo a Lauria per uno stage internazionale il presidente e gli insegnati dell’associazione Irlandese hanno espresso il desiderio di partecipare anche alle lezioni per bambini, questo perché intenzionati ad avviare nuovi corsi per bambini anche nella città di Sligo. A distanza di qualche mese hanno avviato un corso che pochi mesi ha portato ad una crescita esponenziale del gruppo fino a superare i 50 bambini . Ho infatti svolto una lezione per questi bambini il giugno scorso a Sligo in Irlanda. Quando gli ho chiesto come avessero fatto in cosi poco tempo ad ottenere quei brillanti risultati, mi è stato risposto che non hanno fatto altro che adottare quanto avevano visto fare al mio dojo e nel mio video.
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Convegno Aikikai a Roma – Prof. Benso e il video Aikido per bambini
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Un altro bel episodio è quello che riguarda le considerazioni circa la mia attività del Professor Francesco Benso. Per chi non lo conoscesse, il prof Benso è docente della cattedra di Psicologia Fisiologica presso l’università di Genova e responsabile del dojo di Albenga con il grado di 6° Dan. Il nostro incontro risale al convegno svolto a Roma organizzato dall’ Aikikai d’Italia, in cui differenti docenti universitari si sono cimentati in merito all’argomento “ "I processi formativi dell' Aikido". Il Prof. Benso presentò una tematica molto interessante: “L’aikido e le neuroscienze”. Mi aveva particolarmente colpito la sua relazione sulla pratica dell'aikidò per lo sviluppo delle funzioni attentivo-esecutive, ma anche tutto il resto sull'’interazione tra i sistemi "centrali"del Sistema Attentivo Supervisore e i diversi apprendimenti ; le "funzioni esecutive", la formazione degli apprendimenti i cosi detti "moduli", l’ autoregolazione dell’apprendimento motorio complesso, la motivazione ed il programma di recupero. Questo ed altro ancora, tutto davvero straordinario.
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A termine del convegno mi avvicinai per complimentarmi, ovviamente mi presentai, e lui prontamente mi restituii il complimento, dicendomi di conoscere molto bene i miei lavori, e di averli trovato davvero eccellenti. Nei giorni successivi, infatti mi inviò la relazione completa trattata durante il convegno. Qualcosa della relazione l’ho inserita sul mio sito, ovviamente con il suo consenso.
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Tesi di laurea
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Tempo fa mi contattò un mio ex allievo, (ex perche trasferitosi per gli studi universitari a Perugia non ha potuto più frequentare al nostro dojo), il suo nome è Antonio Talarico, all’epoca un bambino, ora dottore in psicologia. Mi chiese di fornirgli del materiale in merito proprio all’ aikido e le neuroscienze, in quanto quel tema gli aveva dato l’idea per la tesi. Una tesi che a differenza di molte altre è stata totalmente discussa in quanto ha interessato sia i professori che i laureandi. Davvero una bella sensazione, un riconoscimento per il lavoro che ho profuso con bambini in tanti anni.
Neuro psichiatria infantile ; Suggerimenti per la pratica dell’Aikido
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Riconoscimenti di molti dei miei allievi piccoli e grandi , di illustri professori, di importai maestri, di residenti di associazioni all’estero, sono davvero gratificanti, ma anche eccellentissime figure professionali che non ho menzionato quali psicologi, Psichiatri o Neuropsichiatri Infantili quali ad esempio il Dott. V. D’Onofrio che consiglia a molti genitori di suoi piccoli pazienti di lasciarli frequentare il nostro dojo , sommati alla testimonianza di affetto dei bambini e dei genitori, e di responsabili dojo che puntualmente ci fanno visita per osservare le metodiche insegnamento ai bambini, mi ripagano per gli sforzi profusi negli anni.
I valori di cui erano pregne le lezioni del maestro Hosokawa si sono fatte breccia nella mia personalità di piccolo allievo, ed è per questo non smetterò mai di ringraziarlo.
La cosa veramente importante è dare ai responsabili gli strumenti per crescere, per poter essere un concreto aiuto ai bambini nel loro percorso nell’ aikido. La professionalità e la passione, sono l’esatto connubio per far si che la nostra personale ricerca, sommata a quanto ci è stato trasmesso dai nostri maestri continui a vivere attraverso il nostro insegnamento.
Fiordineve Cozzi